Schengen: il punto di non ritorno per l’Europa

Schengen.

Sulla cartina geografica è solo un puntino in Lussemburgo tra Francia e Germania, un piccolo comune circondato da vigneti.
Per l’Europa intera invece è la chiave di volta senza la quale rischia di crollare tutto quello che è stato costruito dalla dichiarazione Schuman ad oggi. Continua a leggere “Schengen: il punto di non ritorno per l’Europa”

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C’eravamo tanto amati: querelle des anciens et des modernes

Da oramai qualche giorno stiamo assistendo ad uno scambio continuo di frecciatine fra il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ed il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. L’intera vicenda incominciò Continua a leggere “C’eravamo tanto amati: querelle des anciens et des modernes”

Notizie dalla fine del mondo: speciali interattivi, lancio della gallina, Coldiretti e Isis, eserciti europei, tassi zero, banche salvate a metà e COP21

Continua la rassegna stampa di LdS, in cui vi proponiamo tante cose interessanti trovate in rete, Continua a leggere “Notizie dalla fine del mondo: speciali interattivi, lancio della gallina, Coldiretti e Isis, eserciti europei, tassi zero, banche salvate a metà e COP21”

Road to 14th: il piano di Juncker

In occasione del Consiglio europeo (che, per onestà intellettuale ed ai trattati europei, non chiameremo vertice europeo) straordinario convocato per il 14 settembre 2015 sul tema dell’immigrazione, i Liberali da Strapazzo inaugurano la rubrica “Road to 14th”, che vi traghetterà fino alla fatidica data per farvi arrivare ad essa preparati.

 

“La Commissione promuove l’interesse generale dell’Unione e adotta le iniziative appropriate a tal fine”.
Così recita il Trattato sull’Unione Europea a proposito della Commissione, che sembra finalmente aver ritrovato di fronte alla grave crisi migratoria il suo ruolo di motore politico dell’UE. Per il Consiglio europeo straordinario del 14 settembre il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha infatti elaborato una serie di proposte, inerenti sia al primo soccorso che alla richiesta di asilo nei vari stati membri, su come affrontare in modo comunitario un problema che comunitario è in realtà sempre stato, sebbene molti stati membri fingessero di non accorgersene. Continua a leggere “Road to 14th: il piano di Juncker”

Se l’immigrazione è fine (a se stessa)

“Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo”  (Marco 10, 16-30)

Se a questo pensiero vi vengono in mente mille razionalissime obiezioni che ne annacquano l’essenza, nulla di grave: magari andrete all’Inferno, ma fino ad allora potrete sentirvi laicamente sollevati. State applicando, in definitiva, quel concetto di buon padre di famiglia che tanto il Codice Civile declama. Beninteso, anche qualora sprovvisti di prole. Rinunciare, sempre e comunque (e non a proprio comodo) al superfluo per sfamare il disperato dietro l’angolo è meritevole e paretianamente efficiente: eppure, sentiamo che non va bene. Lo scandalo cristiano non fa per noi, non è umano. Continua a leggere “Se l’immigrazione è fine (a se stessa)”

Tsipras al bivio

Dopo otto mesi di governo Alexis Tsipras ha deciso di tornare al voto. L’approvazione dei piani di salvataggio voluti da BCE, UE ed FMI ha reso insanabile la frattura con l’ala estremista di Syriza, contraria ad ogni accordo. Conscio delle difficoltà dell’esecutivo il premier greco ha scelto di rivolgersi nuovamente alle urne. Quelle stesse urne che lo avevano consacrato grazie ad un programma populista che è però crollato davanti alla tragica realtà della situazione economica greca. Continua a leggere “Tsipras al bivio”

Tutto passa dalla rappresentanza europea

C’è un gran cicaleggio su Grecia, Europa, austerity e no-euro, ma si sa, del cicaleggio possiamo farne a meno, delle polemiche anche, e tentare una via più ardua ma più promettente: proporre il futuro. Umile. Sì, lo so. Ma per rimestare sulle ferite c’è stato tempo, e ce ne sarà fin troppo in futuro, e a ogni tranche di pagamento del debito che la Grecia dovrà a ECB, IMF e ai cittadini di mezzo continente sarà un’altra occasione di gridare OXI in piazza o al complotto plutocratico del neoliberismo imperante, così come sarà utile ricordare che così l’Europa non funziona e non funzionerà mai. Ora parliamo d’altro. O meglio, di un aspetto di cui non si occupa nessuno perché noioso, apparentemente inutile e molto politico. Continua a leggere “Tutto passa dalla rappresentanza europea”

The importance of being earnest (soprattutto se si mette le mani sulla banca centrale greca)

Nel momento in cui scriviamo l’ipotesi di una uscita dalla Grecia sembra allontanarsi: con una mossa di cui tuttora fatichiamo a cogliere la visione strategica, Tsipras ha rifiutato un accordo che avrebbe portato l’economia in recessione, costringendo ad ulteriori tagli alla spesa pubblica e indetto un referendum; così facendo ha scatenato il panico che ha fatto tracollare turismo e domanda interna, portando il paese in recessione e costringendo così ad un accordo coi creditori che prevedesse ulteriori tagli alla spesa pubblica.

In ogni caso, i giochi non sono ancora conclusi e pare pertanto opportuno valutare cosa sarebbe succederebbe in caso di una Grexit Continua a leggere “The importance of being earnest (soprattutto se si mette le mani sulla banca centrale greca)”

Gli Stati Uniti d’Europa, adesso

Le recenti crisi che hanno colpito il vecchio continente hanno mostrato con evidenza il grande problema dell’UE: la mancanza di un’unione politica. Il progetto europeo, nato l’8 maggio 1950 (Dichiarazione Schuman) e proseguito con le varie Comunità, risulta infatti ancora incompiuto, fermo a metà strada e incapace di arrivare alla meta: una federazione europea. Eppure mai come ora appare chiaro quanto questa federazione sia necessaria per poter affrontare con successo le grandi sfide dei nostri giorni. Senza una vera guida politica non è possibile elaborare soluzioni di lungo periodo a questioni di grande rilevanza internazionale come quella greca, le tensioni in Ucraina o il fenomeno dell’immigrazione. Continua a leggere “Gli Stati Uniti d’Europa, adesso”