Intervista col mediano

Oggi ci è venuto a trovare Valerio Rossi, 45 anni, elettore mediano. L’importanza di Valerio non ve la sto a raccontare; la letteratura economica e politica brulica di teoremi e congetture su di lui. Valerio, è, in sostanza, colui che votando ha le maggiori possibilità di influenzare un’elezione, l’offerta politica dei partiti e quindi la politica italiana in generale. Comprendere cosa pensi della società italiana e mondiale è quindi di grande importanza per noi tutti. Da qui nasce la nostra intervista.

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Micromega fa schifo

All’inizio pensavo che la rivista di Flores D’Arcais fosse solo boriosa, poi ho avuto l’epifania: non è boriosa, fa proprio schifo. Se così non fosse, non potrebbe pubblicare pezzi di questa levatura [CLICCA QUI], dove quanto accaduto alla Volkswagen altro non è che il contrappasso per quanto accaduto alla Grecia; se non facesse così schifo, un intellò à l’italienne non potrebbe mettere nero su bianco che delle disgrazie della casa automobilistica alla fine ci godiamo un po’ tutti: “Vedete!” pensa il nostro acuto scrittore, “anche i tedeschi sbagliano e non rispettano le regole!”. Continua a leggere “Micromega fa schifo”

Tsipras al bivio

Dopo otto mesi di governo Alexis Tsipras ha deciso di tornare al voto. L’approvazione dei piani di salvataggio voluti da BCE, UE ed FMI ha reso insanabile la frattura con l’ala estremista di Syriza, contraria ad ogni accordo. Conscio delle difficoltà dell’esecutivo il premier greco ha scelto di rivolgersi nuovamente alle urne. Quelle stesse urne che lo avevano consacrato grazie ad un programma populista che è però crollato davanti alla tragica realtà della situazione economica greca. Continua a leggere “Tsipras al bivio”

Merkel, Tsipras, Nash.

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della banalità. Oggi su tutti, ma proprio tutti i quotidiani europei (e anche alcuni americani, il buon Krugman non se ne lascia sfuggire una), c’era almeno un editoriale che parlava della cattiveria teutonica. L’intesa non piace al Der Spiegel, non piace ai quotidiani della sinistra e della destra europea, non piace a molti commentatori italiani. Non piace neanche al Financial Time, sul quale Wolfgang Münchau si spinge a definire l’accordo come la Demolizione del Progetto Europeo, azzardando addirittura che la moneta unica abbia avuto un effetto negativo per la crescita italiana. Grillo non avrebbe saputo dirlo meglio. Continua a leggere “Merkel, Tsipras, Nash.”

Tsipras e la democrazia a targhe alterne

Per chi di politica ci campa e di economia poco ne mastica, il NO al referendum greco segna un punto a favore. Dopo anni di supplizi quotidiani autoinferti per cercare di cavare qualcosa da pagine di grafici, tabelle e aliquote (salvo poi zompare a pié pari a pag. 8, ultimi croccanti retroscena da Montecitorio), finalmente torna la Retorica, per l’occasione officiata dai suoi massimi teorici, i greci. Così, complicati quesiti di politica economica vengono sottoposti al venditore di γύροϛ da un giorno all’altro, giusto per evitare che possa farsi un’idea. Tanto, si dirà, la pancia conosce ragioni sconosciute alla mente. Sarà.

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Facciamo un bel respiro e riflettiamo

Lo ammetto: il duo ellenico Tsipras+Varoufakis ha mostrato all’Europa una certa furbizia politica e un’elevata dose di coraggio. Sulle conseguenze nel medio-lungo termine passiamo oltre per non rendere amara questa loro vittoria, ma plaudiamo alla destrezza. Dell’ex-Ministro Varoufakis soprattutto. “Ha vinto la democrazia”. Sì, certo. Facciamo tutti un bel respiro, calmiamoci un momento e riflettiamo. Continua a leggere “Facciamo un bel respiro e riflettiamo”

Ma esattamente adesso, che accadrà?

L’Europa cambierà, non ci saranno più debiti o riforme da fare, sarà un bengodi per tutti. Sarà davvero così? Dunque vediamo. Domani mattina si riapriranno le borse, Mario Draghi deciderà che fare con le banche greche, Angela Merkel si troverà di fronte un tronfio Tsipras che le chiederà di cambiare le condizioni. Insomma: la realtà ritornerà con la sua concretezza dopo un weekend caldo e assolato. Ci si ferma un momento e si pensa: ma come si riprenderà la Grecia? Dicendo no in un referendum o cercando di ristrutturare il proprio sistema economico? Misteri. Noi speriamo che il duo dei negoziatori greci ce lo rivelerà. Un giorno. Forse un altro. Continua a leggere “Ma esattamente adesso, che accadrà?”

Taccuino da Washington. Seconda Puntata: Athens Calling.

Riuscirà Tsipras, populista da quattro soldi, nell’impresa di fare fallire la più antica democrazia del mondo?

Se lo stanno chiedendo anche qui in America.

D’altronde le premesse ci sono tutte: la sua elezione a gennaio, sulle promesse di non ripagare il debito e portare la Grecia sulla dorata via del socialismo (si è visto). La sua vittoria, celebrata dalla sinistra italiana, e quindi vista con scetticismo da chiunque dotato di un po’ di buon senso.

E poi l’armata Brancaleone di cui si è circondato, dilettanti della politica che facevano ridere, altro che Berlusconi, tutte le altre cancellerie europee a ogni eurogruppo al cui si presentavano.

E fino all’ultima, fantastica trovata: chiamare un referendum per fare scegliere al popolo, alla gente, se accettare o meno degli accordi, che nel frattempo erano stati ritrattati. Continua a leggere “Taccuino da Washington. Seconda Puntata: Athens Calling.”