Il coraggio di restare noi stessi

L’attacco terroristico della scorsa notte a Manchester è probabilmente uno dei peggiori che l’Europa abbia mai subito. Il numero delle vittime sembra ridotto rispetto alle grandi stragi della metropolitana di Londra, del Bataclan a Parigi o della Promenade des Anglais a Nizza. Eppure la scelta dei bersagli è stata quanto di più riprovevole si possa compiere. Ad essere colpito è stato un concerto frequentato in larghissima parte da ragazzini. Quello che avrebbe dovuto essere un momento di festa per i più deboli ed innocenti si è trasformato in un disgustoso massacro.

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4 falsi miti sul terrorismo

Il terrorismo è prepotentemente diventato uno dei temi dominanti della discussione politica contemporanea. Di terrorismo discutono i think tank, i consiglieri alla sicurezza dei vari governi, i giornalisti su riviste e giornali ed infine una moltitudine di persone sul web. Nel secolo delle fake news e del post-truth tuttavia è molto facile imbattersi in narrazioni approssimative, imprecise o addirittura distorte sul tema, con il rischio di costruirsi dei luoghi comuni che non corrispondono affatto allo stato reale della situazione. In particolare si stanno radicando nella coscienza comune quattro erronee e pericolose convinzioni riguardo al terrorismo.

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Intervista col mediano

Oggi ci è venuto a trovare Valerio Rossi, 45 anni, elettore mediano. L’importanza di Valerio non ve la sto a raccontare; la letteratura economica e politica brulica di teoremi e congetture su di lui. Valerio, è, in sostanza, colui che votando ha le maggiori possibilità di influenzare un’elezione, l’offerta politica dei partiti e quindi la politica italiana in generale. Comprendere cosa pensi della società italiana e mondiale è quindi di grande importanza per noi tutti. Da qui nasce la nostra intervista.

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Le bugie che ci confortano

“Capisci che la situazione è grave quando ti ritrovi a sperare che siano stati i nazisti” (Spinoza.it). C’è del tragico e del vero in una battuta di una riga, ed è la speranza che tutti noi nutriamo di poter reinserire il caos che investe l’Europa nei vecchi, cari schemi della politica nostrana. Pazzi, depressi, nazisti. Nazisti soprattutto.

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Rassegnarci per vincere

Il vile attentato di ieri sera ci ha portati in una nuova fase della lotta con il terrorismo islamista?

Se dopo i fatti di Madrid, Londra, Parigi potevamo asserire, più o meno convintamente che il problema era la mancanza di coordinamento delle intelligence europee, e che con maggiore controllo e collaborazione questi attentati potevano essere fermati, questa volta non è più così.

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Non, je ne suis pas pakistanais.

(Photo Reuters)

Nella settimanale lista delle “Cose irritanti reperibili su internet” le motivazioni sofiste e a-scientifiche dei comitati proponitori del referendum del 17 Aprile si guadagnano senza dubbio la prima posizione. Argomentazioni, per altro abilmente sbertucciate da Alessio in questo articolo.

La secondo piazza, invece, va a tutto quel filone di pensiero riassumibile con le seguenti quattro parole: “E allora il Pakistan?”

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Ridateci i Bastardi Islamici!

All’indomani della strage di Parigi dello scorso novembre, il giornale “Libero” aveva titolato, con la consueta grazie e finezza che si addice al quotidiano milanese turbo-berlusconiano: “Bastardi Islamici”.

Questo fu forse il caso più eclatante di parole (il termine pensieri mi sembra un po’ eccesivo) che vennero espresse, il più delle volte senza dargli troppo peso, in quei giorni nefasti.

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L’ora di collaborare, per davvero

Le reazioni ai drammatici attentati di questa mattina a Bruxelles seguiranno la solita strada dei loro predecessori in Francia: Facebook si riempirà di post preconfezionati che esprimono disperazione e compariranno le consuete bandiere sulle foto profilo. Dopo un paio di giorni il giusto cordoglio lascerà spazio all’indignazione, indignazione che verrà sfruttata in modo più o meno populista da molti leader politici del continente. Arriveranno poi da parte dei governi le solite misure di sicurezza postume ed improvvisate, disposte da ciascun Paese come preferisce, giusto per dare l’impressione di essere vigili contro la minaccia terroristica.
Quello che purtroppo non segue mai questi tragici eventi è una riflessione su ciò che si potrebbe fare a livello comunitario per prevenire questi attacchi. Continua a leggere “L’ora di collaborare, per davvero”