Governo Conte, verso la Repubblica post-costituzionale

L’ultima notizia sulla travagliata nascita del sessantacinquesimo esecutivo della storia repubblicana italiana è la convocazione di Giuseppe Conte, premier designato da Lega e 5 Stelle, al Quirinale, presumibilmente per l’affidamento formale dell’incarico. Sembra così avviarsi alla conclusione il periodo di instabilità che aveva seguito le elezioni del 4 marzo, con la formazione dell’unica maggioranza possibile dopo il voto. L’unica possibile perchè tra le due uniche forze che possiedono una retorica simile e hanno punti comuni su diversi atteggiamenti, primo tra tutti la straordinaria capacità di cambiare opinione su qualsiasi tema in un paio di giorni (la flat-tax ha già due aliquote e quindi non è più flat o le varie giravolte grilline su UE e moneta unica), ma sopratutto l’unica possibile perchè l’unica coerente con la volontà espressa nel voto di cambiare strada rispetto alle esperienze precedenti. La rottura con il passato, e questa volta con tutto il passato repubblicano italiano, sta però anche nella scelta del Presidente del Consiglio e nel ruolo che rivestirà all’interno dell’alleanza al governo del Paese.

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Che cosa sappiamo dopo le prime consultazioni?

Cosa sappiamo dopo la prima tornata di consultazioni? Nulla di più di quanto non fosse ampiamente preventivabile, se non con l’aggiunta che c’è ampio spazio per indignarsi.

Riassumendo, si è votato un mese fa, il Presidente della Repubblica ha atteso fino al 4 aprile perché i partiti salissero al Quirinale con le idee più chiare; e il risultato è che ci sarà bisogno di un altro giro di consultazioni, fra una settimana abbondante.

Ma non ci scomodiamo, tanto c’è tempo! Non ci sono decisioni di politica fiscale, strategie di politica industriale, azioni lungimiranti che vadano urgentemente intraprese per rimediare al declino economico, sociale e culturale in cui il Paese è da troppo tempo avvinto. Nulla di tutto ciò; possiamo permetterci il lusso di buttare ancora al vento dei giorni, forse settimane, più probabilmente mesi, preziosi.

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Mattarella, un anno al Quirinale

Quando, esattamente un anno fa, Sergio Mattarella venne eletto al Quirinale ben pochi italiani potevano dire di conoscerlo. Se non fosse stato per la tragica vicenda del fratello Piersanti e per il famoso mattarellum, la legge elettorale utilizzata dal ’93 al 2005, molti neppure si sarebbero ricordati il nome di questo timido e grigio giudice costituzionale, scelto nello stupore generale come capo dello stato.

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