Renzi come Macron? Vedremo, intanto ho votato alle primarie PD

Vuoi che nel sistema proporzionale verso il quale stiamo rapidamente veleggiando, parlare di candidato premier è alquanto inutile. Vuoi che queste primarie sembravano tanto un triangolare tra Barcellona, Crotone e Pro-Vercelli. Vuoi che giorno più sfigato non ci fosse (in mezzo al ponte del 1 maggio, vai a capire la ratio). Insomma, per tutti questi motivi, la voglia di non votare alle primarie del Partito Democratico non era enorme. Sarebbe stata la prima volta per me, piddino di destra ma liberale di sinistra, non partecipare alle primarie democratiche. Continua a leggere “Renzi come Macron? Vedremo, intanto ho votato alle primarie PD”

Trumpapocalipse now

Se l’apocalisse trumpiana dovesse in futuro compiersi, inizierà proprio dopodomani.

Dopodomani, infatti, cominciano le primarie più scoppiettanti del mondo (no, non sono quelle liguri). Negli USA, si vota Stato per Stato in un arco di tempo di circa quattro mesi, per assegnare i delegati che ciascun candidato, nei due partiti, Democratico e Repubblicano, porterà alle rispettive convention, che si terranno in estate. Continua a leggere “Trumpapocalipse now”

Taccuino da Washington, sesta puntata. Trump e il maggioritario

In questo paese, dove le primarie sono un affare serio e le campagne elettorali inziano con anni di anticipo, hanno fatto clamore le esternazioni dell’eclettico miliardario Donald Trump.

Il riccone platinato, recentemente gettatosi nella mischia delle primarie repubblicane, ha usato frasi non proprio felici, e certamente non politicamente corrette per riferirsi agli immigrati messicani che lavorano negli Stati Uniti. Con un aplomb che farebbe invidia al meglio Salvini, ha chiamato questi “criminali e stupratori”.

Continua a leggere “Taccuino da Washington, sesta puntata. Trump e il maggioritario”