Superare Renzi da destra?

Fa bene Alessio a chiedere in Italia una destra “eroica”. Si chiede rispetto per una parte politica che è stata presidiata negli anni da ex fascisti, nostalgici, poi conquistata da un ricco imprenditore con qualche guaio con la giustizia. Il Partito Liberale è morto con tangentopoli e la sua tradizione era definitivamente in crisi dal dopoguerra: in Italia trionfarono la visione cattolica e quella socialcomunista. Per chi vuole far politica, ancora oggi le due visioni rimangono imprescindibili: non esisteranno mai maggioranze liberiste, e per convivere con questo vincolo bisogna scegliersi bene i compagni di viaggio, o con la destra cattolica, o con la sinistra sociale/ista. Finora ho optato per la sinistra, convinto che cambiare definitivamente in “sociale” un afflato “socialista” sia possibile. Abbiamo anche vissuto dei momenti di egemonia, col governo Renzi, e in alcuni passaggi sono state adottate delle soluzioni genuinamente liberali. Considerata la maggioranza ereditata dal PD a trazione Bersani, era forse difficile pretendere di più.

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Amazon il Leviatano, la politica il Mammouth

Mattia Feltri, giornalista del quotidiano La Stampa, dedica la sua vivace rubrica di oggi, Il Buongiorno, ad Amazon. Nel suo editoriale, dopo avere elencato le molte innovazioni che hanno reso possibile la grande espansione dell’azienda americana, afferma che Amazon è ormai così potente ed influente nel mondo dell’economia, della tecnologia e quindi del mercato del lavoro, che sarebbe il caso che i politici pensassero a lei più che alla legge elettorale.

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Ve lo confesso: Sono stato al Lingotto e mi è piaciuto.

C’è crisi. Se un tempo il PD ci girava l’assegno mensile per lavorare come troll su Facebook, ora pretende anche che l’ormai scarna somma sia accompagnata da reportage sulle più rilevanti attività piddine. Così il sottoscritto, fresco di consegna tesi e non ancora avvezzo all’imminente aria vacanziera, si è ritrovato catapultato al Lingotto di Torino a seguire la tre giorni di convention renziana.

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Millenials! Davvero non abbiamo di meglio da fare che stare a guardare?

C’è una bellissima poesia di Edgar Lee Masters. Dice:

Tutto è tuo, giovane che passi;
Entra nella stanza del banchetto consapevolmente;
Non entrare timidamente come se tu fossi dubbioso
Di essere il benvenuto – la festa è tua!
Non prendere solo un poco, rifiutandone ancora
Con un timido “Grazie”, quando hai fame.
E’ viva la tua anima? Allora che possa nutrirsi!

Giovani, è viva la nostra anima? O siamo forse timidi e dubbiosi al banchetto della nostra vita? C’è un vecchio detto inglese che un amico mi aveva sussurrato un giorno per placare alcuni grandi dubbi professionali su cui rimestavo: Don’t ask, don’t get, non chiedi, non ottieni. Continua a leggere “Millenials! Davvero non abbiamo di meglio da fare che stare a guardare?”

Marino: peste, morte, carestia e distruzione

Mancano le invasioni barbariche, la Grande Peste, le scorribande del Valentino Borgia e a Ignazio Marino han dato la colpa di tutto quel che è accaduto a Roma negli ultimi duemila anni. Anzi, Marino è Attila: dove passa lui non cresce l’erba – che già liberalizzarla è un casino, figurati poi farla crescere nel deserto.

Roma è in rovina: furtivo, nella notte, Marino si aggirava tra i palazzi per tirar giù intonaci, far saltare piastrelle e sanpietrini, creare buche – che dico? – voragini laddove baluginano luci talmente fioche che neanche i giustizieri della notte – Dibba Dibattista e la fida compagna di tante sfide Paola Taverna – riescono a vederci. Continua a leggere “Marino: peste, morte, carestia e distruzione”

Perchè è necessario il trotskismo della Leopolda

La gestazione della riforma costituzionale segna un punto di non ritorno. Su una questione di massima importanza (almeno per i partiti!) le opposizioni hanno deciso di non giocarsela. I salviniani sono i più coerenti e fanno muso duro sempre e comunque, i grillini paiono furbi ma “vincono poi”, i berluscones faccio già fatica a rintracciarli nel cantuccio di pagina 15 del Corsera (gentile concessione di Marina in CdA) per capirci qualcosa. Alla fine, irrompe Renzi, trova l’accordo intra moenia e rompe le acque: muore il bicameralismo imperfetto, nasce una nuova Repubblica (forse). Continua a leggere “Perchè è necessario il trotskismo della Leopolda”

Taccuino da Washington, settima puntata. Senatores boni viri?

Scrive Michael Dobbs in “House of Cards”, il romanzo più formativo che un Liberale da Strapazzo potrebbe mai leggere: ”[il question time] è un test di sopravvivenza, che deve più alle arene romane di Nerone e Claudio che agli ideali della democrazia parlamentare. Nel porre domande, i membri dell’opposizione in genere non fingono nemmeno di chiedere spiegazioni, ma cercano soltanto di criticare, di infliggere danni”.

Ora, House of Card originale è ambientato a Westminster, nel parlamento britannico. Lì non ci sono mai stato, e non saprei quindi dire se questa affermazione sia vera. Tuttavia, seppure in un altro paese, mu sono comunque fatto un’idea di cosa Dobbs intendesse nel descrivere le relazioni esecutivo-legislativo.

Ho assistito a un’audizione, stile House of Cards (telefillm), della commissioni esteri del senato statunitense.

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Mi si nota di più se……

Da quando Pippo Civati ha abbandonato il PD e fondato “Possibile” non dormo la notte. Dico davvero. Civati. Colui che è entrato in Parlamento polemizzando sulla campagna elettorale, polemizzando con l’eterna indecisione di Bersani, poi con il Governo Letta, poi con Renzi, poi durante le primarie contro Renzi, poi con il Governo Renzi, poi con il Jobs Act, poi con l’Europa, poi con Marchionne, poi con non-so-bene-chi, poi con il suo stesso partito in corso di elezioni regionali, finalmente se n’è andato e ha fondato un suo movimento. Per governare? Ma va. “Le elezioni in Liguria dimostrano che c’è spazio per una sinistra di Governo”. Talmente di Governo che ha preso l’8%. “Meglio di Podemos”. Ah be, allora. Continua a leggere “Mi si nota di più se……”