Racconti persiani: il grande ritorno dell’Iran

L’Iran, o meglio la Persia, fa parte della storia della politica internazionale dalla notte dei tempi. Contro i Persiani combatterono i Greci per difendere la propria libertà, contro i Persiani lottò Alessandro Magno per costruire il suo impero ellenistico, contro i Parti loro eredi combatterono i Romani in uno scontro tra superpotenze che durò diversi secoli.
Fu attraverso l’Iran che durante il secondo conflitto mondiale gli Alleati fecero arrivare rifornimenti vitali per l’Unione Sovietica, che le permisero di ribaltare l’esito della guerra contro il Terzo Reich e fu alla conferenza di Teheran, non a quella di Jalta, che venne deciso l’ordine mondiale per il dopoguerra.
Fu infine la perdita dell’Iran a seguito della rivoluzione del 1979 a decretare la sconfitta di Carter alla presidenziali USA dell’anno seguente. Continua a leggere “Racconti persiani: il grande ritorno dell’Iran”

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Notizie dalla fine del mondo: speciali interattivi, lancio della gallina, Coldiretti e Isis, eserciti europei, tassi zero, banche salvate a metà e COP21

Continua la rassegna stampa di LdS, in cui vi proponiamo tante cose interessanti trovate in rete, Continua a leggere “Notizie dalla fine del mondo: speciali interattivi, lancio della gallina, Coldiretti e Isis, eserciti europei, tassi zero, banche salvate a metà e COP21”

Taccuino da Washington, settima puntata. Senatores boni viri?

Scrive Michael Dobbs in “House of Cards”, il romanzo più formativo che un Liberale da Strapazzo potrebbe mai leggere: ”[il question time] è un test di sopravvivenza, che deve più alle arene romane di Nerone e Claudio che agli ideali della democrazia parlamentare. Nel porre domande, i membri dell’opposizione in genere non fingono nemmeno di chiedere spiegazioni, ma cercano soltanto di criticare, di infliggere danni”.

Ora, House of Card originale è ambientato a Westminster, nel parlamento britannico. Lì non ci sono mai stato, e non saprei quindi dire se questa affermazione sia vera. Tuttavia, seppure in un altro paese, mu sono comunque fatto un’idea di cosa Dobbs intendesse nel descrivere le relazioni esecutivo-legislativo.

Ho assistito a un’audizione, stile House of Cards (telefillm), della commissioni esteri del senato statunitense.

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La vera paura di Netanyahu

Se in molti oltre ad Obama e Rouhani (compreso chi scrive) hanno accolto con un certo entusiasmo l’accordo sul nucleare iraniano, lo stesso non si può certo dire di Benjamin Netanyahu. Il Primo Ministro di Israele si è infatti più volte scagliato contro l’accordo raggiunto, sostenendo che spalancherebbe le porte alla costruzione di un potente arsenale nucleare da parte di Teheran che verrebbe usato contro Tel Aviv. Inoltre con la progressiva eliminazione delle sanzioni l’Iran assisterebbe ad un enorme ingresso di capitali che, ammonisce Bibi, finirebbero nelle tasche dei terroristi islamici di matrice sciita, di cui la Repubblica Islamica sarebbe un grande sponsor.

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Cuba, Iran, multilateralismo e successi: la politica estera di Obama

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Oggi, 20 luglio 2015, è una data storica per le relazioni internazionali: un’ambasciata americana verrà aperta a L’Avana, capitale di Cuba, e, viceversa, una cubana verrà aperta a Washington D.C.. Che cos’ha tutto ciò di speciale? Beh, presto detto. Continua a leggere “Cuba, Iran, multilateralismo e successi: la politica estera di Obama”

Taccuino da Washington, quinta puntata. Un giorno al Congresso

Ieri sono andato al Congresso a sentire un’audizione della commissione esteri della camera riguardante l’Iran. Pur essendo questa stata programmata da tempo, non poteva cadere in un giorno migliore: era infatti la mattina in cui Washington si era svegliata con Kerry che annunciava l’accordo con l’Iran. Una giornata storica, come ebbero a dire molti, se non tutti i giornali. Va detto che il sentimento generale non era proprio di puro entusiasmo, per usare un eufemismo. Per esempio, il presidente della commissione, Ed Royce (R-CA) ha esordito esprimendo tutta la sua perplessità riguardo a un trattato stipulato con un paese il cui leader partecipa a manifestazioni in cui si inneggia alla morte dell’America e di Israele. Continua a leggere “Taccuino da Washington, quinta puntata. Un giorno al Congresso”

A Vienna si fa la storia

Iran

Dopo circa 13 anni di trattative e di isolamento diplomatico internazionale, all’alba del 14 luglio 2015 è stato finalmente firmato a Vienna un accordo con l’Iran sul nucleare. Prima di descrivere in dettaglio i punti chiave dell’accordo, ritengo sia necessario fare una breve introduzione storica di come si è arrivati a questa situazione.

Tutto cominciò quando ancora l’Iran era chiamato Persia e vi regnava lo Shah Reza Pahlavi, negli anni ’50: quest’ultimo chiese, ed ottenne, da Francia, Germania e Stati Uniti le tecnologie necessarie per la costruzione dei primi impianti nucleari a scopo civile; tutto però cambiò con la rivoluzione iraniana e la conquista del potere da parte dell’Ayatollah Khomeini. Una volta salito Continua a leggere “A Vienna si fa la storia”

Taccuino da Washington, quarta puntata. Barack, sei sicuro?

Nei mesi scorsi grande risalto mediatico venne dato a un pre-accordo, firmato da Washington e Teheran riguardante l’annosa disputa sul nucleare iraniano.

L’evento venne definito storico, non si sa bene se per la portata dell’avvenimento o se per aver fatto sembrare, almeno per cinque minuti, che la Mogherini contasse davvero qualcosa in Europa.

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