Cosa manca nel panorama politico italiano

Col prospettarsi della campagna elettorale, credo sia utile fare un po’ d’ordine nel frammentato panorama politico nazionale.

In questi tempi fortunatamente post-ideologici ma per nostra disgrazia anche “post-true”, pare illogico discutere monoliticamente di destra e sinistra. Tuttavia, rimane salda la necessità di analizzare chi sta dove. Per farlo, si possono distinguere tre aree di intervento: politica estera, politica interna e politica economica. Continua a leggere “Cosa manca nel panorama politico italiano”

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Il Paese ha bisogno di una Destra seria

Si dice spesso che gli italiani non sappiano andare a destra senza finire nel manganello. Ma visto che non ci sono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio, mi sono chiesto se forse il grande problema politico italiano è che manchi proprio una Destra seria, autorevole, volta al futuro del Paese e dei suoi cittadini. Continua a leggere “Il Paese ha bisogno di una Destra seria”

Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro

Basta raccontarci che il mondo va male perché siamo sfruttati e odiati. Il mondo va male perché siamo incapaci di afferrarlo con le mani e spingerlo in una direzione precisa.

Al teatrino di Bianca Berlinguer, una ricercatrice di Parigi ha accusato in diretta Farinetti di sfruttare i suoi dipendenti. Già solo accusare un imprenditore di sfruttare i suoi lavoratori richiederebbe delle prove, ma noi vorremmo anche capire cosa intende lei per “sfruttati”: il livello di guadagno? Gli straordinari pagati a forfait (a proposito: se io – come tutti i consulenti – faccio straordinari, questi non sono pagati, ma fa parte del lavoro)? La possibilità di lavorare sabato e domenica? MISTERO.  Continua a leggere “Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro”

Intervista col mediano

Oggi ci è venuto a trovare Valerio Rossi, 45 anni, elettore mediano. L’importanza di Valerio non ve la sto a raccontare; la letteratura economica e politica brulica di teoremi e congetture su di lui. Valerio, è, in sostanza, colui che votando ha le maggiori possibilità di influenzare un’elezione, l’offerta politica dei partiti e quindi la politica italiana in generale. Comprendere cosa pensi della società italiana e mondiale è quindi di grande importanza per noi tutti. Da qui nasce la nostra intervista.

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Fate fallire l’Unità: il giornalismo vi ringrazierà. E abolite l’Ordine, già che ci siete.

Post consiglio di redazione del quotidiano L’Unità: “Questo è un ricatto. Se gli azionisti non smentiscono le indiscrezioni siamo pronti a ogni forma di lotta”, recita un comunicato ripreso dal Corriere. Attacco a testa bassa contro i possibili tagli di personale, a cui si aggiunge un simpatico: “Non esiste che ci licenzino [sic]. Il PD del Jobs Act che fa una quindicina di licenziamenti individuali?”. Continua a leggere “Fate fallire l’Unità: il giornalismo vi ringrazierà. E abolite l’Ordine, già che ci siete.”

Uber amico del popolo

Storia: fine serata all’ex Spazio Ansaldo di Milano, pioggia a catinelle, tre del mattino. Enjoy troppo lontana/app non funzionante: resta da chiamare il taxi. Dieci minuti di attesa per il centralino, dieci minuti di attesa per il taxi, dieci/quindici minuti di corsa e  venti euro di spesa (strade deserte, eh, mica il traffico di punta). 20 euro. 20 maledettissimi euro. E tutto questo perché ho avuto l’accortezza di attaccarmi al telefono del radiotaxi un minuto prima che la folla si riversasse fuori in strada e rimanessi definitivamente a piedi. Continua a leggere “Uber amico del popolo”

La Volkswagen e l’importanza di chiamarsi onesti, analisi (non) finanziaria semiseria

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Wendelin Wiedeking, ex CEO Porsche

Qui a Liberali da Strapazzo, dovendo trovare un’immagine che descrivesse lo scandalo Volkswagen, abbiamo pensato a Wendelin Wiedeking, che in questi giorni si sta godendo una rivincita personale dopo che nel 2009 aveva dovuto lasciare i vertici di Porsche per permettere l’acquisizione della stessa da parte di Volkswagen. Il tutto al termine di una vicenda che portò Jörg Schneider, direttore finanziario di Munich Re, a definire l’azienda “veleno per i mercati”.
Nonostante la classica autorevolezza tedesca, infatti, la Volkswagen rappresenta un caso di studio di alcune facoltà di economia, perchè pessimo esempio di trasparenza nella gestione della corporate governance, lo stesso problema di trasparenza che si ripresenta oggi a livello decisionale e di responsabilità manageriale. Continua a leggere “La Volkswagen e l’importanza di chiamarsi onesti, analisi (non) finanziaria semiseria”

Il cappellaio greco e la lepre bisestile

In una piccola radura all’ombra di alberi secolari, Alice trovò una lunga tavola imbandita e due figure intente a festeggiare. “Scusate” disse Alice avvicinandosi “Mi sono persa e sto cercando…”. “Chi sei?” esclamò una delle due figure, e la ragazza scorse un uomo non troppo alto con un gran cappello in testa, abiti sgualciti e un largo sorriso sul volto. Ma la sua sorpresa non fu tanto la domanda repentina, ma vedere una lepre accanto al cappellaio, alta e ben vestita, con morbidi abiti di tweed e un monocolo appoggiato sul suo lungo naso.

“Io sono Alice” rispose la fanciulla accennando un inchino. “Bhe, sei in ritardo per il tè!” gridò la lepre saltando in piedi. Alice non se ne curò e domandò: “Ma voi chi siete?”. “Noi?” il cappellaio sorrise e disse: “Io sono il cappellaio greco, mia piccola amica, e lui è il mio compare, le lepre bisestile. È inglese, sai? Ma ti prego: unisciti a noi”.
“Cosa festeggiate?” Continua a leggere “Il cappellaio greco e la lepre bisestile”

Taccuino da Washington, ottava puntata: competizione a targhe alterne.

Quando i miei amici americani mi domandano se effettivamente Roma sia quel posto misterioso, a metà tra una metropoli del Terzo Mondo e Sin City, come è stata recentemente descritta dal New York Times, la mia risposta è sempre quella. Che francamente, con tutti i problemi e il malgoverno che la nostra Capitale può aver subito negli anni passati, tali critiche mi sembrano abbastanza ingenerose. Che comunque Roma non è (ancora) Caracas. E che, in ogni caso, a Milano, i servizi pubblici sono decisamente migliori. Continua a leggere “Taccuino da Washington, ottava puntata: competizione a targhe alterne.”