Racconti persiani: l’Iran dopo Khamenei

Ali Khamenei sta morendo.
Le informazioni sulla sua salute sono trattate con la massima riservatezza, ma ormai in Iran pochi si fanno illusioni: la Guida Suprema si sta lentamente avviando verso la tomba. La Repubblica Islamica in sordina si prepara a dare l’addio al successore del fondatore Khomeini, figura ormai mitologica nel pantheon iraniano. Difficile che l’ayatollah Khamenei godrà della stessa mistica considerazione, ma il suo impatto sulla politica iraniana è stato indubbiamente enorme. Ha rafforzato di molto il ruolo della sua figura politica, ha creato un’imponente serie di reti tramite le quali indirizzare molte decisioni politiche prima che gli venissero sottoposte e soprattutto ha creato uno stato nello stato dalle milizie rivoluzionarie. Il corpo dei Pasdaran è stato infatti il grande beneficiario delle riforme di Khamenei, arrivando, grazie alle privatizzazioni del suo mandato, ad ottnere un immenso potere economico con il quale sostenere la propria froza militare.

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Kurdistan, il difficile inizia ora

La popolazione del Kurdistan iracheno ha scelto l’indipendenza: i risultati del referendum svoltosi all’inizio di questa settimana non lasciano adito a dubbi. Circa il 92% dei votanti ha deciso per andarsene dall’Iraq e l’affluenza, superiore al 70%, conferma come il desiderio di un Kurdistan libero sia davvero forte e radicato. L’esito, quasi plebiscitario, è stato annunciato con notevole soddisfazione da Massoud Barzani, presidente curdo e leader della nuova nazione che potrebbe nascere. Già, potrebbe: il condizionale è d’obbligo perchè nonostante tutto per il popolo curdo la salita inizia proprio adesso.

 

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Oltre la Siria, le guerre dimenticate

Gli ultimi tragici avvenimenti di Aleppo hanno scosso profondamente la comunità internazionale e catturato prepotentemente l’opinione pubblica di mezzo mondo. Le immagini delle terribili devastazioni subite dalla città e le ancor peggiori violenze patite di civili stanno riempiendo ormai quotidianamente telegiornali e social networks. Per quanto drammatica ed onnipresente nello spazio dell’informazione la guerra in Siria non è però altro che la punta dell’iceberg dei tanti, troppi conflitti dei nostri giorni.

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Il fattore Trump nella politica estera USA

Ormai è successo: Donald Trump sarà il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Il 20 gennaio del prossimo anno subentrerà all’attuale inquilino della Casa Bianca e questa è di fatto l’unica certezza della sua presidenza. Se infatti la sua avversaria si era presentata con un programma piuttosto articolato per gli USA dell’epoca post-Obama nel caso di Trump siamo di fronte al vuoto quasi assoluto, specialmente riguardo alla politica estera. Durante la sua campagna elettorale non è mai andato oltre poche frasi ad effetto, senza mai precisare quali fossero le sue priorità per la scena internazionale o su quali linee intendesse impostare l’azione degli USA sulla scena globale. Gli uniche due linee guida che sono apparse costanti durante la sua corsa alla Casa Bianca sono un forte richiamo al protezionismo ed una vocazione isolazionista.

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Intervista col mediano

Oggi ci è venuto a trovare Valerio Rossi, 45 anni, elettore mediano. L’importanza di Valerio non ve la sto a raccontare; la letteratura economica e politica brulica di teoremi e congetture su di lui. Valerio, è, in sostanza, colui che votando ha le maggiori possibilità di influenzare un’elezione, l’offerta politica dei partiti e quindi la politica italiana in generale. Comprendere cosa pensi della società italiana e mondiale è quindi di grande importanza per noi tutti. Da qui nasce la nostra intervista.

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E alla fine ha vinto Erdoğan

L’immagine più significativa di questa lunga notte turca è indubbiamente quella del presidente Erdoğan che lancia un appello alla popolazione da un telefonino, mentre si trova a bordo dell’aereo presidenziale. Questo quadro, e proprio il fatto che il legittimo presidente della Turchia si trovasse costretto a chiamare a raccolta il popolo contro i golpisti con mezzi di fortuna, sembrava decretare la vittoria dei militari e la deposizione del governo dell’AKP. Le voci di un Erdoğan in fuga, rifiutato dalla Germania e dal Regno Unito, e alla ricerca di asilo all’estero per sfuggire alla cattura si moltiplicavano e sembrava ormai sancita la fine della sua avventura politica.

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Quel sogno proibito chiamato Kurdistan

Tra le tante guerre che vengono combattute in Medio Oriente, tra fondamentalismi religiosi e freddi calcoli geopolitici, ce n’è una che viene combattuta in nome della libertà. Si tratta della guerra dei curdi per realizzare un sogno vecchio di secoli, ma che gli è stato sempre negato. Un sogno proibito, ma per il quale hanno versato sudore, lacrime e sangue.
Il sogno di un Kurdistan libero.

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Iran vs. Arabia Saudita, le ragioni dello scontro

Dalle città siriane alle montagne dello Yemen si combatte una guerra non dichiarata che si intreccia con gli altri conflitti della regione. Una guerra fredda portata avanti da milizie e gruppi rivoluzionari armati e finanziati in modo più o meno indiretto. Una guerra decisiva per il futuro del Medio Oriente e del Golfo Persico. Una guerra tra Iran ed Arabia Saudita.
Ma quali sono i motivi di questo scontro?
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Racconti persiani: la Repubblica Islamica

Fin dal suo inizio nel 1978 la rivoluzione islamica iraniana presentò un doppio binario di istanze politiche parallele: una andava nella direzione di una democratizzazione del Paese in contrapposizione al dispotismo dello Shah, mentre l’altra spingeva invece per un’islamizzazione (sciita) del sistema politico, anch’essa contrapposta al laicismo imposto dal monarca. Due aspetti che possono sembrare le due classiche rette parallele destinate a non incontrarsi mai, eppure nel caso dell’Iran si è verificata un’eccezione. Le due linee per una volta si sono incontrate, producendo come risultato un regime politico unico al mondo: la Repubblica Islamica. Continua a leggere “Racconti persiani: la Repubblica Islamica”

Racconti persiani: il grande ritorno dell’Iran

L’Iran, o meglio la Persia, fa parte della storia della politica internazionale dalla notte dei tempi. Contro i Persiani combatterono i Greci per difendere la propria libertà, contro i Persiani lottò Alessandro Magno per costruire il suo impero ellenistico, contro i Parti loro eredi combatterono i Romani in uno scontro tra superpotenze che durò diversi secoli.
Fu attraverso l’Iran che durante il secondo conflitto mondiale gli Alleati fecero arrivare rifornimenti vitali per l’Unione Sovietica, che le permisero di ribaltare l’esito della guerra contro il Terzo Reich e fu alla conferenza di Teheran, non a quella di Jalta, che venne deciso l’ordine mondiale per il dopoguerra.
Fu infine la perdita dell’Iran a seguito della rivoluzione del 1979 a decretare la sconfitta di Carter alla presidenziali USA dell’anno seguente. Continua a leggere “Racconti persiani: il grande ritorno dell’Iran”