Elezioni a settembre? Anche no, grazie

Dura la vita di chi ha un lavoro a tempo pieno e deve scrivere gli articoli di notte. Avevo preparato un pezzo polemico contro la legge elettorale che, almeno in parte, è stato superato dagli eventi. Ma poiché leggo che qualcuno paventa addirittura l’uso di un decreto legge per armonizzare in qualche modo le attuali leggi a cui si potrebbe ricorrere, i problemi politici permangono.

Ho trovato molto grave comunque quanto avvenuto, per i modi e i tempi che hanno subito un’accelerata non giustificata da problemi di Governo o da voti di sfiducia imminenti. Altre voci più autorevoli hanno ricostruito gli errori della legge, valide a mio avviso le analisi su Youtrend di questi giorni. Continua a leggere “Elezioni a settembre? Anche no, grazie”

Renzi come Macron? Vedremo, intanto ho votato alle primarie PD

Vuoi che nel sistema proporzionale verso il quale stiamo rapidamente veleggiando, parlare di candidato premier è alquanto inutile. Vuoi che queste primarie sembravano tanto un triangolare tra Barcellona, Crotone e Pro-Vercelli. Vuoi che giorno più sfigato non ci fosse (in mezzo al ponte del 1 maggio, vai a capire la ratio). Insomma, per tutti questi motivi, la voglia di non votare alle primarie del Partito Democratico non era enorme. Sarebbe stata la prima volta per me, piddino di destra ma liberale di sinistra, non partecipare alle primarie democratiche. Continua a leggere “Renzi come Macron? Vedremo, intanto ho votato alle primarie PD”

Vogliamo dimenticarci l’equazione lavoratori autonomi = evasori?

Uno apre il sito dell’Espresso e legge “Matteo Renzi coccola gli evasori” e non può trattenersi da un candido moto di stupore. Che accade? Tante cose. Ma per il giornalista de L’Espresso nulla è più grave dell’ “emorragia del voto operaio” e del cappotto alle Europee quando, udite udite, Renzi ha avuto l’ardire di attrarre il voto degli artigiani, dei piccoli imprenditori, dei commercianti. Insomma, dei lavoratori autonomi. Continua a leggere “Vogliamo dimenticarci l’equazione lavoratori autonomi = evasori?”

La Buona Scuola è fin troppo buona

Qualcuno si è letto la Buona Scuola? Neanche io: con la quantità di emendamenti presentati sarebbe pressoché impossibile avere un quadro completo. Prendiamo come riferimento le linee guida del Governo – voi mi direte che il diavolo sta nei dettagli, e avreste ragione, ma permettetemi solo qualche spunto.

Autonomia delle scuole e autonomia del dirigente scolastico. Sacrosanto. Si creano clientele? La singola scuola andrà male e le valutazioni negative non tarderanno ad arrivare – portando alla destituzione del preside corrente e alla sua sostituzione. Che poi, ehi, pssss, vi dirò un segreto: non è che accentrando le scelte su professori o risorse da distribuire non si creino clientele: si creano, in modo diverso, insieme alle inefficienze. Preferisco rischiare un po’, ma rendere l’utilizzo delle risorse più efficiente, trasparente e direttamente controllabile da genitori, studenti e professori.

Valutazione degli insegnanti e bonus. Sacrosanto: il merito va premiato. Punto. Se poi non credete al merito mi dispiace, ma là fuori, nel mondo reale, è moneta corrente. Non credete alle valutazioni dei professori? Allora neanche i professori dovrebbero poter dare valutazioni agli studenti perché non esisterebbe alcun metodo “oggettivo” (sarebbe uno scenario interessante: l’abolizione di ogni valutazione) – nota: non è che adesso un metodo oggettivo esista, ma meglio una scala di misurazione su cui discutere che il nulla assoluto.

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