Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro

Basta raccontarci che il mondo va male perché siamo sfruttati e odiati. Il mondo va male perché siamo incapaci di afferrarlo con le mani e spingerlo in una direzione precisa.

Al teatrino di Bianca Berlinguer, una ricercatrice di Parigi ha accusato in diretta Farinetti di sfruttare i suoi dipendenti. Già solo accusare un imprenditore di sfruttare i suoi lavoratori richiederebbe delle prove, ma noi vorremmo anche capire cosa intende lei per “sfruttati”: il livello di guadagno? Gli straordinari pagati a forfait (a proposito: se io – come tutti i consulenti – faccio straordinari, questi non sono pagati, ma fa parte del lavoro)? La possibilità di lavorare sabato e domenica? MISTERO.  Continua a leggere “Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro”

Annunci

Della necessità di politiche coraggiose, parte I: lavoro e istruzione

Due elementi sono alla radice della scarsa competitività dell’economia italiana e della sua stagnazione. Essi sono intrinseci a entrambi i fattori di produzione: lavoro e capitale.

In merito al mercato del lavoro, il problema rimane sempre lo stesso, ovvero che salario e produttività non coincidono.

Tuttavia, approvati la riforma Fornero e il Jobs Act, vi è sufficiente concordia fra economisti e istituzioni europee nel sostenere che l’anticamente generoso welfare-state italiano non sia più la zavorra ai piedi della crescita di questo Paese.

Continua a leggere “Della necessità di politiche coraggiose, parte I: lavoro e istruzione”

Un Si per rottamare il sindacato e riprenderci il futuro

È indubbio che il voto referendario informato dovrebbe essere sui meriti o demeriti della riforma e non su considerazioni politiche e sociali. E noi Liberali da Strapazzo, nel nostro piccolo, abbiamo provato a informare organizzando un paio di eventi alquanto interessanti.

Andando però a vedere chi si schiera da una parte e dall’altra, la tentazione di votare Si, oltre che per la riforma stessa, anche per rottamare una parte politica vetusta e reazionaria, è davvero forte.

In una maniera curiosa, ma certamente non impensabile, la CGIL, il mondo della sinistra afferente a questa realtà e l’ANPI, sono fortemente schierati per il NO.

Tralasciando l’ANPI, i cui membri combattenti meritano il mio più grande rispetto e ammirazione, ma avendo novanta anni non partirei certamente da loro per disegnare il futuro del paese, trovo ridicole le posizioni della CGIL. Un sindacato che ci ha consegnato un debito pubblico insanabile, un mercato del lavoro ingessato, un paese diviso tra privilegiati (chi è in pensione con il calcolo pensionistico retributivo) e non (tutti gli altri, specialmente noi giovani), pensa ancora di doverci venire a indicare la strada per un futuro più roseo.

In questo periodo di transizione industriale, che ci sta proiettando verso una nuova dimensione sociale e antropologica, oltre che economica, nella quale il concetto stesso di lavoro potrà venire completamente stravolto e le disparità tra individui ulteriormente accentuate, bisogna muoversi per tempo per prevenire e risolvere le problematiche sociali. Welfare, impresa, reti sociali, istruzione; tutte tematiche che vanno affrontate ora per i decenni a venire. Possiamo forse parlare di ciò con gente che non sa cosa sia l’IOT, l’intelligenza artificiale e magari neanche accendere un pc? Possiamo parlare di ciò con gente che ripete come un mantra che i “diritti acquisiti sono intoccabili” (di doveri invece, manco a parlarne)?

Un SI può anche permettere di rottamare queste lobby anacronistiche e iniziare a parlare più serenamente del futuro del paese.

Aiutiamoli (vicino) a casa loro?

Immigration

Il parco Gorky pullula di bambini. Sono ovunque. Bardati sotto i loro cappotti e con in testa cappellini di varie fogge e colori, è divertente osservarli mentre si rincorrono, giocano chiassosamente nella neve o implorano i giovani genitori di portarli a pattinare nell’enorme pista di ghiaccio che è stata recentemente aperta.

Io sono lì con un mio amico tedesco a fare due passi per goderci le poche ore di sole in questo fine autunno moscovita. Non riesco a esimermi dal commentare che una scena analoga, al parco Sempione, o in qualsiasi parco italiano, non avrei mai potuto vederla.

Continua a leggere “Aiutiamoli (vicino) a casa loro?”

Contro i “diritti acquisiti”

Premessa. Anche su questo blog si festeggia la decisione della Corte Suprema che rende di fatto legale in tutti gli Stati Uniti il matrimonio omosessuale. Questi non sono diritti acquisiti, ma diritti non negoziabili perché relativi alla persona nella sua individualità, alla libertà di scelta autonoma e al diritto/dovere di prendersi le proprie responsabilità in base alle proprie convinzioni.

Uso la premessa per distinguere i diritti tra individuali e acquisiti. I primi definiscono l’ambito di libertà della persona, sono inalienabili perché nessuna maggioranza dovrebbe avere il diritto di definire il modo “corretto” di vivere e pensare, se questo non incide e influenza negativamente il prossimo. Due uomini/due donne possono sposarsi? La vera domanda è: perché due uomini/due donne non potrebbero sposarsi? Lo Stato deve farsi da parte sulle preferenze dei singoli. E questo è un fatto.

I diritti acquisiti non sono inalienabili. Il diritto acquisito è una conquista politica di un gruppo di pressione/una lobby d’interesse che aumenta i benefici di una classe/gruppo a spese della comunità. Legittimo: chi vince tira la coperta dalla propria parte; se così non fosse non avremmo le elezioni, non ci sarebbe la democrazia e potremmo decidere tutto a tavolino sul come e perché dividerci la torta. Che spasso.

Continua a leggere “Contro i “diritti acquisiti””

Ok, il prezzo è giusto.

Mi ricordo che da piccolo, durante una vacanza in Toscana, lessi con grande gusto l’antologia “Il Secondo Libro della Fantascienza”. Mi rimase impresso, in particolare, il racconto di Richard Matheson: “La Bambina Smarrita”. Come si può evincere dal titolo, la novella tratta di una bimba che sparita nella notte, ricompariva in una dimensione parallela.

Ecco, in una dimensione parallela sembra che vivano i detrattori odierni di Lorenzo Cherubini, al secolo Jovanotti. Il rapper romano, in un’intervista, ha osato affermare ciò che a tutti sembra ovvio: “ Si al lavoro gratis per i giovani, serve a fare esperienza”.

Questo non è tuttavia andato giù al popolo del web: insulti a manetta, petizioni per chiederne le scuse (e magari la testa). Tanto è che il buon Lorenzo è stato costretto a ritrattare: “Mai detto ciò”. Robe che neanche Berlusconi ai suoi tempi d’oro. Continua a leggere “Ok, il prezzo è giusto.”