Tre grafici vi spiegano il ritorno del fascismo in Italia

Nell’ultimo Economic Bulletin la BCE, nel parlare di mercato del lavoro, affronta anche il tema dei migranti. Lo fa con affermazioni piuttosto nette e molto utili per animare il dibattito pubblico pre-elettorale. A pagina 56 si legge che: “una parte importante dell’immigrazione, nell’area dell’euro, è finalizzata alla ricerca d’occupazione. I tassi di partecipazione e occupazione degli immigrati sono relativamente alti, ma tendono a rimanere più bassi rispetto ai nativi. Mentre chi proviene dai paesi dell’UE ha tassi di occupazione simili o superiori a quelli dei paesi ospiti, chi proviene da paesi extra UE ha tassi di occupazione più bassi”. Sebbene i rifugiati riempiano le cronache per i problemi di accoglienza, sono solo una parte minoritaria di chi raggiunge l’Europa, come pure sostiene questo articolo sul blog del FMI. Nelle potenze economiche europee i migranti fanno più fatica a trovare lavoro per “[…] la mancanza di competenze ed esperienze specifiche del paese, nonché per il tempo richiesto per il riconoscimento delle qualifiche”. E qui c’è il primo grafico.

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Cosa manca nel panorama politico italiano

Col prospettarsi della campagna elettorale, credo sia utile fare un po’ d’ordine nel frammentato panorama politico nazionale.

In questi tempi fortunatamente post-ideologici ma per nostra disgrazia anche “post-true”, pare illogico discutere monoliticamente di destra e sinistra. Tuttavia, rimane salda la necessità di analizzare chi sta dove. Per farlo, si possono distinguere tre aree di intervento: politica estera, politica interna e politica economica. Continua a leggere “Cosa manca nel panorama politico italiano”

Il Paese ha bisogno di una Destra seria

Si dice spesso che gli italiani non sappiano andare a destra senza finire nel manganello. Ma visto che non ci sono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio, mi sono chiesto se forse il grande problema politico italiano è che manchi proprio una Destra seria, autorevole, volta al futuro del Paese e dei suoi cittadini. Continua a leggere “Il Paese ha bisogno di una Destra seria”

Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza

Emmanuel Macron dice no ai migranti economici in Francia e l’Italia si solleva. Parbleu! dicono i vari sostenitori dei movimenti En MarcheIn cammino e i redivivi In cammino per fermare il declino, com’è possibile che un europeista sì’ tanto convinto non accetti neanche un migliaio di migranti economici sbarcati sulle nostre coste? Continua a leggere “Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza”

Intervista col mediano

Oggi ci è venuto a trovare Valerio Rossi, 45 anni, elettore mediano. L’importanza di Valerio non ve la sto a raccontare; la letteratura economica e politica brulica di teoremi e congetture su di lui. Valerio, è, in sostanza, colui che votando ha le maggiori possibilità di influenzare un’elezione, l’offerta politica dei partiti e quindi la politica italiana in generale. Comprendere cosa pensi della società italiana e mondiale è quindi di grande importanza per noi tutti. Da qui nasce la nostra intervista.

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Nessuno tocchi il Brennero!

Per chi scrive, nato sotto Schengen, il Brennero non è mai stato un confine: l’ho attraversato diverse volte e dall’altra parte cambiava solo la lingua, anzi in realtà nemmeno quella (in Alto Adige di italiano se ne sente ben poco). Di conseguenza non ho mai neppure immaginato che qualcuno potesse metterci una barriera e dividere l’Italia dall’Austria, ma pare che le autorità di Vienna siano di diverso avviso. La decisione del governo austriaco di introdurre dei controlli al confine italiano presso il passo del Brennero è però una decisione ben poco condivisibile, assurda, ma soprattutto profondamente sbagliata. Una scelta contraria al senso storico, contraria agli obblighi comunitari e contraria al buon senso, merce di questi tempi sempre più rara nella classe politica del vecchio continente.

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Ci meritiamo il collasso di Schengen

Ce lo meritiamo, sì. Perché una classe dirigente tanto mediocre e priva di visione è solo lo specchio di una società in declino. Schengen era il sogno di un’Europa unita, la prima vera realizzazione di pax in un’area economicamente e socialmente avanzata dopo l’Impero Romano (è caduto nel 476 – così, per darvi un’idea delle tempistiche). Ci rinunciamo perché non sappiamo negoziare e realizzare un sistema di accoglienza profughi, controllo del terrorismo e consolidamento dei confini? E allora rinunciamoci: è inutile starsela a contare. Guardate la storia recente dell’Europa: non solo di crisi si parla, ma d’incapacità di visione geopolitica, d’imposizione del proprio soft-power oltre i propri confini (Libia, Ucraina, Siria per citarne alcune), inseguimento di voti facili e a buon mercato (è tutta colpa dell’Europa/è tutta colpa dell’Euro), populismo, pavidità. Continua a leggere “Ci meritiamo il collasso di Schengen”

Aiutiamoli (vicino) a casa loro?

Immigration

Il parco Gorky pullula di bambini. Sono ovunque. Bardati sotto i loro cappotti e con in testa cappellini di varie fogge e colori, è divertente osservarli mentre si rincorrono, giocano chiassosamente nella neve o implorano i giovani genitori di portarli a pattinare nell’enorme pista di ghiaccio che è stata recentemente aperta.

Io sono lì con un mio amico tedesco a fare due passi per goderci le poche ore di sole in questo fine autunno moscovita. Non riesco a esimermi dal commentare che una scena analoga, al parco Sempione, o in qualsiasi parco italiano, non avrei mai potuto vederla.

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