Tre domande sulla crisi del debito sovrano

Passati sei anni dall’estate del 2011, che ancor oggi, nonostante i segnali incoraggianti, pesa inesorabilmente sulla salute economica di questo Paese, ritengo possibile effettuare un’analisi ponderata di quello che avvenne. Lo farò rivolgendo tre domande cui spesso si danno risposte tanto affrettate quanto superficiali.

  1. La Germania insieme all’Euro ha imposto la sua supremazia?

Per cominciare, la moneta unica fu voluta (e fortemente voluta) soltanto dalla Francia, con l’obiettivo di integrare in un consesso europeo di più ampio raggio quella che, nell’ambito di rapporti bilaterali fra stati sovrani, era una minaccia economico-politica. Mi riferisco alla riunificazione tedesca, che dalle parti di Parigi fu percepita come una vera e propria catastrofe.

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Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza

Emmanuel Macron dice no ai migranti economici in Francia e l’Italia si solleva. Parbleu! dicono i vari sostenitori dei movimenti En MarcheIn cammino e i redivivi In cammino per fermare il declino, com’è possibile che un europeista sì’ tanto convinto non accetti neanche un migliaio di migranti economici sbarcati sulle nostre coste? Continua a leggere “Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza”

Macron vs. Le Pen e la fine della divisione destra-sinistra

Tra poco più di un mese, il 23 aprile, inizieranno le elezioni francesi. Si tratta di un evento di portata storica non solo per il particolare contesto politico europeo e globale in cui questa sfida elettorale si svolgerà, ma soprattutto perchè per la prima volta nella storia della quinta repubblica francese (iniziata il 5 ottobre 1958) i due partiti che si sono alternati alla guida della République faranno da spettatori non paganti. Né i gollisti né i socialisti hanno infatti alcuna ragionevole speranza di vedere i propri candidati raggiungere il secondo turno e, sebbene la corsa all’Eliseo preveda ben 11 partecipanti, la gara di fatto è solo tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il distacco che i due hanno sugli altri candidati, secondo gli ultimi sondaggi (entrambi attorno al 26%, con Fillon che non arriverebbe neppure al 20%), appare incolmabile a meno di notevoli sorprese dell’ultimo minuto. A sfidarsi nel secondo turno non saranno dunque destra e sinistra, ma populismo estremista e centrismo riformista. Continua a leggere “Macron vs. Le Pen e la fine della divisione destra-sinistra”

Intervista col mediano

Oggi ci è venuto a trovare Valerio Rossi, 45 anni, elettore mediano. L’importanza di Valerio non ve la sto a raccontare; la letteratura economica e politica brulica di teoremi e congetture su di lui. Valerio, è, in sostanza, colui che votando ha le maggiori possibilità di influenzare un’elezione, l’offerta politica dei partiti e quindi la politica italiana in generale. Comprendere cosa pensi della società italiana e mondiale è quindi di grande importanza per noi tutti. Da qui nasce la nostra intervista.

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Le bugie che ci confortano

“Capisci che la situazione è grave quando ti ritrovi a sperare che siano stati i nazisti” (Spinoza.it). C’è del tragico e del vero in una battuta di una riga, ed è la speranza che tutti noi nutriamo di poter reinserire il caos che investe l’Europa nei vecchi, cari schemi della politica nostrana. Pazzi, depressi, nazisti. Nazisti soprattutto.

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Aiutiamoli (vicino) a casa loro?

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Il parco Gorky pullula di bambini. Sono ovunque. Bardati sotto i loro cappotti e con in testa cappellini di varie fogge e colori, è divertente osservarli mentre si rincorrono, giocano chiassosamente nella neve o implorano i giovani genitori di portarli a pattinare nell’enorme pista di ghiaccio che è stata recentemente aperta.

Io sono lì con un mio amico tedesco a fare due passi per goderci le poche ore di sole in questo fine autunno moscovita. Non riesco a esimermi dal commentare che una scena analoga, al parco Sempione, o in qualsiasi parco italiano, non avrei mai potuto vederla.

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La Volkswagen e l’importanza di chiamarsi onesti, analisi (non) finanziaria semiseria

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Wendelin Wiedeking, ex CEO Porsche

Qui a Liberali da Strapazzo, dovendo trovare un’immagine che descrivesse lo scandalo Volkswagen, abbiamo pensato a Wendelin Wiedeking, che in questi giorni si sta godendo una rivincita personale dopo che nel 2009 aveva dovuto lasciare i vertici di Porsche per permettere l’acquisizione della stessa da parte di Volkswagen. Il tutto al termine di una vicenda che portò Jörg Schneider, direttore finanziario di Munich Re, a definire l’azienda “veleno per i mercati”.
Nonostante la classica autorevolezza tedesca, infatti, la Volkswagen rappresenta un caso di studio di alcune facoltà di economia, perchè pessimo esempio di trasparenza nella gestione della corporate governance, lo stesso problema di trasparenza che si ripresenta oggi a livello decisionale e di responsabilità manageriale. Continua a leggere “La Volkswagen e l’importanza di chiamarsi onesti, analisi (non) finanziaria semiseria”

Micromega fa schifo

All’inizio pensavo che la rivista di Flores D’Arcais fosse solo boriosa, poi ho avuto l’epifania: non è boriosa, fa proprio schifo. Se così non fosse, non potrebbe pubblicare pezzi di questa levatura [CLICCA QUI], dove quanto accaduto alla Volkswagen altro non è che il contrappasso per quanto accaduto alla Grecia; se non facesse così schifo, un intellò à l’italienne non potrebbe mettere nero su bianco che delle disgrazie della casa automobilistica alla fine ci godiamo un po’ tutti: “Vedete!” pensa il nostro acuto scrittore, “anche i tedeschi sbagliano e non rispettano le regole!”. Continua a leggere “Micromega fa schifo”

Road to 14th: la lezione morale

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In occasione del Consiglio europeo (che, per onestà intellettuale ed ai trattati europei, non chiameremo vertice europeo) straordinario convocato per il 14 settembre 2015 sul tema dell’immigrazione, i Liberali da Strapazzo inaugurano la rubrica “Road to 14th”, che vi traghetterà fino alla fatidica data per farvi arrivare ad essa preparati.

La discussione politica, europea, nazionale ed internazionale, di questi ultimi tempi è infuocata dal dibattito sulla questione immigrazione. Sappiamo oramai tutti bene di quanto esteso e perdurante nel tempo sia questo fenomeno, ed abbiamo oramai imparato a conoscere le posizioni di diverse personalità europee per via delle loro posizioni a dir poco raccapriccianti (vedi Orban) o per via di inaspettate e quantomai piacevole posizioni. Dato che di Continua a leggere “Road to 14th: la lezione morale”

Se l’immigrazione è fine (a se stessa)

“Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo”  (Marco 10, 16-30)

Se a questo pensiero vi vengono in mente mille razionalissime obiezioni che ne annacquano l’essenza, nulla di grave: magari andrete all’Inferno, ma fino ad allora potrete sentirvi laicamente sollevati. State applicando, in definitiva, quel concetto di buon padre di famiglia che tanto il Codice Civile declama. Beninteso, anche qualora sprovvisti di prole. Rinunciare, sempre e comunque (e non a proprio comodo) al superfluo per sfamare il disperato dietro l’angolo è meritevole e paretianamente efficiente: eppure, sentiamo che non va bene. Lo scandalo cristiano non fa per noi, non è umano. Continua a leggere “Se l’immigrazione è fine (a se stessa)”