L’obiettivo finale di Macron

Nel mio ultimo articolo, ho scritto che la Francia ha deficit strutturale e bilancia commerciale molto più in passivo e per più lungo tempo dell’Italia.

Avendo fatto notare questi dati a un collega transalpino, la risposta è stata quella che da una parte mi sarei aspettato e che dall’altra mai avrei pensato venisse confessata così velocemente e a cuor leggero: “Ma tanto non ce ne frega nulla! Cosa mai sarebbe l’Unione Europea se uscisse anche la Francia?

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Chi dorme non piglia Libia

Nei giorni scorsi, a seguito della scelta di Emmanuel Macron di convocare a Parigi per il 25 luglio un vertice sulla Libia con al-Sarraj ed Haftar, su quasi tutti i giornali italiani sono comparsi pesanti attacchi al Presidente francese. Eugenio Scalfari su Repubblica e molti altri hanno accusato l’inquilino dell’Eliseo di rappresentare un grave pericolo per il nostro Paese in quanto reo di aver deciso, senza chiederci il permesso, di intromettersi nella gestione della Libia. Macron è stato trattato da buona parte dell’opinione pubblica come un tiranno nemico desideroso di vanificare i nostri sforzi in Libia e di volerci estromettere da una zona che fa parte della nostra sfera di influenza.

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Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza

Emmanuel Macron dice no ai migranti economici in Francia e l’Italia si solleva. Parbleu! dicono i vari sostenitori dei movimenti En MarcheIn cammino e i redivivi In cammino per fermare il declino, com’è possibile che un europeista sì’ tanto convinto non accetti neanche un migliaio di migranti economici sbarcati sulle nostre coste? Continua a leggere “Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza”

Mercato o Fascismo

Il ballottaggio odierno in Francia simboleggia ancora una volta, in caso ce ne fosse stato bisogno, come la divisione politica, per decenni vagamente descritta come destra vs sinistra, non esista più. O quantomeno come siano cambiate le ideologie e quindi i programmi, spesso afferenti a uno o all’altro contenitore. Non si parla più, insomma, di operai contro padroni o di spesa pubblica contro iniziativa privata, quanto di apertura al mondo contro ritorno agli stati nazionali. Local vs Global, per darne una definizione di comodo. E da questo importante distinguo deriva tutto il resto del programma.

Eclatante in questo senso, è la similitudine programmatica, per quanto riguarda i temi sia sociali, che economici, che di politica estera, dei due candidati rappresentati l’estrema destra e l’estrema sinistra, Madame Le Pen e Monsieur Mèlenchon rispettivamente. A questa similitudine destra-sinistra, certamente afferente alla categoria local vista la retorica nazionalista, la vicinanza alla Russia putiniana e un generale euroscetticismo, si è contrapposto Macron, paladino della società global. Politico certamente eclettico in questo periodo storico, ex banchiere, sposato con una signora non appartenente ai canoni moderni di bellezza, non ha avuto problemi a spendere parole “difficili” su Europa, Euro e globalizzazione.

Da una visione internazionale, che vede la competizione globale come una risorsa da gestire ma non un pericolo da rifuggire, nasce la visione economico-sociale, basata sull’iniziativa privata e sul mercato. Una visione localistica, che impedisce dunque l’affidarsi a risorse esterne, non può che accompagnarsi, necessariamente, una maggiore spesa pubblica statale.

Curioso notare come da una visione globale, da una mentalità aperta alle complessità mondiali, derivi anche una maggiore tolleranza nei riguardi delle diversità e dei diritti delle minoranze.

Lo scontro odierno, insomma, è tra i campioni dei due schieramenti. Global vs Local o, per essere più preciso, libero mercato vs fascismo.

 

Vincitori e vinti del primo turno in Francia

Lo spoglio dei voti del primo turno delle presidenziali francesi è terminato e i dati recitano: Macron 23.9%, Le Pen 21.4%, Fillon 19.9%, Melenchon 19.6% e Hamon 6.3%. Sarà dunque ballottaggio tra il giovane fondatore di En Marche! e la leader del Front National, appuntamento alle urne il 7 di maggio. Sfida che sembra favorire il primo, sia secondo i primi sondaggi effettuati sia dopo che Hamon e Fillon hanno dichiarato di votare per lui contro Marine Le Pen. L’unico tra i principali candidati a non aver dato indicazioni di voto è stato Melenchon, scelta dovuta da un lato al fatto che entrambi i contendenti del ballottaggio sono agli antipodi rispetto al suo movimento e dall’altro al timore che una scelta di campo lo possa fortemente penalizzare alle legislative di giugno. Ora però, placate le emozioni del post-voto, è tempo di analizzare i risultati e vedere come se la sono cavata i diversi candidati rispetto a pronostici ed aspettative in questo primo round della corsa all’Eliseo.

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Macron vs. Le Pen e la fine della divisione destra-sinistra

Tra poco più di un mese, il 23 aprile, inizieranno le elezioni francesi. Si tratta di un evento di portata storica non solo per il particolare contesto politico europeo e globale in cui questa sfida elettorale si svolgerà, ma soprattutto perchè per la prima volta nella storia della quinta repubblica francese (iniziata il 5 ottobre 1958) i due partiti che si sono alternati alla guida della République faranno da spettatori non paganti. Né i gollisti né i socialisti hanno infatti alcuna ragionevole speranza di vedere i propri candidati raggiungere il secondo turno e, sebbene la corsa all’Eliseo preveda ben 11 partecipanti, la gara di fatto è solo tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il distacco che i due hanno sugli altri candidati, secondo gli ultimi sondaggi (entrambi attorno al 26%, con Fillon che non arriverebbe neppure al 20%), appare incolmabile a meno di notevoli sorprese dell’ultimo minuto. A sfidarsi nel secondo turno non saranno dunque destra e sinistra, ma populismo estremista e centrismo riformista. Continua a leggere “Macron vs. Le Pen e la fine della divisione destra-sinistra”

Le bugie che ci confortano

“Capisci che la situazione è grave quando ti ritrovi a sperare che siano stati i nazisti” (Spinoza.it). C’è del tragico e del vero in una battuta di una riga, ed è la speranza che tutti noi nutriamo di poter reinserire il caos che investe l’Europa nei vecchi, cari schemi della politica nostrana. Pazzi, depressi, nazisti. Nazisti soprattutto.

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Rassegnarci per vincere

Il vile attentato di ieri sera ci ha portati in una nuova fase della lotta con il terrorismo islamista?

Se dopo i fatti di Madrid, Londra, Parigi potevamo asserire, più o meno convintamente che il problema era la mancanza di coordinamento delle intelligence europee, e che con maggiore controllo e collaborazione questi attentati potevano essere fermati, questa volta non è più così.

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Notizie dalla fine del mondo: Molise, Darth Trump, bail-in, crisi di liquidità in Medio Oriente, esternalità positive tra Porno e Fallout 4, ISIS, cultura aziendale in VW e altre amenità della settimana

DARTH TRUMP! dico solo DARTH TRUMP! Quello vero!

Donald Trump Is a Bad Person, Peter Suderman su Reason.com Continua a leggere “Notizie dalla fine del mondo: Molise, Darth Trump, bail-in, crisi di liquidità in Medio Oriente, esternalità positive tra Porno e Fallout 4, ISIS, cultura aziendale in VW e altre amenità della settimana”

Notizie dalla fine del mondo: salvataggi bancari, geopolitica pentastellata, bombardamenti, vaccini e banconote da 500 euro

Con le scaramucce dell’ultima settimana tra Russia e Turchia abbiamo dato per certo l’arrivo dell’inverno nucleare, almeno stando a quanto riportato dal feed di Facebook.
Visto che stamane non ci siamo ritrovati nell’ambientazione di Fallout 4 (a parte il Deathclaw allo specchio), qui a LdS abbiamo deciso di inaugurare una sorta di rassegna stampa con tante cose interessanti trovate in rete, Continua a leggere “Notizie dalla fine del mondo: salvataggi bancari, geopolitica pentastellata, bombardamenti, vaccini e banconote da 500 euro”