A.A.A. Sede Agenzia Europea cercasi

Oggi pomeriggio il Consiglio dell’Unione Europea in formato Affari Generali deciderà, con un sistema di votazione complesso che da molti è stato descritto come “Eurovision System” per la similarità con Continua a leggere “A.A.A. Sede Agenzia Europea cercasi”

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Il Paese ha bisogno di una Destra seria

Si dice spesso che gli italiani non sappiano andare a destra senza finire nel manganello. Ma visto che non ci sono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio, mi sono chiesto se forse il grande problema politico italiano è che manchi proprio una Destra seria, autorevole, volta al futuro del Paese e dei suoi cittadini. Continua a leggere “Il Paese ha bisogno di una Destra seria”

Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge

Qualche giorno fa l’Espresso usciva con l’articolo “Il vento fascista dalle periferie al Parlamento”, una goffa disamina di quel che, a parti invertite, politici e giornalisti gridano da decenni quando non hanno molto da dichiarare: il ritorno al fascismo. Ed è di un mesetto fa l’azione politica di Emanuele Fiano che dichiara a Repubblica: “Basta con le zone franche, la mia legge può fermare i nostalgici di Mussolini”. Continua a leggere “Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge”

Varsavia ’44, la resistenza tradita

Oggi, 1 agosto, ricorre l’anniversario dell’inizio di una delle più grandi operazioni militari condotte da forze di partigiani durante la seconda guerra mondiale, la rivolta di Varsavia. Per noi europei occidentali la Resistenza è spesso divenuta terreno di scontro ideologico-politico e tendiamo a considerarla come un fenomeno limitato a Francia, Italia e Jugoslavia. In realtà il movimento di resistenza clandestino più grande d’Europa fu probabilmente quello polacco, rappresentato dall’Esercito Nazionale, che contò circa 400000 combattenti. Costituito ufficialmente nel 1942 (ma presente già dal 1940) e fedele al governo in esilio a Londra esso rappresentò per tutta la durata del conflitto la continuità delle istituzioni statali sul territorio occupato, ma contemporaneamente incarnò il fortissimo desiderio di indipendenza della popolazione della Polonia.

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L’obiettivo finale di Macron

Nel mio ultimo articolo, ho scritto che la Francia ha deficit strutturale e bilancia commerciale molto più in passivo e per più lungo tempo dell’Italia.

Avendo fatto notare questi dati a un collega transalpino, la risposta è stata quella che da una parte mi sarei aspettato e che dall’altra mai avrei pensato venisse confessata così velocemente e a cuor leggero: “Ma tanto non ce ne frega nulla! Cosa mai sarebbe l’Unione Europea se uscisse anche la Francia?

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Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza

Emmanuel Macron dice no ai migranti economici in Francia e l’Italia si solleva. Parbleu! dicono i vari sostenitori dei movimenti En MarcheIn cammino e i redivivi In cammino per fermare il declino, com’è possibile che un europeista sì’ tanto convinto non accetti neanche un migliaio di migranti economici sbarcati sulle nostre coste? Continua a leggere “Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza”

Abbiamo davvero raggiunto il fondo

Chi segue questo blog sa che, per quanto chi ci scrive abbia delle idee politiche, etiche e economiche abbastanza chiare, mai si è permesso di giudicare aberrante o schifose opinioni distanti dalla linea di questa pagina. Credo tuttavia che il limite della decenza umana e politica sia stato ampliamente raggiunto e superato rendendo questi aggettivi adatti ad essere utilizzati. Continua a leggere “Abbiamo davvero raggiunto il fondo”

Il coraggio di restare noi stessi

L’attacco terroristico della scorsa notte a Manchester è probabilmente uno dei peggiori che l’Europa abbia mai subito. Il numero delle vittime sembra ridotto rispetto alle grandi stragi della metropolitana di Londra, del Bataclan a Parigi o della Promenade des Anglais a Nizza. Eppure la scelta dei bersagli è stata quanto di più riprovevole si possa compiere. Ad essere colpito è stato un concerto frequentato in larghissima parte da ragazzini. Quello che avrebbe dovuto essere un momento di festa per i più deboli ed innocenti si è trasformato in un disgustoso massacro.

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Renzi come Macron? Vedremo, intanto ho votato alle primarie PD

Vuoi che nel sistema proporzionale verso il quale stiamo rapidamente veleggiando, parlare di candidato premier è alquanto inutile. Vuoi che queste primarie sembravano tanto un triangolare tra Barcellona, Crotone e Pro-Vercelli. Vuoi che giorno più sfigato non ci fosse (in mezzo al ponte del 1 maggio, vai a capire la ratio). Insomma, per tutti questi motivi, la voglia di non votare alle primarie del Partito Democratico non era enorme. Sarebbe stata la prima volta per me, piddino di destra ma liberale di sinistra, non partecipare alle primarie democratiche. Continua a leggere “Renzi come Macron? Vedremo, intanto ho votato alle primarie PD”