Tutto passa dalla rappresentanza europea

C’è un gran cicaleggio su Grecia, Europa, austerity e no-euro, ma si sa, del cicaleggio possiamo farne a meno, delle polemiche anche, e tentare una via più ardua ma più promettente: proporre il futuro. Umile. Sì, lo so. Ma per rimestare sulle ferite c’è stato tempo, e ce ne sarà fin troppo in futuro, e a ogni tranche di pagamento del debito che la Grecia dovrà a ECB, IMF e ai cittadini di mezzo continente sarà un’altra occasione di gridare OXI in piazza o al complotto plutocratico del neoliberismo imperante, così come sarà utile ricordare che così l’Europa non funziona e non funzionerà mai. Ora parliamo d’altro. O meglio, di un aspetto di cui non si occupa nessuno perché noioso, apparentemente inutile e molto politico. Continua a leggere “Tutto passa dalla rappresentanza europea”

Merkel, Tsipras, Nash.

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della banalità. Oggi su tutti, ma proprio tutti i quotidiani europei (e anche alcuni americani, il buon Krugman non se ne lascia sfuggire una), c’era almeno un editoriale che parlava della cattiveria teutonica. L’intesa non piace al Der Spiegel, non piace ai quotidiani della sinistra e della destra europea, non piace a molti commentatori italiani. Non piace neanche al Financial Time, sul quale Wolfgang Münchau si spinge a definire l’accordo come la Demolizione del Progetto Europeo, azzardando addirittura che la moneta unica abbia avuto un effetto negativo per la crescita italiana. Grillo non avrebbe saputo dirlo meglio. Continua a leggere “Merkel, Tsipras, Nash.”

The importance of being earnest (soprattutto se si mette le mani sulla banca centrale greca)

Nel momento in cui scriviamo l’ipotesi di una uscita dalla Grecia sembra allontanarsi: con una mossa di cui tuttora fatichiamo a cogliere la visione strategica, Tsipras ha rifiutato un accordo che avrebbe portato l’economia in recessione, costringendo ad ulteriori tagli alla spesa pubblica e indetto un referendum; così facendo ha scatenato il panico che ha fatto tracollare turismo e domanda interna, portando il paese in recessione e costringendo così ad un accordo coi creditori che prevedesse ulteriori tagli alla spesa pubblica.

In ogni caso, i giochi non sono ancora conclusi e pare pertanto opportuno valutare cosa sarebbe succederebbe in caso di una Grexit Continua a leggere “The importance of being earnest (soprattutto se si mette le mani sulla banca centrale greca)”

Gli Stati Uniti d’Europa, adesso

Le recenti crisi che hanno colpito il vecchio continente hanno mostrato con evidenza il grande problema dell’UE: la mancanza di un’unione politica. Il progetto europeo, nato l’8 maggio 1950 (Dichiarazione Schuman) e proseguito con le varie Comunità, risulta infatti ancora incompiuto, fermo a metà strada e incapace di arrivare alla meta: una federazione europea. Eppure mai come ora appare chiaro quanto questa federazione sia necessaria per poter affrontare con successo le grandi sfide dei nostri giorni. Senza una vera guida politica non è possibile elaborare soluzioni di lungo periodo a questioni di grande rilevanza internazionale come quella greca, le tensioni in Ucraina o il fenomeno dell’immigrazione. Continua a leggere “Gli Stati Uniti d’Europa, adesso”

Facciamo un bel respiro e riflettiamo

Lo ammetto: il duo ellenico Tsipras+Varoufakis ha mostrato all’Europa una certa furbizia politica e un’elevata dose di coraggio. Sulle conseguenze nel medio-lungo termine passiamo oltre per non rendere amara questa loro vittoria, ma plaudiamo alla destrezza. Dell’ex-Ministro Varoufakis soprattutto. “Ha vinto la democrazia”. Sì, certo. Facciamo tutti un bel respiro, calmiamoci un momento e riflettiamo. Continua a leggere “Facciamo un bel respiro e riflettiamo”

Ma esattamente adesso, che accadrà?

L’Europa cambierà, non ci saranno più debiti o riforme da fare, sarà un bengodi per tutti. Sarà davvero così? Dunque vediamo. Domani mattina si riapriranno le borse, Mario Draghi deciderà che fare con le banche greche, Angela Merkel si troverà di fronte un tronfio Tsipras che le chiederà di cambiare le condizioni. Insomma: la realtà ritornerà con la sua concretezza dopo un weekend caldo e assolato. Ci si ferma un momento e si pensa: ma come si riprenderà la Grecia? Dicendo no in un referendum o cercando di ristrutturare il proprio sistema economico? Misteri. Noi speriamo che il duo dei negoziatori greci ce lo rivelerà. Un giorno. Forse un altro. Continua a leggere “Ma esattamente adesso, che accadrà?”

Che il live twitting divenga un momento di riflessone condivisa

Il live twitting comincerà tra un paio d’ore: Mentana ci ha chiesto un po’ di tempo per non rubargli l’audience.

Nel frattempo un piccolo appunto: che questo incostante cinguettio divenga un momento di riflessione condivisa, non solo sulla Grecia, la sinistra e il populismo (ci diletteremo abbastanza anche su questo), ma sull’Europa intera. È facile per noi dare un’opinione monosillabica, sì – no, a questioni complesse, ma il dramma greco e la decadenza europea non sono sintetizzabili in un referendum chiamato con astuzia e miopia politica.

Ho una sola domanda: è questa l’Europa che voi volete? Sperando di leggere le vostre opinioni, ci collegheremo fra poco con il primo live twitting di questo blog.