Considerazioni sciolte sul voto americano

1 Trump non è stupido. L’essersi mostrato politicamente scorretto, diciamo ai limiti dell’impresentabilità, è stata una strategia che evidentemente ha pagato; ma non implica necessariamente che alle parole seguano i fatti.
2 La Clinton era il peggior candidato possibile in questo momento, e si sapeva. Non so se dire “Ha persino affossato Obama” oppure “Anche le politiche di Obama sono state deludenti”, perchè questo è un epico fallimento anche per il presidente che ha fatto la storia.
3 Ho scritto “peggior candidato in questo momento” perchè i nuovi media giocano un ruolo sempre più profondo in politica. Dice bene Grillo che è stata l’apocalisse delle televisioni; alla fine Trump ha vinto sostenendo il “complotto dei media”, promuovendo una campagna incentrata su Twitter e accreditando un’unica TV (fox, repubblicana) presso il suo quartier generale. A differenza di Grillo, io non sarei così gaudente, perchè l’accesso illimitato di persone dalla capacità critica limitata a reti dove ognuno può dire la propria opinione, senza minimamente preoccuparsi che essa corrisponda al vero o abbia delle basi coerenti, produce il fatto che molta gente si convince soltanto di quello che vuole sentirsi dire. E questa gente ha il diritto di voto.
4 Agli inizi del Novecento i giornali ebbero un ruolo simile, dando accesso all’informazione a milioni di persone, ma perlopiù erano giornali di partito (proprio allora nascevano i partiti di massa, che, come i “movimenti” di oggi, erano strettamente legati ai loro strumenti divulgativi) e scrivevano quello che conveniva alla loro causa e che gli aderenti erano propensi a credere, il che del resto coincide. Il risultato? Quello fu il periodo in cui nacquero i totalitarismi.
5 Chi dice che questo è stato il peggior prodotto del suffragio universale dimentica, seguendo questa prospettiva storica, che Hitler fu eletto democraticamente. Preoccupa molto che questa persona abbia l’età per ricordarsene e abbia ricoperto ruoli istituzionali di alto livello fino a poco tempo fa.

Ma che cazzo è successo?

Quando alle 4:40 ti sveglia un messaggio dicendoti: “qui la situazione si mette male!”. Quando di corsa apri Twitter e vedi i (pochi) commentatori conservatori che segui che gongolano, le persone normali attonite o disperate e Trump che vince l’impossibile. Ecco, quando ti rendi conto che solo due ore prima ti eri addormentato e la gara procedeva come doveva procedere, serrata si, ma tutto sommato senza grandi sorprese e ora una valanga repubblicana sta sommergendo stati che in teoria non avrebbe dovuto neanche toccare, Michigan, Wisconsin, Minnesota, cosa puoi pensare se non: “Ma che cazzo sta succedendo?”.

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Notizie dalla fine del mondo: Schengen, crediti deteriorati, scienziati che diventano rapper

Questa settimana è passata all’insegna di crediti deteriorati, Schengen, mercati finanziari e Iran. Bonus track: rapper che pensano la terra sia piatta, alla Cia guardano tanta televisione, lauree in 5 minuti.

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Trumpapocalipse now

Se l’apocalisse trumpiana dovesse in futuro compiersi, inizierà proprio dopodomani.

Dopodomani, infatti, cominciano le primarie più scoppiettanti del mondo (no, non sono quelle liguri). Negli USA, si vota Stato per Stato in un arco di tempo di circa quattro mesi, per assegnare i delegati che ciascun candidato, nei due partiti, Democratico e Repubblicano, porterà alle rispettive convention, che si terranno in estate. Continua a leggere “Trumpapocalipse now”

Notizie dalla fine del mondo: Batmobili a guida autonoma, elezioni USA,tanta geopolitica e qualche proposito per l’anno nuovo

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Lavoy Finicum, membro della milizia dell’Oregon,  si nasconde armato sotto un telo blu, preparandosi allo scontro coi federali


Terminate le feste, è ora di riprendere anche la rassegna stampa di LdS. Al centro delle ultime settimane il CES di Las Vegas, gli assalti a Colonia, le minacce nordcoreane, i problemi economici della Cina, gli avvenimenti in Oregon. Non mancano analisi della disuguaglianza mondiale e del sistema fiscale americano. Bonus track: il calendario sexy di Putin e qualche stranezza dalle elezioni USA.
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