Un Si per rottamare il sindacato e riprenderci il futuro

È indubbio che il voto referendario informato dovrebbe essere sui meriti o demeriti della riforma e non su considerazioni politiche e sociali. E noi Liberali da Strapazzo, nel nostro piccolo, abbiamo provato a informare organizzando un paio di eventi alquanto interessanti.

Andando però a vedere chi si schiera da una parte e dall’altra, la tentazione di votare Si, oltre che per la riforma stessa, anche per rottamare una parte politica vetusta e reazionaria, è davvero forte.

In una maniera curiosa, ma certamente non impensabile, la CGIL, il mondo della sinistra afferente a questa realtà e l’ANPI, sono fortemente schierati per il NO.

Tralasciando l’ANPI, i cui membri combattenti meritano il mio più grande rispetto e ammirazione, ma avendo novanta anni non partirei certamente da loro per disegnare il futuro del paese, trovo ridicole le posizioni della CGIL. Un sindacato che ci ha consegnato un debito pubblico insanabile, un mercato del lavoro ingessato, un paese diviso tra privilegiati (chi è in pensione con il calcolo pensionistico retributivo) e non (tutti gli altri, specialmente noi giovani), pensa ancora di doverci venire a indicare la strada per un futuro più roseo.

In questo periodo di transizione industriale, che ci sta proiettando verso una nuova dimensione sociale e antropologica, oltre che economica, nella quale il concetto stesso di lavoro potrà venire completamente stravolto e le disparità tra individui ulteriormente accentuate, bisogna muoversi per tempo per prevenire e risolvere le problematiche sociali. Welfare, impresa, reti sociali, istruzione; tutte tematiche che vanno affrontate ora per i decenni a venire. Possiamo forse parlare di ciò con gente che non sa cosa sia l’IOT, l’intelligenza artificiale e magari neanche accendere un pc? Possiamo parlare di ciò con gente che ripete come un mantra che i “diritti acquisiti sono intoccabili” (di doveri invece, manco a parlarne)?

Un SI può anche permettere di rottamare queste lobby anacronistiche e iniziare a parlare più serenamente del futuro del paese.

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Di Cirinnà e medievalismo latente

Se esistono due parole che riescono a fare impallidire anche il più accanito parlamentarista e a fargli sperare che il governo ritorni all’era dei decreti legge a mitraglia di Monti, quelle sono diritti civili.

Pronunciarle, da parte di un membro della maggioranza o peggio ancora del governo, vuol dire gettare un sasso da 200 kg nel proverbiale stagno; vuol dire assistere al sollevarsi di un polverone che ricorda molto la mostruosa tempesta di sabbia di Mad Max (guardatelo, è un gran film). Continua a leggere “Di Cirinnà e medievalismo latente”

Sbatti il gossip in prima pagina

Lo confesso. Segni, brigadiere.

“In data xx/xx/20xx, il qui presente Giovanni Mario Pisanu, nato a Sassari il xx/xx/19xx, intratteneva conversazione telefonica con Tizio X. Discutendo di comune conoscenza, apostrofava quest’ultima come “mafiosa”, con chiaro riferimento alla di questi origine sicula. A seguito del suddetto non-reato, seguirà pubblico sputtanamento sui giornali e crocefissione in sala mensa. Aggravante per omofobia non applicabile alla presente fattispecie”. Letto, approvato e sottoscritto. Perché l’ho fatto? Non saprei dirlo. Odio la Sicilia? Per nulla. L’ho visitata più volte, e più volte mi sono fatto irretire da quel miracoloso alveare di contorsioni barocche e mari adamantini. Ahah, allora odi i siciliani, razzistone. Al contrario. La mia tempra sarda, per quel che ne rimane, ben si sposa col siciliano medio: un terrone caloroso e generoso ma parco di parole quanto basta. Eppoi i dolci. E la Magna. E mangiare nella Magna. Ma niente paura: ho precedenti illustri. Continua a leggere “Sbatti il gossip in prima pagina”

Contro i “diritti acquisiti”

Premessa. Anche su questo blog si festeggia la decisione della Corte Suprema che rende di fatto legale in tutti gli Stati Uniti il matrimonio omosessuale. Questi non sono diritti acquisiti, ma diritti non negoziabili perché relativi alla persona nella sua individualità, alla libertà di scelta autonoma e al diritto/dovere di prendersi le proprie responsabilità in base alle proprie convinzioni.

Uso la premessa per distinguere i diritti tra individuali e acquisiti. I primi definiscono l’ambito di libertà della persona, sono inalienabili perché nessuna maggioranza dovrebbe avere il diritto di definire il modo “corretto” di vivere e pensare, se questo non incide e influenza negativamente il prossimo. Due uomini/due donne possono sposarsi? La vera domanda è: perché due uomini/due donne non potrebbero sposarsi? Lo Stato deve farsi da parte sulle preferenze dei singoli. E questo è un fatto.

I diritti acquisiti non sono inalienabili. Il diritto acquisito è una conquista politica di un gruppo di pressione/una lobby d’interesse che aumenta i benefici di una classe/gruppo a spese della comunità. Legittimo: chi vince tira la coperta dalla propria parte; se così non fosse non avremmo le elezioni, non ci sarebbe la democrazia e potremmo decidere tutto a tavolino sul come e perché dividerci la torta. Che spasso.

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Fermi tutti: cos’è il #liberalismo?

Quando Alice si perse nel giardino al di là della piccola porta dalla quale era passato il Bianconiglio, si ritrovò alla presenza di uno strano essere, un bruco comodamente adagiato su di una foglia gigante a fumare con gusto un narghilè. I cerchi di fumo colorato si alzavano a ogni sbuffo, finché il Brucaliffo (così si chiamava quell’essere) si voltò verso la giovane Alice.

“Chi sei tu?” chiese marcando ogni parola.
“Mi chiamo Alice” rispose lei “E sono una giovane elettrice. Tu chi sei?”.
“Io?” esclamò il Brucaliffo ergendosi sulla sua foglia e sbuffando fumo dalle narici “Io sono un liberale!”.
“Non ho mai conosciuto un liberale…” mormorò Alice “È una persona cattiva?”
Il Brucaliffo rise e disse: “Una persona cattiva? No, no: un liberale è una persona che crede semplicemente che ogni tua azione sia espressione di libertà e responsabilità individuali”.
“Da dove vengo io” rispose Alice “nessuno parla di responsabilità individuale. Però mi hanno detto che i liberali e i neo-liberisti stanno distruggendo il Paese….”
Il Brucaliffo ingoiò il fumo e tossì violentemente diventando spaventosamente paonazzo. “Neo-liberisti? Cos’è questa parola?”.
“Ogni volta che succede qualcosa” spiegò Alice “mi dicono che la colpa è del neo-liberismo: la crisi, l’euro, le guerre, i migranti. A lezione mi hanno insegnato che vogliono distruggere la scuola e fare un sistema scolastico neo-liberista, ci sono persino università che insegnano il neo-liberismo. Pensa, Brucaliffo, che ora stanno votando un trattato per il commercio internazionale che distruggerà le nostre coltivazioni in un chiaro intento neo-liberista”. Continua a leggere “Fermi tutti: cos’è il #liberalismo?”

Ok, il prezzo è giusto.

Mi ricordo che da piccolo, durante una vacanza in Toscana, lessi con grande gusto l’antologia “Il Secondo Libro della Fantascienza”. Mi rimase impresso, in particolare, il racconto di Richard Matheson: “La Bambina Smarrita”. Come si può evincere dal titolo, la novella tratta di una bimba che sparita nella notte, ricompariva in una dimensione parallela.

Ecco, in una dimensione parallela sembra che vivano i detrattori odierni di Lorenzo Cherubini, al secolo Jovanotti. Il rapper romano, in un’intervista, ha osato affermare ciò che a tutti sembra ovvio: “ Si al lavoro gratis per i giovani, serve a fare esperienza”.

Questo non è tuttavia andato giù al popolo del web: insulti a manetta, petizioni per chiederne le scuse (e magari la testa). Tanto è che il buon Lorenzo è stato costretto a ritrattare: “Mai detto ciò”. Robe che neanche Berlusconi ai suoi tempi d’oro. Continua a leggere “Ok, il prezzo è giusto.”