Racconti persiani: la Repubblica Islamica

Fin dal suo inizio nel 1978 la rivoluzione islamica iraniana presentò un doppio binario di istanze politiche parallele: una andava nella direzione di una democratizzazione del Paese in contrapposizione al dispotismo dello Shah, mentre l’altra spingeva invece per un’islamizzazione (sciita) del sistema politico, anch’essa contrapposta al laicismo imposto dal monarca. Due aspetti che possono sembrare le due classiche rette parallele destinate a non incontrarsi mai, eppure nel caso dell’Iran si è verificata un’eccezione. Le due linee per una volta si sono incontrate, producendo come risultato un regime politico unico al mondo: la Repubblica Islamica. Continua a leggere “Racconti persiani: la Repubblica Islamica”

Una buona riforma costituzionale

Dopo decenni di sterili dibattiti sulla necessità di modificare la Costituzione, il governo Renzi in poco più di due anni potrebbe davvero completare la prima vera riforma costituzionale seria d’Italia. Con l’approvazione in Senato ieri si è infatti ormai ad un passo dalla fine dell’iter legislativo del disegno di legge Boschi. Dopo un’ultima lettura alla Camera prevista per aprile, la parola passerà ai cittadini. Il referendum di ottobre potrebbe quindi rappresentare una svolta epocale nella storia politica italiana, dimostrando che anche nella patria dell’immobilismo si possono cambiare le cose.
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Sbatti il gossip in prima pagina

Lo confesso. Segni, brigadiere.

“In data xx/xx/20xx, il qui presente Giovanni Mario Pisanu, nato a Sassari il xx/xx/19xx, intratteneva conversazione telefonica con Tizio X. Discutendo di comune conoscenza, apostrofava quest’ultima come “mafiosa”, con chiaro riferimento alla di questi origine sicula. A seguito del suddetto non-reato, seguirà pubblico sputtanamento sui giornali e crocefissione in sala mensa. Aggravante per omofobia non applicabile alla presente fattispecie”. Letto, approvato e sottoscritto. Perché l’ho fatto? Non saprei dirlo. Odio la Sicilia? Per nulla. L’ho visitata più volte, e più volte mi sono fatto irretire da quel miracoloso alveare di contorsioni barocche e mari adamantini. Ahah, allora odi i siciliani, razzistone. Al contrario. La mia tempra sarda, per quel che ne rimane, ben si sposa col siciliano medio: un terrone caloroso e generoso ma parco di parole quanto basta. Eppoi i dolci. E la Magna. E mangiare nella Magna. Ma niente paura: ho precedenti illustri. Continua a leggere “Sbatti il gossip in prima pagina”

Tutto passa dalla rappresentanza europea

C’è un gran cicaleggio su Grecia, Europa, austerity e no-euro, ma si sa, del cicaleggio possiamo farne a meno, delle polemiche anche, e tentare una via più ardua ma più promettente: proporre il futuro. Umile. Sì, lo so. Ma per rimestare sulle ferite c’è stato tempo, e ce ne sarà fin troppo in futuro, e a ogni tranche di pagamento del debito che la Grecia dovrà a ECB, IMF e ai cittadini di mezzo continente sarà un’altra occasione di gridare OXI in piazza o al complotto plutocratico del neoliberismo imperante, così come sarà utile ricordare che così l’Europa non funziona e non funzionerà mai. Ora parliamo d’altro. O meglio, di un aspetto di cui non si occupa nessuno perché noioso, apparentemente inutile e molto politico. Continua a leggere “Tutto passa dalla rappresentanza europea”

Gli Stati Uniti d’Europa, adesso

Le recenti crisi che hanno colpito il vecchio continente hanno mostrato con evidenza il grande problema dell’UE: la mancanza di un’unione politica. Il progetto europeo, nato l’8 maggio 1950 (Dichiarazione Schuman) e proseguito con le varie Comunità, risulta infatti ancora incompiuto, fermo a metà strada e incapace di arrivare alla meta: una federazione europea. Eppure mai come ora appare chiaro quanto questa federazione sia necessaria per poter affrontare con successo le grandi sfide dei nostri giorni. Senza una vera guida politica non è possibile elaborare soluzioni di lungo periodo a questioni di grande rilevanza internazionale come quella greca, le tensioni in Ucraina o il fenomeno dell’immigrazione. Continua a leggere “Gli Stati Uniti d’Europa, adesso”

Tsipras e la democrazia a targhe alterne

Per chi di politica ci campa e di economia poco ne mastica, il NO al referendum greco segna un punto a favore. Dopo anni di supplizi quotidiani autoinferti per cercare di cavare qualcosa da pagine di grafici, tabelle e aliquote (salvo poi zompare a pié pari a pag. 8, ultimi croccanti retroscena da Montecitorio), finalmente torna la Retorica, per l’occasione officiata dai suoi massimi teorici, i greci. Così, complicati quesiti di politica economica vengono sottoposti al venditore di γύροϛ da un giorno all’altro, giusto per evitare che possa farsi un’idea. Tanto, si dirà, la pancia conosce ragioni sconosciute alla mente. Sarà.

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Facciamo un bel respiro e riflettiamo

Lo ammetto: il duo ellenico Tsipras+Varoufakis ha mostrato all’Europa una certa furbizia politica e un’elevata dose di coraggio. Sulle conseguenze nel medio-lungo termine passiamo oltre per non rendere amara questa loro vittoria, ma plaudiamo alla destrezza. Dell’ex-Ministro Varoufakis soprattutto. “Ha vinto la democrazia”. Sì, certo. Facciamo tutti un bel respiro, calmiamoci un momento e riflettiamo. Continua a leggere “Facciamo un bel respiro e riflettiamo”

Che il live twitting divenga un momento di riflessone condivisa

Il live twitting comincerà tra un paio d’ore: Mentana ci ha chiesto un po’ di tempo per non rubargli l’audience.

Nel frattempo un piccolo appunto: che questo incostante cinguettio divenga un momento di riflessione condivisa, non solo sulla Grecia, la sinistra e il populismo (ci diletteremo abbastanza anche su questo), ma sull’Europa intera. È facile per noi dare un’opinione monosillabica, sì – no, a questioni complesse, ma il dramma greco e la decadenza europea non sono sintetizzabili in un referendum chiamato con astuzia e miopia politica.

Ho una sola domanda: è questa l’Europa che voi volete? Sperando di leggere le vostre opinioni, ci collegheremo fra poco con il primo live twitting di questo blog.

Contro i “diritti acquisiti”

Premessa. Anche su questo blog si festeggia la decisione della Corte Suprema che rende di fatto legale in tutti gli Stati Uniti il matrimonio omosessuale. Questi non sono diritti acquisiti, ma diritti non negoziabili perché relativi alla persona nella sua individualità, alla libertà di scelta autonoma e al diritto/dovere di prendersi le proprie responsabilità in base alle proprie convinzioni.

Uso la premessa per distinguere i diritti tra individuali e acquisiti. I primi definiscono l’ambito di libertà della persona, sono inalienabili perché nessuna maggioranza dovrebbe avere il diritto di definire il modo “corretto” di vivere e pensare, se questo non incide e influenza negativamente il prossimo. Due uomini/due donne possono sposarsi? La vera domanda è: perché due uomini/due donne non potrebbero sposarsi? Lo Stato deve farsi da parte sulle preferenze dei singoli. E questo è un fatto.

I diritti acquisiti non sono inalienabili. Il diritto acquisito è una conquista politica di un gruppo di pressione/una lobby d’interesse che aumenta i benefici di una classe/gruppo a spese della comunità. Legittimo: chi vince tira la coperta dalla propria parte; se così non fosse non avremmo le elezioni, non ci sarebbe la democrazia e potremmo decidere tutto a tavolino sul come e perché dividerci la torta. Che spasso.

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