Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge

Qualche giorno fa l’Espresso usciva con l’articolo “Il vento fascista dalle periferie al Parlamento”, una goffa disamina di quel che, a parti invertite, politici e giornalisti gridano da decenni quando non hanno molto da dichiarare: il ritorno al fascismo. Ed è di un mesetto fa l’azione politica di Emanuele Fiano che dichiara a Repubblica: “Basta con le zone franche, la mia legge può fermare i nostalgici di Mussolini”. Continua a leggere “Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge”

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Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro

Basta raccontarci che il mondo va male perché siamo sfruttati e odiati. Il mondo va male perché siamo incapaci di afferrarlo con le mani e spingerlo in una direzione precisa.

Al teatrino di Bianca Berlinguer, una ricercatrice di Parigi ha accusato in diretta Farinetti di sfruttare i suoi dipendenti. Già solo accusare un imprenditore di sfruttare i suoi lavoratori richiederebbe delle prove, ma noi vorremmo anche capire cosa intende lei per “sfruttati”: il livello di guadagno? Gli straordinari pagati a forfait (a proposito: se io – come tutti i consulenti – faccio straordinari, questi non sono pagati, ma fa parte del lavoro)? La possibilità di lavorare sabato e domenica? MISTERO.  Continua a leggere “Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro”

La dittatura dell’inconcludenza

Ci sono cose che non si possono fermare. Il tempo, la rotazione terrestre, il susseguirsi delle stagioni, il giorno e la notte.

Ci sono cose, invece, che possono essere fermate. Una di queste è la deriva intellettuale di questo paese, un’altra è la dittatura dell’inconcludenza, un misto di passi avanti e passi indietro, frasi fatte, “io sono di sinistra”, “io sono un vero liberale”, “contro la deriva autoritaria”, “noi siamo per una politica onesta”, “andiamo a congresso”, l’Aventino made-in-Grillo, l’insostenibile disgregazione delle compagini sociali, la costante divisione tra individui con interessi simili ma menefreghismo in infinite varietà di colore. Un’altra cosa che può essere fermata è lo sfruttamento materiale e intellettuale delle nuove generazioni, il rimando a data da precisarsi di spese, debiti e doveri, il montare inarrestabile di una marea di rabbia e bava alla bocca, poche conoscenze e tante mediocri parole. Continua a leggere “La dittatura dell’inconcludenza”

Intervista col mediano

Oggi ci è venuto a trovare Valerio Rossi, 45 anni, elettore mediano. L’importanza di Valerio non ve la sto a raccontare; la letteratura economica e politica brulica di teoremi e congetture su di lui. Valerio, è, in sostanza, colui che votando ha le maggiori possibilità di influenzare un’elezione, l’offerta politica dei partiti e quindi la politica italiana in generale. Comprendere cosa pensi della società italiana e mondiale è quindi di grande importanza per noi tutti. Da qui nasce la nostra intervista.

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Là dove i golpe non sono il male assoluto

L’esercito, in Turchia, ha una funzione strana.

Non si occupa solo di difendere il Paese dalle minacce militari, difende anche il Paese da sé stesso. Più di una volta, infatti, i militari turchi hanno preso il potere per porre rimedio a situazioni di gravi crisi, economica e politica, o di accentramento del potere e riforme illiberali ed eccessivamente islamiste. E questo è il dato interessante: difendevano le riforme messe in atto dal fondatore della moderna nazione turca e suo primo presidente, Mustafa Kemal Ataturk. Non cercavano di prendere il potere per sé, sul modello delle famigerate dittature sudamericane degli anni della guerra fredda; infatti, dopo ciascuno dei tre colpi di Stato (1960, 1971, 1980) il controllo della nazione è stato restituito ai civili nell’arco di un paio d’anni, se non meno.

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Rassegnarci per vincere

Il vile attentato di ieri sera ci ha portati in una nuova fase della lotta con il terrorismo islamista?

Se dopo i fatti di Madrid, Londra, Parigi potevamo asserire, più o meno convintamente che il problema era la mancanza di coordinamento delle intelligence europee, e che con maggiore controllo e collaborazione questi attentati potevano essere fermati, questa volta non è più così.

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5 stelle, 3 morali, nessuna democrazia

Con la comunicazione della sospensione dal Movimento 5 stelle a Pizzarotti non si è soltanto consumato l’ultimo atto di un divorzio da tempo annunciato tra il partito di Beppe Grillo e il sindaco di Parma, da sempre critico su molte scelte del movimento cui appartiene. Si sono anche spente definitivamente le ultime speranze di democrazia e trasparenza per i 5 stelle, oltre che mostrata la totale mancanza di una morale.
Anzi no, di morali ce ne sono diverse: addirittura tre.

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E tu. Sei abbastanza antifascista?

Anche quest’anno ho partecipato e parteciperò alle celebrazioni della più importante festa del nostro paese, il compleanno della democrazia e della libertà, il 25 Aprile.

Trovo tuttavia curioso, come le celebrazioni di questo avvenimento, che alla fine fu quello che rese possibile l’esistenza di un amplio spettro ideologico che potesse partecipare alla vita politica italiana, sia sempre di più appannaggio di una sola parte identitaria: la sinistra-sinistra.

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Quel sogno proibito chiamato Kurdistan

Tra le tante guerre che vengono combattute in Medio Oriente, tra fondamentalismi religiosi e freddi calcoli geopolitici, ce n’è una che viene combattuta in nome della libertà. Si tratta della guerra dei curdi per realizzare un sogno vecchio di secoli, ma che gli è stato sempre negato. Un sogno proibito, ma per il quale hanno versato sudore, lacrime e sangue.
Il sogno di un Kurdistan libero.

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