Paese per giovani?

Nonostante che la campagna elettorale sia monopolizzata da altri temi, il problema della disoccupazione giovanile è ancora impellente, assestandosi attorno al 33% secondo le ultime rilevazioni. Parto quindi dalle condizioni discriminatorie del mercato del lavoro per cercare di dare uno spaccato della portata della gerontocrazia in Italia.

In sostanza, il welfare-state nostrano prevede uno strumento di tutela in caso di crisi aziendale, e uno strumento di tutela per chiunque termini un’esperienza lavorativa trovandosi, anche temporaneamente, disoccupato. Continua a leggere “Paese per giovani?”

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Renzi come Macron? Vedremo, intanto ho votato alle primarie PD

Vuoi che nel sistema proporzionale verso il quale stiamo rapidamente veleggiando, parlare di candidato premier è alquanto inutile. Vuoi che queste primarie sembravano tanto un triangolare tra Barcellona, Crotone e Pro-Vercelli. Vuoi che giorno più sfigato non ci fosse (in mezzo al ponte del 1 maggio, vai a capire la ratio). Insomma, per tutti questi motivi, la voglia di non votare alle primarie del Partito Democratico non era enorme. Sarebbe stata la prima volta per me, piddino di destra ma liberale di sinistra, non partecipare alle primarie democratiche. Continua a leggere “Renzi come Macron? Vedremo, intanto ho votato alle primarie PD”

E tu. Sei abbastanza antifascista?

Anche quest’anno ho partecipato e parteciperò alle celebrazioni della più importante festa del nostro paese, il compleanno della democrazia e della libertà, il 25 Aprile.

Trovo tuttavia curioso, come le celebrazioni di questo avvenimento, che alla fine fu quello che rese possibile l’esistenza di un amplio spettro ideologico che potesse partecipare alla vita politica italiana, sia sempre di più appannaggio di una sola parte identitaria: la sinistra-sinistra.

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Mattarella, un anno al Quirinale

Quando, esattamente un anno fa, Sergio Mattarella venne eletto al Quirinale ben pochi italiani potevano dire di conoscerlo. Se non fosse stato per la tragica vicenda del fratello Piersanti e per il famoso mattarellum, la legge elettorale utilizzata dal ’93 al 2005, molti neppure si sarebbero ricordati il nome di questo timido e grigio giudice costituzionale, scelto nello stupore generale come capo dello stato.

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Una buona riforma costituzionale

Dopo decenni di sterili dibattiti sulla necessità di modificare la Costituzione, il governo Renzi in poco più di due anni potrebbe davvero completare la prima vera riforma costituzionale seria d’Italia. Con l’approvazione in Senato ieri si è infatti ormai ad un passo dalla fine dell’iter legislativo del disegno di legge Boschi. Dopo un’ultima lettura alla Camera prevista per aprile, la parola passerà ai cittadini. Il referendum di ottobre potrebbe quindi rappresentare una svolta epocale nella storia politica italiana, dimostrando che anche nella patria dell’immobilismo si possono cambiare le cose.
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