Taccuino da Washington. Prima Puntata: Liberale è bello.

Quando fai notare come si vive bene negli USA, forse in parte anche per la loro natura liberale, che incentiva la concorrenza, abbassa la tassazione e migliora I servizi, la critica è sempre una: e se mi ammalo?

Detto tra noi, in quanto in coerenza con il resto del discorso, nella stra-grande maggioranza dei casi tale intervento è molto simile al classico “E allora i Marò?”. Tuttavia questa espressione, appannaggio esclusivo della destra più becera e nazionalista, non può essere usata anche dai compagni di sinistra, che devono quindi ripiegare su altro.

Bene, è successo che un presidente democratico, eletto con un sistema maggioritario, abbia provveduto a ovviare a tale problema. Come? Con l’Obama-Care, una riforma che obbliga i cittadini a stipulare una polizza sanitaria, con tanto di agevolazioni per i non abbienti. In una democrazia matura, in cui la destra fa la destra chiedendo meno tasse e non, o perlomeno non soltanto, meno diritti, c’è stata una lunga battaglia parlamentare (o meglio, congressuale), senza lumini, cagnare varie, gente che lasciava partiti ecc.Esaurita l’opzione parlamentare, il partito Repubblicano si è quindi rivolto alla Corte Suprema, sperando in qualche parvenza di incostituzionalità della riforma stessa.

È notizia di oggi che la corte ha stabilito, con una sentenza storica (seppure non la prima su questo tema) che di incostituzionale l’Obama-Care non ha proprio nulla, permettendo quindi, anche ai più bisognosi di accedere a cure mediche decenti. Insomma, grazie Obama per avere dimostrato, se mai si fosse sentito il bisogno che il capitalismo dal volto umano esiste (applauso) e che liberale è bello!