Racconti persiani: il grande ritorno dell’Iran

L’Iran, o meglio la Persia, fa parte della storia della politica internazionale dalla notte dei tempi. Contro i Persiani combatterono i Greci per difendere la propria libertà, contro i Persiani lottò Alessandro Magno per costruire il suo impero ellenistico, contro i Parti loro eredi combatterono i Romani in uno scontro tra superpotenze che durò diversi secoli.
Fu attraverso l’Iran che durante il secondo conflitto mondiale gli Alleati fecero arrivare rifornimenti vitali per l’Unione Sovietica, che le permisero di ribaltare l’esito della guerra contro il Terzo Reich e fu alla conferenza di Teheran, non a quella di Jalta, che venne deciso l’ordine mondiale per il dopoguerra.
Fu infine la perdita dell’Iran a seguito della rivoluzione del 1979 a decretare la sconfitta di Carter alla presidenziali USA dell’anno seguente. Continua a leggere “Racconti persiani: il grande ritorno dell’Iran”

Una (flebile) speranza per la Libia

Il conferimento del Premio Nobel per la pace al Quartetto del dialogo nazionale tunisino ha consacrato agli occhi di tutto il mondo la riuscita della transizione democratica, premiando l’enorme impegno della società civile in tutti i suoi livelli per creare uno stato realmente espressione della sovranità popolare. Quella di Tunisi resta però ad oggi l’unica vittoria delle primavere arabe, un’oasi di pace nel deserto della guerra: bastano infatti poche ore di auto per trovarsi davanti al devastante caos libico.

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Cuba, Iran, multilateralismo e successi: la politica estera di Obama

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Oggi, 20 luglio 2015, è una data storica per le relazioni internazionali: un’ambasciata americana verrà aperta a L’Avana, capitale di Cuba, e, viceversa, una cubana verrà aperta a Washington D.C.. Che cos’ha tutto ciò di speciale? Beh, presto detto. Continua a leggere “Cuba, Iran, multilateralismo e successi: la politica estera di Obama”

A Vienna si fa la storia

Iran

Dopo circa 13 anni di trattative e di isolamento diplomatico internazionale, all’alba del 14 luglio 2015 è stato finalmente firmato a Vienna un accordo con l’Iran sul nucleare. Prima di descrivere in dettaglio i punti chiave dell’accordo, ritengo sia necessario fare una breve introduzione storica di come si è arrivati a questa situazione.

Tutto cominciò quando ancora l’Iran era chiamato Persia e vi regnava lo Shah Reza Pahlavi, negli anni ’50: quest’ultimo chiese, ed ottenne, da Francia, Germania e Stati Uniti le tecnologie necessarie per la costruzione dei primi impianti nucleari a scopo civile; tutto però cambiò con la rivoluzione iraniana e la conquista del potere da parte dell’Ayatollah Khomeini. Una volta salito Continua a leggere “A Vienna si fa la storia”

Merkel, Tsipras, Nash.

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della banalità. Oggi su tutti, ma proprio tutti i quotidiani europei (e anche alcuni americani, il buon Krugman non se ne lascia sfuggire una), c’era almeno un editoriale che parlava della cattiveria teutonica. L’intesa non piace al Der Spiegel, non piace ai quotidiani della sinistra e della destra europea, non piace a molti commentatori italiani. Non piace neanche al Financial Time, sul quale Wolfgang Münchau si spinge a definire l’accordo come la Demolizione del Progetto Europeo, azzardando addirittura che la moneta unica abbia avuto un effetto negativo per la crescita italiana. Grillo non avrebbe saputo dirlo meglio. Continua a leggere “Merkel, Tsipras, Nash.”