Superare Renzi da destra?

Fa bene Alessio a chiedere in Italia una destra “eroica”. Si chiede rispetto per una parte politica che è stata presidiata negli anni da ex fascisti, nostalgici, poi conquistata da un ricco imprenditore con qualche guaio con la giustizia. Il Partito Liberale è morto con tangentopoli e la sua tradizione era definitivamente in crisi dal dopoguerra: in Italia trionfarono la visione cattolica e quella socialcomunista. Per chi vuole far politica, ancora oggi le due visioni rimangono imprescindibili: non esisteranno mai maggioranze liberiste, e per convivere con questo vincolo bisogna scegliersi bene i compagni di viaggio, o con la destra cattolica, o con la sinistra sociale/ista. Finora ho optato per la sinistra, convinto che cambiare definitivamente in “sociale” un afflato “socialista” sia possibile. Abbiamo anche vissuto dei momenti di egemonia, col governo Renzi, e in alcuni passaggi sono state adottate delle soluzioni genuinamente liberali. Considerata la maggioranza ereditata dal PD a trazione Bersani, era forse difficile pretendere di più.

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Il Paese ha bisogno di una Destra seria

Si dice spesso che gli italiani non sappiano andare a destra senza finire nel manganello. Ma visto che non ci sono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio, mi sono chiesto se forse il grande problema politico italiano è che manchi proprio una Destra seria, autorevole, volta al futuro del Paese e dei suoi cittadini. Continua a leggere “Il Paese ha bisogno di una Destra seria”

Più politica e razionalità per affrontare il tema dei migranti

Nei discorsi in merito all’immigrazione siamo soliti accusare chi è contrario all’accoglienza di razzismo, e pensiamo che gli argomenti razionali che costruiamo a sostegno delle nostre tesi siano ben congeniati. Purtroppo, però, anche l’accoglienza soffre di parologismi e riflessi inconsci. Quando affermiamo con solennità che “va della nostra umanità l’accogliere il bisognoso” proiettiamo un sentimento personale su una struttura che, a ben vedere, è impersonale e funziona principalmente perché disumanizzata. Tendiamo a giudicare il fenomeno migratorio avulso dai numeri, dalle esigenze pubbliche ed economiche in ballo, riducendolo quasi all’ingresso di nuovi condomini stranieri nel nostro palazzo: ben vengano, soprattutto se simpatici. Invece quando si discute di 5 milioni di cittadini su 60 milioni, quando si affrontano flussi che arrivano a 180 mila sbarchi in un anno, non si possono adottare logiche personalistiche, bensì pubbliche.

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Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge

Qualche giorno fa l’Espresso usciva con l’articolo “Il vento fascista dalle periferie al Parlamento”, una goffa disamina di quel che, a parti invertite, politici e giornalisti gridano da decenni quando non hanno molto da dichiarare: il ritorno al fascismo. Ed è di un mesetto fa l’azione politica di Emanuele Fiano che dichiara a Repubblica: “Basta con le zone franche, la mia legge può fermare i nostalgici di Mussolini”. Continua a leggere “Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge”

Varsavia ’44, la resistenza tradita

Oggi, 1 agosto, ricorre l’anniversario dell’inizio di una delle più grandi operazioni militari condotte da forze di partigiani durante la seconda guerra mondiale, la rivolta di Varsavia. Per noi europei occidentali la Resistenza è spesso divenuta terreno di scontro ideologico-politico e tendiamo a considerarla come un fenomeno limitato a Francia, Italia e Jugoslavia. In realtà il movimento di resistenza clandestino più grande d’Europa fu probabilmente quello polacco, rappresentato dall’Esercito Nazionale, che contò circa 400000 combattenti. Costituito ufficialmente nel 1942 (ma presente già dal 1940) e fedele al governo in esilio a Londra esso rappresentò per tutta la durata del conflitto la continuità delle istituzioni statali sul territorio occupato, ma contemporaneamente incarnò il fortissimo desiderio di indipendenza della popolazione della Polonia.

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L’obiettivo finale di Macron

Nel mio ultimo articolo, ho scritto che la Francia ha deficit strutturale e bilancia commerciale molto più in passivo e per più lungo tempo dell’Italia.

Avendo fatto notare questi dati a un collega transalpino, la risposta è stata quella che da una parte mi sarei aspettato e che dall’altra mai avrei pensato venisse confessata così velocemente e a cuor leggero: “Ma tanto non ce ne frega nulla! Cosa mai sarebbe l’Unione Europea se uscisse anche la Francia?

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Furbetti del cartellino: il dito e la luna

Immagini pompate su siti internet e telegiornali hanno preparato il terreno per il decreto legislativo 116 del 2016, parte della “riforma Madia” della Pubblica Amministrazione, e i suoi primi passi.

Il decreto integra il precedente testo legislativo (d.lgs. 165/2001) con una definizione di “falsa attestazione della presenza in servizio”, quella di chi timbra e si allontana o fa timbrare ad altri, introduce un procedimento disciplinare accelerato per chi è colto in flagranza di reato, anche tramite telecamere, pone un limite minimo inderogabile all’ammontare del risarcimento conseguente all’eventuale condanna per danno erariale (sei mensilità).

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Chi dorme non piglia Libia

Nei giorni scorsi, a seguito della scelta di Emmanuel Macron di convocare a Parigi per il 25 luglio un vertice sulla Libia con al-Sarraj ed Haftar, su quasi tutti i giornali italiani sono comparsi pesanti attacchi al Presidente francese. Eugenio Scalfari su Repubblica e molti altri hanno accusato l’inquilino dell’Eliseo di rappresentare un grave pericolo per il nostro Paese in quanto reo di aver deciso, senza chiederci il permesso, di intromettersi nella gestione della Libia. Macron è stato trattato da buona parte dell’opinione pubblica come un tiranno nemico desideroso di vanificare i nostri sforzi in Libia e di volerci estromettere da una zona che fa parte della nostra sfera di influenza.

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Che cosa significa sinistra

Vi svelo un segreto: anche a chi come me preferisce ragionare sui temi più concreti, ogni tanto, piace parlare dei massimi sistemi. Parlare di politica e fare politica. Ed effettivamente è passato già un po’ di tempo da quando non la faccio: l’ultima volta che feci politica, ero ancora un fervido, giovane ed entusiasta militante del Continua a leggere “Che cosa significa sinistra”

Boeri e l’insostenibile sostenibilità dell’immigrazione

“A chi vuoi credere, a me o ai tuoi occhi”? Il succo delle ultime uscite del Presidente dell’INPS Prof. Tito Boeri sulla questione migranti è ben racchiuso da questa celebre battuta di Groucho Marx. Ricapitolo per sommi capi il suo ragionamento. Premessa: campiamo troppo e non figliamo a sufficienza. Conseguenza: tanti pensionati succhia-pensioni e pochi lavoratori contribuenti. Soluzione: importiamo forza lavoro da altri Paesi, non importa quali, per evitare il dissesto del sistema pensionistico italiano. A tutto ciò l’altro ieri ha aggiunto una postilla apparentemente innocua ma in realtà, come si vedrà, gravida di conseguenze: parlasi di migranti regolari, ovviamente. Continua a leggere “Boeri e l’insostenibile sostenibilità dell’immigrazione”