I nostri liberali

Federico Bindi: Giovincello neopatentato che si affaccia al mondo della politica. Anche se affascinato dalle grandi figure liberali del passato, vorrebbe un poster di Fanfani da appendere in camera. Oltre alla politica, lo appassionano il mondo delle tecnologie militari e il tennis (rigorosamente non praticato causa pigrizia cronica).

Ambrogio Carriere: Vorrei dire che “faccio cose e vedo gente”, ma in realta’ la mia esistenza si dispiega in maniera molto piu’ banale… ahime’. Divido il mio tempo tra altalenanti studi giuridici, un po’ di sporadico cazzeggio e di trascinata attivita’ politica. Vorrei capirne qualcosa di piu’ del babelico mondo della giustizia italiana. Vediamo se cotanta impresa mi riuscira’. Nel mentre apro twitter e mi dedico all’appassionante opera di bene di litigare con gl’illustri esponenti dell’ “amata” minoranza PD.

Marco Colleoni: ritiene la razionalità l’alta gloria dell’umanità (sì, gli piacciono le rime e l’armonia), giudizio che l’ha reso appassionato dei filosofi empiristi. Leggendo Locke, Hume, Montesquieu, Rousseau e Voltaire, ha elaborato un ardore politico contrattualistico e liberale. Cosa c’entra tutto ciò con i suoi studi in economia? Risponde, citando Keynes, che un economista deve essere “allo stesso tempo e in qualche misura matematico, storico, politico e filosofo”. Cosa c’entra tutto ciò con il suo hobby per lo sci? Assolutamente nulla. Per quanto gli piaccia l’armonia, non è disposto, per raggiungerla, ad alterare la realtà dei fatti.

Andrea Danielli: Laurea in filosofia, esperienza di ricerca a Parigi tra ENS e Sorbona. Lavora da 5 anni per la Banca d’Italia, ha cercato più volte di liberarsi dal posto fisso senza successo, ma imparando molto su come non si fa una start-up. Ha trascorso 10 mesi nella Segreteria del Ministro Giannini. Uomo di lotta e di governo, liberale con uno stile di vita popolare, non disdegna le più cupe previsione marxiste. Nel tempo libero suole essere noioso quasi come nel lavoro: saggi di macro-economia, film violenti, sport vari ed eventuali.

Gioele Gambaro: nasce il 3 Marzo (il 30 secondo la questura). Appassionato dal mondo dell’editoria, ha pubblicato per Rizzoli e Sperling&Kupfer. Termina il suo primo romanzo a soli 19 anni: galvanizzato dal successo, corre in biblioteca a prenderne un altro. Sostiene un anarco-capitalismo temprato da uno spinozismo filtrato dal Nietzche di Karl Lowith, con lo scopo di ricordare che è in possesso di una laurea in filosofia. Collabora con il blog satirico spinoza.it.

Alessio Mazzucco: prendere un terzo di keynesianesimo, un terzo di liberalismo e un terzo di passione politica, aggiungere una spruzzata di Foglio, qualche lettura fugace nel tempo libero e lunghe giornate bocconiane. Da servire fresco con una foglia di menta. Consigliato dopo i pasti.

GianMario Pisanu (1988 – ….): Nato e allevato in Sardegna, diploma classico, pezzato Bocconi. Hobby e tempo libero: Cinema (passivo), Arte, Letteratura, Filosofia (passivo), Musica (passivo), Tennis (fu attivo), Calcio (passivo), Politica (passivo), Giornalismo (attivo se spronato), Cucina (vedi Giornalismo, ma va migliorando). Rigorosamente etero (attivo, ma non disdegna il passivo).

Daniele Rietti: di orgogliose e malcelate sabaude origini. Una laurea in economia per qualche Divina interecessione. Ama la politica, il giornalismo, lo sport, l’economia meno. La qualità che apprezza di più in una persona è il dono della sintesi.

Alberto Rizzi: nato nella Città dei Mille cresce con studi classici e con la passione per la politica internazionale coniugando i miti di Napoleone e Gorbachev con l’amore per le tre grandi meraviglie d’Italia: il cibo, l’arte e il vino. A seguito di due Interrail si scopre un convinto sostenitore dell’integrazione europea, al punto da scegliere di studiarla per averla come principale alternativa di vita al farsi mantenere da una moglie giovane bella e ricca (e stupida, altrimenti non lo avrebbe mai sposato).

Leonardo Veneziani: un tentativo (malriuscito) di mischiare passione per l’idea di Europa unita, del liberalismo sociale e della terza via, seppur contrastata da un amore smisurato per la pasta. 20 anni, sconosciuto ai più ma fervente studioso di materie internazionali ed europee, si diletta a Milano di politica fra uno spritz e l’altro.

Giovanni Vizzarri: Molisano di Pavia, assaggiate pampanella e torcinelli prima di dire che la sua terra non esiste.
Studente di economia appassionato di tecnologia, ama assecondare la volubilità dei mercati facendo il trader e chiedendosi dove sia la vita patinata del mondo finanziario. Forse sbaglia osteria.

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