E’ tutto assurdo

“L’ideologo no-euro”. Così il Corriere della Sera, con un atteggiamento condiviso da gran parte della cosiddetta elite benpesante e istituzionale italiana, definiva venerdì l’ormai ex candidato ministro dell’economia, Paolo Savona.

Il sillogismo di chi scrive una didascalia simile, chiaramente condiviso da buona parte delle istituzioni, è il seguente: i Cinque Stelle e la Lega sono movimenti ideologici; essi propongono Savona come ministro dell’Economia; Savona è un ideologo.

Tuttavia, quel sostantivo “ideologo” circa le qualità intellettive della persona e la validità del suo pensiero rende un giudizio negativo, a priori, lapidario e senza appello; esattamente quello che persone neutrali, ma soprattutto razionali e dotate di giudizio critico, non dovrebbero fare nel modo più assoluto.

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Che cosa sappiamo dopo le prime consultazioni?

Cosa sappiamo dopo la prima tornata di consultazioni? Nulla di più di quanto non fosse ampiamente preventivabile, se non con l’aggiunta che c’è ampio spazio per indignarsi.

Riassumendo, si è votato un mese fa, il Presidente della Repubblica ha atteso fino al 4 aprile perché i partiti salissero al Quirinale con le idee più chiare; e il risultato è che ci sarà bisogno di un altro giro di consultazioni, fra una settimana abbondante.

Ma non ci scomodiamo, tanto c’è tempo! Non ci sono decisioni di politica fiscale, strategie di politica industriale, azioni lungimiranti che vadano urgentemente intraprese per rimediare al declino economico, sociale e culturale in cui il Paese è da troppo tempo avvinto. Nulla di tutto ciò; possiamo permetterci il lusso di buttare ancora al vento dei giorni, forse settimane, più probabilmente mesi, preziosi.

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Una critica alle proposte economiche del centro-destra

Silvio Berlusconi ha certamente il suo charme. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che per la terza volta sembrasse destinato all’irrilevanza politica, e per la terza volta risorge proponendo le stesse idee nella stessa maniera di sempre.

Questo charme risiede forse nella spontanea ammirazione generata dal concetto di “uomo che si è fatto da solo”, forse nel suo essere la rappresentazione di ciò che qualunque imprenditore ambisce di diventare. Non a caso, laddove il senso di dedizione al lavoro e l’ambizione di migliorarsi hanno fatto fiorire una società imperniata sulla media borghesia, lì egli ha sempre trovato il maggior supporto. Continua a leggere “Una critica alle proposte economiche del centro-destra”

Il fardello storico

Si dice spesso che l’Italia non abbia mai voluto fare i conti col proprio passato. Non sempre si pone l’accento su quanto ciò possa essere costoso.

In breve, nel 1943, a guerra perduta, diventiamo cobelligeranti degli ex-nemici, riuscendo ad ottenere un trattamento più generoso di quello riservato alle altre due potenze dell’Asse nei trattati di pace. Ma questo ha avuto un prezzo, un fardello storico che tuttora ci portiamo dietro: il diniego a priori, la repulsione acritica, finanche la mistificazione di quello che c’è stato prima, in toto. Continua a leggere “Il fardello storico”

Paese per giovani?

Nonostante che la campagna elettorale sia monopolizzata da altri temi, il problema della disoccupazione giovanile è ancora impellente, assestandosi attorno al 33% secondo le ultime rilevazioni. Parto quindi dalle condizioni discriminatorie del mercato del lavoro per cercare di dare uno spaccato della portata della gerontocrazia in Italia.

In sostanza, il welfare-state nostrano prevede uno strumento di tutela in caso di crisi aziendale, e uno strumento di tutela per chiunque termini un’esperienza lavorativa trovandosi, anche temporaneamente, disoccupato. Continua a leggere “Paese per giovani?”

Cosa manca nel panorama politico italiano

Col prospettarsi della campagna elettorale, credo sia utile fare un po’ d’ordine nel frammentato panorama politico nazionale.

In questi tempi fortunatamente post-ideologici ma per nostra disgrazia anche “post-true”, pare illogico discutere monoliticamente di destra e sinistra. Tuttavia, rimane salda la necessità di analizzare chi sta dove. Per farlo, si possono distinguere tre aree di intervento: politica estera, politica interna e politica economica. Continua a leggere “Cosa manca nel panorama politico italiano”

L’obiettivo finale di Macron

Nel mio ultimo articolo, ho scritto che la Francia ha deficit strutturale e bilancia commerciale molto più in passivo e per più lungo tempo dell’Italia.

Avendo fatto notare questi dati a un collega transalpino, la risposta è stata quella che da una parte mi sarei aspettato e che dall’altra mai avrei pensato venisse confessata così velocemente e a cuor leggero: “Ma tanto non ce ne frega nulla! Cosa mai sarebbe l’Unione Europea se uscisse anche la Francia?

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Tre domande sulla crisi del debito sovrano

Passati sei anni dall’estate del 2011, che ancor oggi, nonostante i segnali incoraggianti, pesa inesorabilmente sulla salute economica di questo Paese, ritengo possibile effettuare un’analisi ponderata di quello che avvenne. Lo farò rivolgendo tre domande cui spesso si danno risposte tanto affrettate quanto superficiali.

  1. La Germania insieme all’Euro ha imposto la sua supremazia?

Per cominciare, la moneta unica fu voluta (e fortemente voluta) soltanto dalla Francia, con l’obiettivo di integrare in un consesso europeo di più ampio raggio quella che, nell’ambito di rapporti bilaterali fra stati sovrani, era una minaccia economico-politica. Mi riferisco alla riunificazione tedesca, che dalle parti di Parigi fu percepita come una vera e propria catastrofe.

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Come strumentalizzare il dolore per fomentare principi reazionari

In Italia si parla ininterrottamente da più di due settimane della vicenda di un bambino inglese, completamente sconosciuta all’opinione pubblica del resto d’Europa.

Pare che la propaganda pretesca, le ingerenze clericali e finanche il bigottismo di una parte della domanda tengano in auge la notizia, con un accanimento mediatico simile a quello terapeutico perpetrato nei confronti del neonato. Continua a leggere “Come strumentalizzare il dolore per fomentare principi reazionari”