La fisionomia di una riforma (prima parte)

Sul sito Giurisprudenzapenale.it (al link qui riportato: http://www.giurisprudenzapenale.com/2016/09/27/referendum-costituzionale-4-dicembre-2016-intervista-doppia-roberto-bin-ugo-de-siervo/) e’ stata pubblicata, in settimana, una lunga e approfondita intervista al prof. Roberto Bin. Questa ha ad oggetto le principali ragioni a favore del Si al prossimo referendum costituzionale del 4 dicembre.

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Il richiamo del Padellaro.

In queste uggiose e convulse giornate autunnali tra l’imminente approvazione della riforma costituzionale, i dati sull’economia italiana, che danno qualche flebile segnale di ripresa, ed il divampare del conflitto siriano, con i grandi attori internazionali sempre più coinvolti nei giochi, una sola notizia ha attratto la mia attenzione.
L’ex direttore del Fatto Quotidiano , Antonio Padellaro, ha infatti proposto di fondare “un comitato di salute pubblica – guidato dal prode Stefano Rodotà- formato da giuristi, giornalisti e da quei politici che non hanno ancora deposto le armi”, perché si torni “ad alzare la testa e a riempire le piazze in difesa della Costituzione (e non solo)”. Continua a leggere “Il richiamo del Padellaro.”

Cose che non vorremmo sapere.

“La Giustizia e’ come un treno che e’ quasi sempre in ritardo”.
Evgenij Evtušenko

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Si sente spesso dire, talvolta a ragion veduta e altre volte per puro piagnisteo all’italiana, che molti degli ingenti problemi che, da sempre, attanagliano la Grecia altro non sono che un’ inquietante e paradossale amplificazione di quelli nostrani. Giusto per fare qualche esempio sulla bocca di tutti: malaffare, corruzione, spesa pubblica stellare e altro ancora.
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La Severino e l’affaire De Luca: qualche riflessione sparsa

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Sulla questione De Luca s’e’ fatto un gran parlare e, come spesso accade in Italia, dal calderone insaziabile delle polemiche s’è ricavato un pugno di mosche e si è ancora ben lontani dal fare chiarezza. Per intere settimane di agonizzante campagna elettorale il caso De Luca ha fatto da padrone ,incontrastato, alle confuse cronache politiche del paese. A coronare, poi, l’intero pasticcio italico di malcelato pressappochismo e viscido opportunismo politico ci ha pensato quella “leggiadra” (notare la colta citazione deluchiana) politica di primo pelo, che di nome fa Rosy e di cognome Bindi, mi pare, facendo ciò che tutti sappiamo. Ora, non voglio entrare nel merito politico della questione, ne intendo spulciare le diverse e , forse semplicemente inconciliabili, posizioni delle varie fazioni del partito sulla presunta inopportunità “etica” e “morale” di candidare il De Luca.
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