Il referendum lombardo-veneto è pura politica, fatta bene

Nel chiacchiericcio diffuso sul referendum che si terrà il 22 ottobre si pongono sovente due domande: perché non si è proceduto come l’Emilia Romagna e perché votare per favorire la campagna elettorale di Roberto Maroni?

Sulla prima domanda, la risposta, come tanti ripetono, è politica. L’attivazione dell’art. 116 che prevede “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia [che] possono essere attribuite ad altre Regioni” è una novità assoluta. Può sembrare banale, ma muoversi in un terreno oscuro per negoziare qualcosa col governo centrale, senza avere sufficiente potere, potrebbe non essere una scelta vincente. Perché è importante ricordare che lo stesso articolo 116 aggiunge che l’autonomia si istituisce “con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata”. Continua a leggere “Il referendum lombardo-veneto è pura politica, fatta bene”

Annunci

Superare Renzi da destra?

Fa bene Alessio a chiedere in Italia una destra “eroica”. Si chiede rispetto per una parte politica che è stata presidiata negli anni da ex fascisti, nostalgici, poi conquistata da un ricco imprenditore con qualche guaio con la giustizia. Il Partito Liberale è morto con tangentopoli e la sua tradizione era definitivamente in crisi dal dopoguerra: in Italia trionfarono la visione cattolica e quella socialcomunista. Per chi vuole far politica, ancora oggi le due visioni rimangono imprescindibili: non esisteranno mai maggioranze liberiste, e per convivere con questo vincolo bisogna scegliersi bene i compagni di viaggio, o con la destra cattolica, o con la sinistra sociale/ista. Finora ho optato per la sinistra, convinto che cambiare definitivamente in “sociale” un afflato “socialista” sia possibile. Abbiamo anche vissuto dei momenti di egemonia, col governo Renzi, e in alcuni passaggi sono state adottate delle soluzioni genuinamente liberali. Considerata la maggioranza ereditata dal PD a trazione Bersani, era forse difficile pretendere di più.

Continua a leggere “Superare Renzi da destra?”

Più politica e razionalità per affrontare il tema dei migranti

Nei discorsi in merito all’immigrazione siamo soliti accusare chi è contrario all’accoglienza di razzismo, e pensiamo che gli argomenti razionali che costruiamo a sostegno delle nostre tesi siano ben congeniati. Purtroppo, però, anche l’accoglienza soffre di parologismi e riflessi inconsci. Quando affermiamo con solennità che “va della nostra umanità l’accogliere il bisognoso” proiettiamo un sentimento personale su una struttura che, a ben vedere, è impersonale e funziona principalmente perché disumanizzata. Tendiamo a giudicare il fenomeno migratorio avulso dai numeri, dalle esigenze pubbliche ed economiche in ballo, riducendolo quasi all’ingresso di nuovi condomini stranieri nel nostro palazzo: ben vengano, soprattutto se simpatici. Invece quando si discute di 5 milioni di cittadini su 60 milioni, quando si affrontano flussi che arrivano a 180 mila sbarchi in un anno, non si possono adottare logiche personalistiche, bensì pubbliche.

Continua a leggere “Più politica e razionalità per affrontare il tema dei migranti”

Furbetti del cartellino: il dito e la luna

Immagini pompate su siti internet e telegiornali hanno preparato il terreno per il decreto legislativo 116 del 2016, parte della “riforma Madia” della Pubblica Amministrazione, e i suoi primi passi.

Il decreto integra il precedente testo legislativo (d.lgs. 165/2001) con una definizione di “falsa attestazione della presenza in servizio”, quella di chi timbra e si allontana o fa timbrare ad altri, introduce un procedimento disciplinare accelerato per chi è colto in flagranza di reato, anche tramite telecamere, pone un limite minimo inderogabile all’ammontare del risarcimento conseguente all’eventuale condanna per danno erariale (sei mensilità).

Continua a leggere “Furbetti del cartellino: il dito e la luna”

Perché non abbiamo bisogno della legge Fiano

Essere antifascista è nel dna di ogni liberale, dato che difendiamo la libertà di opinione, di proprietà, di impresa, di autorealizzazione, condizioni essenziali perché la democrazia rimanga salda. Mi sento pertanto chiamato in causa dall’ultima polemica che pare dividere l’Italia dei social: la proposta di legge 3343, o legge Fiano, che vuole colpire la propaganda fascista.

Continua a leggere “Perché non abbiamo bisogno della legge Fiano”

Spaventa l’ignoranza dei semplici, ma il problema è l’ignoranza di chi si reputa intelligente

Facebook è un buon acceleratore di litigi e rivela moltissimo sul genere umano. Alcuni scontri epici sulla mia bacheca si trasformano in riflessioni, perché lasciano delle cicatrici. Sto vivendo un periodo di ripensamento di scelte passate, di confronto tra le mie anime spesso antitetiche, che mi ha portato a interrogarmi nel profondo. A tutti i critici abituali, che ringrazio per motivarmi così tanto, dico chiaramente che quanto segue non ha la pretesa di avere la consistenza e l’autorevolezza di un paper sottoposto a peer review. E’ un flusso di coscienza, sincero, scritto nei ritagli di tempo.

Partiamo da una constatazione pratica, semplice: la quasi totalità degli aspiranti comunisti non è laureata in economia. Furoreggia nella critica al capitalismo un certo Diego Fusaro, laurea in filosofia, tendenze hegeliane e marxiste. La sensazione che il nostro non abbia competenze in ambito economico è suffragata dal suo CV e dalle notizie pubbliche: è uno storico della filosofia. Fenomeno visibile di una tendenza quotidiana: i più acerrimi critici del capitalismo sono spesso i meno esperti delle sue dinamiche e i più esterni al circuito economico. Continua a leggere “Spaventa l’ignoranza dei semplici, ma il problema è l’ignoranza di chi si reputa intelligente”

Elezioni a settembre? Anche no, grazie

Dura la vita di chi ha un lavoro a tempo pieno e deve scrivere gli articoli di notte. Avevo preparato un pezzo polemico contro la legge elettorale che, almeno in parte, è stato superato dagli eventi. Ma poiché leggo che qualcuno paventa addirittura l’uso di un decreto legge per armonizzare in qualche modo le attuali leggi a cui si potrebbe ricorrere, i problemi politici permangono.

Ho trovato molto grave comunque quanto avvenuto, per i modi e i tempi che hanno subito un’accelerata non giustificata da problemi di Governo o da voti di sfiducia imminenti. Altre voci più autorevoli hanno ricostruito gli errori della legge, valide a mio avviso le analisi su Youtrend di questi giorni. Continua a leggere “Elezioni a settembre? Anche no, grazie”

I Voldemort della burocrazia

Leggo I signori del tempo perso di Giavazzi e Barbieri  e mi viene voglia di aprire una biblioteca liberale solo per tenerne cinquanta copie. Rendo l’idea di quanto mi è piaciuto? La sinossi è semplice: il testo racconta lo strapotere dei grandi burocrati, per intenderci, quelli con cui raramente avrete a che fare, le dinamiche di corruzione e inefficienza, la perdita di potere della politica – amplificata dalla vittoria del NO al Referendum del 4 dicembre. Nel rileggere i tentativi di riforma del Governo Renzi sono tornato renziano – almeno Matteo, in fondo, ci ha provato.

Per noi liberali i concetti espressi sono piuttosto chiari e, unica nota dolente, le soluzioni proposte non sono sufficientemente sviluppate – probabilmente non ci credono nemmeno gli autori che l’Italia possa diventare un paese di common law, ed è difficile dar loro torto. Continua a leggere “I Voldemort della burocrazia”

Non è lo stato il problema, ma la sua debolezza contro le rendite

Non penso capiti spesso di apprezzare, grazie a una vacanza, l’importanza del liberismo. Di solito si guardano bei panorami, ci si rilassa, si prendono piccole fregature, si scattano centinaia di foto, si mangia e si beve. Bene, io ho fatto tutte queste cose ma in più ho sofferto la pigrizia di chi ci ha accolto in questi giorni.

Sarà stata la location, molto particolare, e il momento dell’anno: sono stato in Liguria, nelle Cinque Terre, tra Natale e Capodanno. I più vanno in montagna, a me piace il mare, non so sciare ed ero stufo della nebbia. Che cosa ho osservato? Mettiamo che abbiate esigenze alimentari particolari (halal, kosher, vegane, crudiste…) e vi muoviate in alta stagione: contrariamente alle attese (siamo tra Natale e Capodanno!), troverete aperti pochi ristoranti e vi dovrete accontentare, in alcuni casi, di nutrirvi con il pane e i contorni, evitando qualunque portata principale. Tutto chiude entro le 21.30, ci può stare, sono piccoli paesi, meno bello che chi apra riscaldi i 4 salti in padella o usi il pesto del supermercato: d’altronde solo il turista ingenuo si aspetta pesto di qualità nella terra che lo ha inventato. Muoversi è agevole su pulmini che non prevedono spazio per le valigie, alle Cinque Terre non vanno turisti, ma operai; famose infatti le fabbriche di limoni. Naturalmente si paga tutto in contanti, come esplica questo cartello:

img_20161231_110254

Continua a leggere “Non è lo stato il problema, ma la sua debolezza contro le rendite”

Vantaggi e svantaggi dell’uomo qualunque in politica

[ripubblico quasi integralmente un pezzo oserei dire profetico che scrissi 3 anni fa; alla luce dei legami tra M5S e Russia e del caso Marra, torna utile, a mio avviso, rileggerlo. Si è salvato grazie al sito Grillologia, risorsa dedicata unicamente a articoli e studi sul Movimento 5 Stelle]

Uno dei più grandi meriti riconosciuti al M5S è di aver portato in Parlamento persone nuove alla politica. Le ragioni a sostegno sono diverse: la mancanza di esperienza politica conserva un approccio disinteressato alle questioni, non ci sono precedenti legami con lobby e potenti di turno che hanno finanziato la campagna elettorale, i neo eletti non sono abituati ai malcostumi romani e possono vigilarvi. Non posso che condividere buona parte delle ragioni succitate: chi fa politica da una vita tende a investire più tempo nel coltivare le proprie relazioni personali che non nel provare a risolvere i problemi.

Continua a leggere “Vantaggi e svantaggi dell’uomo qualunque in politica”