Il referendum di oggi è un’occasione

Oggi si vota. Naturalmente l’ambiente liberale si divide al suo interno, ma tutti sanno che dove ci sono due liberali ci sono almeno – e sottolineo, almeno – tre idee diverse.

Sarò brevissimo visto che a nessuno la domenica mattina interessa leggere un articolo di politica spiccia. Continua a leggere “Il referendum di oggi è un’occasione”

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Superare gli Stati Nazionali per un’Europa federale

Vorrei sollevare due punti sulla questione catalana.

Il primo, le costituzioni sono scritte dai popoli, non viceversa: dire che la costituzione è inviolabile significa accettare uno status quo monolitico e immutabile, e questo non è accettabile in una società che vuole essere libera, aperta e dinamica.

Il secondo, questa riscoperta dello Stato Nazionale come unità indivisibile ha un sapore molto novecentesco e, se posso dire la mia, trovo questa opinione un frutto della mancanza di idee nuove che diano prospettiva e futuro. Un qualcosa tipo: non so bene cosa voglio, quindi mi va bene quello che c’è. Continua a leggere “Superare gli Stati Nazionali per un’Europa federale”

Il Paese ha bisogno di una Destra seria

Si dice spesso che gli italiani non sappiano andare a destra senza finire nel manganello. Ma visto che non ci sono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio, mi sono chiesto se forse il grande problema politico italiano è che manchi proprio una Destra seria, autorevole, volta al futuro del Paese e dei suoi cittadini. Continua a leggere “Il Paese ha bisogno di una Destra seria”

Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge

Qualche giorno fa l’Espresso usciva con l’articolo “Il vento fascista dalle periferie al Parlamento”, una goffa disamina di quel che, a parti invertite, politici e giornalisti gridano da decenni quando non hanno molto da dichiarare: il ritorno al fascismo. Ed è di un mesetto fa l’azione politica di Emanuele Fiano che dichiara a Repubblica: “Basta con le zone franche, la mia legge può fermare i nostalgici di Mussolini”. Continua a leggere “Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge”

Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza

Emmanuel Macron dice no ai migranti economici in Francia e l’Italia si solleva. Parbleu! dicono i vari sostenitori dei movimenti En MarcheIn cammino e i redivivi In cammino per fermare il declino, com’è possibile che un europeista sì’ tanto convinto non accetti neanche un migliaio di migranti economici sbarcati sulle nostre coste? Continua a leggere “Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza”

Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro

Basta raccontarci che il mondo va male perché siamo sfruttati e odiati. Il mondo va male perché siamo incapaci di afferrarlo con le mani e spingerlo in una direzione precisa.

Al teatrino di Bianca Berlinguer, una ricercatrice di Parigi ha accusato in diretta Farinetti di sfruttare i suoi dipendenti. Già solo accusare un imprenditore di sfruttare i suoi lavoratori richiederebbe delle prove, ma noi vorremmo anche capire cosa intende lei per “sfruttati”: il livello di guadagno? Gli straordinari pagati a forfait (a proposito: se io – come tutti i consulenti – faccio straordinari, questi non sono pagati, ma fa parte del lavoro)? La possibilità di lavorare sabato e domenica? MISTERO.  Continua a leggere “Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro”

Se non posso scegliere i miei rappresentanti, sono obbligato a pagare le tasse?

Di certo qualcuno avrà già pensato all’adagio “No taxation without representation”, e io che non sono originale voglio iniziare questo articolo proprio con il motto dei coloni americani quando scaricarono le casse di the destinate alla madrepatria inglese. Loro morirono a migliaia per alzare questa bandiera di libertà minima dell’individuo di fronte allo Stato, noi al massimo scriviamo un articolo e mandiamo un comunicato stampa, ma insomma, le epoche cambiano e non mi sembra ci siano in giro molti Washington e Jefferson a sostenere questa idea. Continua a leggere “Se non posso scegliere i miei rappresentanti, sono obbligato a pagare le tasse?”

Millenials! Davvero non abbiamo di meglio da fare che stare a guardare?

C’è una bellissima poesia di Edgar Lee Masters. Dice:

Tutto è tuo, giovane che passi;
Entra nella stanza del banchetto consapevolmente;
Non entrare timidamente come se tu fossi dubbioso
Di essere il benvenuto – la festa è tua!
Non prendere solo un poco, rifiutandone ancora
Con un timido “Grazie”, quando hai fame.
E’ viva la tua anima? Allora che possa nutrirsi!

Giovani, è viva la nostra anima? O siamo forse timidi e dubbiosi al banchetto della nostra vita? C’è un vecchio detto inglese che un amico mi aveva sussurrato un giorno per placare alcuni grandi dubbi professionali su cui rimestavo: Don’t ask, don’t get, non chiedi, non ottieni. Continua a leggere “Millenials! Davvero non abbiamo di meglio da fare che stare a guardare?”

Fenomenologia del Re Leone (ovvero del perché i Millenials non contano nulla)

La trasposizione disneyana dell’Amleto è uno dei tanti capolavori che hanno segnato la nostra vita. La tragedia della morte e la colpa presunta di un figlio che fugge nel deserto lasciandosi il passato alle spalle è solo la scintilla di una storia di depressione, abbandono, nichilismo da cui l’Io ruggente del leone riemerge e torna per prendersi ciò che è suo di diritto: la Rupe dei Re. Continua a leggere “Fenomenologia del Re Leone (ovvero del perché i Millenials non contano nulla)”

La dittatura dell’inconcludenza

Ci sono cose che non si possono fermare. Il tempo, la rotazione terrestre, il susseguirsi delle stagioni, il giorno e la notte.

Ci sono cose, invece, che possono essere fermate. Una di queste è la deriva intellettuale di questo paese, un’altra è la dittatura dell’inconcludenza, un misto di passi avanti e passi indietro, frasi fatte, “io sono di sinistra”, “io sono un vero liberale”, “contro la deriva autoritaria”, “noi siamo per una politica onesta”, “andiamo a congresso”, l’Aventino made-in-Grillo, l’insostenibile disgregazione delle compagini sociali, la costante divisione tra individui con interessi simili ma menefreghismo in infinite varietà di colore. Un’altra cosa che può essere fermata è lo sfruttamento materiale e intellettuale delle nuove generazioni, il rimando a data da precisarsi di spese, debiti e doveri, il montare inarrestabile di una marea di rabbia e bava alla bocca, poche conoscenze e tante mediocri parole. Continua a leggere “La dittatura dell’inconcludenza”