Il Paese ha bisogno di una Destra seria

Si dice spesso che gli italiani non sappiano andare a destra senza finire nel manganello. Ma visto che non ci sono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio, mi sono chiesto se forse il grande problema politico italiano è che manchi proprio una Destra seria, autorevole, volta al futuro del Paese e dei suoi cittadini.

Sì, perché il culturame politico italiano ci ha inesorabilmente abituato a considerare l’opposizione sinistra vs destra come un’opposizione tra Bene e Male, Resistenza e Fascismo, Diritti e Bigotteria, Legalità e Berlusconi e via dicendo. Va da sé che l’opposizione così descritta ha generato diverse storture nella raccolta voti e rappresentanza dei sentimenti politici della Nazione (che, pssst, trattasi semplicemente di Democrazia). Non a caso in un partito come il PD si incontra maggioranza e opposizione di se stessa, rappresentanti di sindacati E di imprenditori, di dipendenti pubblici E partite IVA/dipendenti privati, di sostenitori di uno stato sociale capillare E di uno stato minimo liberale e via dicendo. Non è il PD a essere sbagliato, ma la percezione della rimanente ala di rappresentanza a non essere corretta. O meglio, il PD è una fusione mal riuscita non imprevedibile, proprio a causa di un sistema politico così formato: il PD è tutto e niente, tutti e il contrario di tutti, semplicemente perché non ha opposizione esterna vera se non una variegata, mutabile e incoerente opposizione a tutto. O meglio, non ha opposizione costruttiva, ma solo nichilista.

Guardiamo la nostra Destra. Esiste una Destra liberale, responsabile, ferma nel principio di controllo e riduzione della Spesa Pubblica, nell’efficientamento della macchina amministrativa, aperta agli investimenti e al commercio estero, seria e disciplinata nel contenimento e gestione dell’immigrazione (sia economica che “rifugiata”), nel voler riformare la scuola per renderla meritocratica, l’università per renderla di elevata qualità, nel voler rimettere in sesto polizia, carabinieri, esercito con investimenti su equipaggiamenti, controllo del territorio e addestramento? No, ma non perché manchino le persone per sostenere quest’idea, eh, non per quello: perché dire Destra, oggi, in Italia, significa dire Salvini, o Berlusconi, o fascisti. Non esiste nella cultura politica italiana la concezione di un’ala riformista e liberale. Alcuni si definiscono tali, si fanno chiamare moderati, o conservatori, ma sono piccole sigle per piccole persone. E le piccole persone non fanno grandi i Paesi. Le piccole persone vivacchiano, negoziano posticini all’ombra, magari defilati. Le piccole persone passano il loro tempo a tessere alleanze ma non presentano idee, o programmi, o visioni a lungo termine. Vedere alla voce Alfano.

Chi dice che Destra e Sinistra sono morte non sbaglia, non nel merito almeno, ma sbaglia nel non vedere in Destra e Sinistra – o Topolino e Pippo, Sopra e Sotto, chiamatele come volete – una mutazione graduale che si è stratificata negli anni. Destra non è polizia e sicurezza, tanto quanto Sinistra non può più essere manifestazioni e sindacati, articolo 18 e no-war. Destra e Sinistra devono giocare le proprie carte, la propria morale, il proprio futuro su questioni vecchie, ma che hanno sapori e significati diversi: il ruolo dello Stato nella vita dei Cittadini, l’apertura e la chiusura al mondo, al mercato e alla finanza, il controllo della migrazione, il multiculturalismo vs l’integrazione e assimilazione e via dicendo. Vorrei sentir parlare di Destra e sentir sostenere la funzione del mercato nel merito degli individui, nella creazione di una scala sociale effettiva, nella distribuzione delle risorse secondo merito e non per arbitrio o clientela; vorrei sentir parlare di Destra e di abbassamento delle tasse, sostegno ai giovani, investimenti produttivi e STRATEGICI, non a pioggia su un imprecisato numero di settori e “cose” neanche definibili. Vorrei sentir parlare di Destra e di disinvestimento da settori in declino, di legalità nel vero senso del termine (uguale per tutti), di diritti E di doveri e non solo di diritti e dei doveri vabbè-pazienza-ci-penseremo.

E questa Destra onirica dovrebbe anche mettersi a capo di una profonda riforma del contratto sociale di questo Paese, della Costituzione così incapace di stare al passo dei tempi, di un centralismo vecchio e malato di romanità e clientele, dovrebbe combattere con forza i populismi con l’esempio dei propri leader e della propria classe dirigente, selezionata nelle migliori scuole e non raccattata su Facebook con un pugno di like. Dovrebbe resistere alle onde dell’opinione pubblica così monopolizzata dal benpensantismo dilagante e agli attacchi di una classe dirigente che si è fossilizzata in microposizioni di potere (accademia, partecipate, ministeri, burocrazie varie ed eventuali). Insomma, dovrebbe essere quasi eroica.

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