Il Paese ha bisogno di una Destra seria

Si dice spesso che gli italiani non sappiano andare a destra senza finire nel manganello. Ma visto che non ci sono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio, mi sono chiesto se forse il grande problema politico italiano è che manchi proprio una Destra seria, autorevole, volta al futuro del Paese e dei suoi cittadini. Continua a leggere “Il Paese ha bisogno di una Destra seria”

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Più politica e razionalità per affrontare il tema dei migranti

Nei discorsi in merito all’immigrazione siamo soliti accusare chi è contrario all’accoglienza di razzismo, e pensiamo che gli argomenti razionali che costruiamo a sostegno delle nostre tesi siano ben congeniati. Purtroppo, però, anche l’accoglienza soffre di parologismi e riflessi inconsci. Quando affermiamo con solennità che “va della nostra umanità l’accogliere il bisognoso” proiettiamo un sentimento personale su una struttura che, a ben vedere, è impersonale e funziona principalmente perché disumanizzata. Tendiamo a giudicare il fenomeno migratorio avulso dai numeri, dalle esigenze pubbliche ed economiche in ballo, riducendolo quasi all’ingresso di nuovi condomini stranieri nel nostro palazzo: ben vengano, soprattutto se simpatici. Invece quando si discute di 5 milioni di cittadini su 60 milioni, quando si affrontano flussi che arrivano a 180 mila sbarchi in un anno, non si possono adottare logiche personalistiche, bensì pubbliche.

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Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge

Qualche giorno fa l’Espresso usciva con l’articolo “Il vento fascista dalle periferie al Parlamento”, una goffa disamina di quel che, a parti invertite, politici e giornalisti gridano da decenni quando non hanno molto da dichiarare: il ritorno al fascismo. Ed è di un mesetto fa l’azione politica di Emanuele Fiano che dichiara a Repubblica: “Basta con le zone franche, la mia legge può fermare i nostalgici di Mussolini”. Continua a leggere “Le democrazie si salvano con le opportunità, non per legge”

Varsavia ’44, la resistenza tradita

Oggi, 1 agosto, ricorre l’anniversario dell’inizio di una delle più grandi operazioni militari condotte da forze di partigiani durante la seconda guerra mondiale, la rivolta di Varsavia. Per noi europei occidentali la Resistenza è spesso divenuta terreno di scontro ideologico-politico e tendiamo a considerarla come un fenomeno limitato a Francia, Italia e Jugoslavia. In realtà il movimento di resistenza clandestino più grande d’Europa fu probabilmente quello polacco, rappresentato dall’Esercito Nazionale, che contò circa 400000 combattenti. Costituito ufficialmente nel 1942 (ma presente già dal 1940) e fedele al governo in esilio a Londra esso rappresentò per tutta la durata del conflitto la continuità delle istituzioni statali sul territorio occupato, ma contemporaneamente incarnò il fortissimo desiderio di indipendenza della popolazione della Polonia.

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