Perché non abbiamo bisogno della legge Fiano

Essere antifascista è nel dna di ogni liberale, dato che difendiamo la libertà di opinione, di proprietà, di impresa, di autorealizzazione, condizioni essenziali perché la democrazia rimanga salda. Mi sento pertanto chiamato in causa dall’ultima polemica che pare dividere l’Italia dei social: la proposta di legge 3343, o legge Fiano, che vuole colpire la propaganda fascista.

Partirei dall’analisi di parte della legge stessa: “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”.

I miei argomenti contrari alla legge sono di due ordini: intrinseco ed estrinseco.

La legge è inutile: il reato di apologia di fascismo (legge 645/1952) e l’interpretazione autentica data dalla Corte costituzionale con la sentenza 1 del 16 gennaio 1957 sono sufficienti a contrastare il fenomeno laddove presenta delle effettive minacce alla stabilità democratica. Infatti la predetta sentenza recita: “come risulta dal contesto stesso della legge 1952 […], l’apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. Ciò significa che deve essere considerata non già in sé e per sé, ma in rapporto a quella riorganizzazione, che è vietata dalla XII disposizione.”

Chi si circonda di cimeli fascisti solitamente mostra solo i propri orientamenti politici ma non conosco una solida correlazione tra un busto di Mussolini in casa e l’iscrizione a partiti para-fascisti e un concreto attivismo. A livello di intelligence può anche essere utile che una persona si auto-segnali, di modo da tenerla sotto controllo e valutare, nel tempo, se non rischi di trasformarsi in un effettivo pericolo (come sarebbe stupido vietare le moschee per evitare il terrorismo, tanto per chiarirci). A livello psicologico, l’accanimento tende a produrre martiri e a rinsaldare gli animi: tra i primi arrestati e i loro amici si costruirebbe uno spirito, manco a dirlo, “cameratesco”, di cui sinceramente non abbiamo bisogno; il proibizionismo non paga con alcol e marijuana, non vedo perché dovrebbe rendere maggiormente in questo caso. Infine, in un paese che soffre di un costante sovraffollamento delle carceri, e di giustizia intasata, non si vede la ragione di riempirle di sfigati.
Giudicando invece gli obiettivi politici, si tratta di ottenere un effetto identitario per gli elettori PD, laddove la parte più a sinistra vanta la propria esclusiva sui valori della resistenza, e di attaccare frontalmente gli avversari ritenuti più pericolosi, il Movimento 5 Stelle. Chi ci segue conosce le nostre considerazioni scettiche e satiriche sul Movimento, rimando, per esempio, a un mio articolo dove provo ad andare oltre le generiche accuse di parafascismo.

La reazione del Movimento alla legge Fiano scopre forse i 5 stelle sul fianco destro? Difficile da dimostrare, dato che esistono argomenti liberali contro una legge inutile.

Abbiamo già avuto modo più volte di ricordare che il fascismo si combatte con l’educazione, la crescita economica e di opportunità per tutti, la soluzione proposta dal Parlamento è purtroppo indicativa di un atteggiamento comune del legislatore, che stigmatizziamo fortemente, la risposta normativa alla luce dell’incapacità di policies di reale efficacia.

 

AGGIORNAMENTI POST-PUBBLICAZIONE

Mi è stato fatto notare che buona parte degli obiettivi della legge Fiano sono raggiunti anche dalla Legge Mancino del 25 giugno 1993 che punisce chi “ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi” “avent[i] tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.

 

Credits: l’immagine è tratta da questo sito: https://slowcomix.wordpress.com/tag/qvando-cera-lvi/

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