L’obiettivo finale di Macron

Nel mio ultimo articolo, ho scritto che la Francia ha deficit strutturale e bilancia commerciale molto più in passivo e per più lungo tempo dell’Italia.

Avendo fatto notare questi dati a un collega transalpino, la risposta è stata quella che da una parte mi sarei aspettato e che dall’altra mai avrei pensato venisse confessata così velocemente e a cuor leggero: “Ma tanto non ce ne frega nulla! Cosa mai sarebbe l’Unione Europea se uscisse anche la Francia?

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Furbetti del cartellino: il dito e la luna

Immagini pompate su siti internet e telegiornali hanno preparato il terreno per il decreto legislativo 116 del 2016, parte della “riforma Madia” della Pubblica Amministrazione, e i suoi primi passi.

Il decreto integra il precedente testo legislativo (d.lgs. 165/2001) con una definizione di “falsa attestazione della presenza in servizio”, quella di chi timbra e si allontana o fa timbrare ad altri, introduce un procedimento disciplinare accelerato per chi è colto in flagranza di reato, anche tramite telecamere, pone un limite minimo inderogabile all’ammontare del risarcimento conseguente all’eventuale condanna per danno erariale (sei mensilità).

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Chi dorme non piglia Libia

Nei giorni scorsi, a seguito della scelta di Emmanuel Macron di convocare a Parigi per il 25 luglio un vertice sulla Libia con al-Sarraj ed Haftar, su quasi tutti i giornali italiani sono comparsi pesanti attacchi al Presidente francese. Eugenio Scalfari su Repubblica e molti altri hanno accusato l’inquilino dell’Eliseo di rappresentare un grave pericolo per il nostro Paese in quanto reo di aver deciso, senza chiederci il permesso, di intromettersi nella gestione della Libia. Macron è stato trattato da buona parte dell’opinione pubblica come un tiranno nemico desideroso di vanificare i nostri sforzi in Libia e di volerci estromettere da una zona che fa parte della nostra sfera di influenza.

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Che cosa significa sinistra

Vi svelo un segreto: anche a chi come me preferisce ragionare sui temi più concreti, ogni tanto, piace parlare dei massimi sistemi. Parlare di politica e fare politica. Ed effettivamente è passato già un po’ di tempo da quando non la faccio: l’ultima volta che feci politica, ero ancora un fervido, giovane ed entusiasta militante del Continua a leggere “Che cosa significa sinistra”

Boeri e l’insostenibile sostenibilità dell’immigrazione

“A chi vuoi credere, a me o ai tuoi occhi”? Il succo delle ultime uscite del Presidente dell’INPS Prof. Tito Boeri sulla questione migranti è ben racchiuso da questa celebre battuta di Groucho Marx. Ricapitolo per sommi capi il suo ragionamento. Premessa: campiamo troppo e non figliamo a sufficienza. Conseguenza: tanti pensionati succhia-pensioni e pochi lavoratori contribuenti. Soluzione: importiamo forza lavoro da altri Paesi, non importa quali, per evitare il dissesto del sistema pensionistico italiano. A tutto ciò l’altro ieri ha aggiunto una postilla apparentemente innocua ma in realtà, come si vedrà, gravida di conseguenze: parlasi di migranti regolari, ovviamente. Continua a leggere “Boeri e l’insostenibile sostenibilità dell’immigrazione”

Tre domande sulla crisi del debito sovrano

Passati sei anni dall’estate del 2011, che ancor oggi, nonostante i segnali incoraggianti, pesa inesorabilmente sulla salute economica di questo Paese, ritengo possibile effettuare un’analisi ponderata di quello che avvenne. Lo farò rivolgendo tre domande cui spesso si danno risposte tanto affrettate quanto superficiali.

  1. La Germania insieme all’Euro ha imposto la sua supremazia?

Per cominciare, la moneta unica fu voluta (e fortemente voluta) soltanto dalla Francia, con l’obiettivo di integrare in un consesso europeo di più ampio raggio quella che, nell’ambito di rapporti bilaterali fra stati sovrani, era una minaccia economico-politica. Mi riferisco alla riunificazione tedesca, che dalle parti di Parigi fu percepita come una vera e propria catastrofe.

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Come strumentalizzare il dolore per fomentare principi reazionari

In Italia si parla ininterrottamente da più di due settimane della vicenda di un bambino inglese, completamente sconosciuta all’opinione pubblica del resto d’Europa.

Pare che la propaganda pretesca, le ingerenze clericali e finanche il bigottismo di una parte della domanda tengano in auge la notizia, con un accanimento mediatico simile a quello terapeutico perpetrato nei confronti del neonato. Continua a leggere “Come strumentalizzare il dolore per fomentare principi reazionari”

Perché non abbiamo bisogno della legge Fiano

Essere antifascista è nel dna di ogni liberale, dato che difendiamo la libertà di opinione, di proprietà, di impresa, di autorealizzazione, condizioni essenziali perché la democrazia rimanga salda. Mi sento pertanto chiamato in causa dall’ultima polemica che pare dividere l’Italia dei social: la proposta di legge 3343, o legge Fiano, che vuole colpire la propaganda fascista.

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Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza

Emmanuel Macron dice no ai migranti economici in Francia e l’Italia si solleva. Parbleu! dicono i vari sostenitori dei movimenti En MarcheIn cammino e i redivivi In cammino per fermare il declino, com’è possibile che un europeista sì’ tanto convinto non accetti neanche un migliaio di migranti economici sbarcati sulle nostre coste? Continua a leggere “Criticare Macron per nascondere la propria inadeguatezza”