Abbiamo davvero raggiunto il fondo

Chi segue questo blog sa che, per quanto chi ci scrive abbia delle idee politiche, etiche e economiche abbastanza chiare, mai si è permesso di giudicare aberrante o schifose opinioni distanti dalla linea di questa pagina. Credo tuttavia che il limite della decenza umana e politica sia stato ampliamente raggiunto e superato rendendo questi aggettivi adatti ad essere utilizzati. Continua a leggere “Abbiamo davvero raggiunto il fondo”

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Spaventa l’ignoranza dei semplici, ma il problema è l’ignoranza di chi si reputa intelligente

Facebook è un buon acceleratore di litigi e rivela moltissimo sul genere umano. Alcuni scontri epici sulla mia bacheca si trasformano in riflessioni, perché lasciano delle cicatrici. Sto vivendo un periodo di ripensamento di scelte passate, di confronto tra le mie anime spesso antitetiche, che mi ha portato a interrogarmi nel profondo. A tutti i critici abituali, che ringrazio per motivarmi così tanto, dico chiaramente che quanto segue non ha la pretesa di avere la consistenza e l’autorevolezza di un paper sottoposto a peer review. E’ un flusso di coscienza, sincero, scritto nei ritagli di tempo.

Partiamo da una constatazione pratica, semplice: la quasi totalità degli aspiranti comunisti non è laureata in economia. Furoreggia nella critica al capitalismo un certo Diego Fusaro, laurea in filosofia, tendenze hegeliane e marxiste. La sensazione che il nostro non abbia competenze in ambito economico è suffragata dal suo CV e dalle notizie pubbliche: è uno storico della filosofia. Fenomeno visibile di una tendenza quotidiana: i più acerrimi critici del capitalismo sono spesso i meno esperti delle sue dinamiche e i più esterni al circuito economico. Continua a leggere “Spaventa l’ignoranza dei semplici, ma il problema è l’ignoranza di chi si reputa intelligente”

Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro

Basta raccontarci che il mondo va male perché siamo sfruttati e odiati. Il mondo va male perché siamo incapaci di afferrarlo con le mani e spingerlo in una direzione precisa.

Al teatrino di Bianca Berlinguer, una ricercatrice di Parigi ha accusato in diretta Farinetti di sfruttare i suoi dipendenti. Già solo accusare un imprenditore di sfruttare i suoi lavoratori richiederebbe delle prove, ma noi vorremmo anche capire cosa intende lei per “sfruttati”: il livello di guadagno? Gli straordinari pagati a forfait (a proposito: se io – come tutti i consulenti – faccio straordinari, questi non sono pagati, ma fa parte del lavoro)? La possibilità di lavorare sabato e domenica? MISTERO.  Continua a leggere “Liberiamoci di questa lotta di classe sciatta e scommettiamo sul futuro”

Amazon il Leviatano, la politica il Mammouth

Mattia Feltri, giornalista del quotidiano La Stampa, dedica la sua vivace rubrica di oggi, Il Buongiorno, ad Amazon. Nel suo editoriale, dopo avere elencato le molte innovazioni che hanno reso possibile la grande espansione dell’azienda americana, afferma che Amazon è ormai così potente ed influente nel mondo dell’economia, della tecnologia e quindi del mercato del lavoro, che sarebbe il caso che i politici pensassero a lei più che alla legge elettorale.

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Una lezione cubana per Trump

In questi giorni sta circolando la notizia, ripresa da diverse fonti autorevoli (tra cui Reuters e The Hill) secondo cui Donald Trump sarebbe pronto a cancellare le concessioni fatte a Cuba dalla precedente amministrazione. Nonostante il Segretario di Stato Tillerson sostenga che l’inversione di rotta nei rapporti con L’Avana sia dovuta alla mancanza di cambiamenti nel comportamento del regime, vi sono altri fattori che spingono la Casa Bianca in questa direzione. Durante la campagna elettorale Trump si era scagliato infatti contro le aperture fatte da Obama al regime castrista, che avevano portato alla fine di un’ostilità durata oltre 50 anni e ad un primo ritorno delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Aperture che non erano certo piaciute ai tanti Cubani che risiedono negli USA, in particolare a Miami, ed i cui voti sono stati assai importanti nella conquista della Florida, the swingiest swing state, da parte di Trump nelle scorse elezioni presidenziali.

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Se non posso scegliere i miei rappresentanti, sono obbligato a pagare le tasse?

Di certo qualcuno avrà già pensato all’adagio “No taxation without representation”, e io che non sono originale voglio iniziare questo articolo proprio con il motto dei coloni americani quando scaricarono le casse di the destinate alla madrepatria inglese. Loro morirono a migliaia per alzare questa bandiera di libertà minima dell’individuo di fronte allo Stato, noi al massimo scriviamo un articolo e mandiamo un comunicato stampa, ma insomma, le epoche cambiano e non mi sembra ci siano in giro molti Washington e Jefferson a sostenere questa idea. Continua a leggere “Se non posso scegliere i miei rappresentanti, sono obbligato a pagare le tasse?”

Elezioni a settembre? Anche no, grazie

Dura la vita di chi ha un lavoro a tempo pieno e deve scrivere gli articoli di notte. Avevo preparato un pezzo polemico contro la legge elettorale che, almeno in parte, è stato superato dagli eventi. Ma poiché leggo che qualcuno paventa addirittura l’uso di un decreto legge per armonizzare in qualche modo le attuali leggi a cui si potrebbe ricorrere, i problemi politici permangono.

Ho trovato molto grave comunque quanto avvenuto, per i modi e i tempi che hanno subito un’accelerata non giustificata da problemi di Governo o da voti di sfiducia imminenti. Altre voci più autorevoli hanno ricostruito gli errori della legge, valide a mio avviso le analisi su Youtrend di questi giorni. Continua a leggere “Elezioni a settembre? Anche no, grazie”