Vincitori e vinti del primo turno in Francia

Lo spoglio dei voti del primo turno delle presidenziali francesi è terminato e i dati recitano: Macron 23.9%, Le Pen 21.4%, Fillon 19.9%, Melenchon 19.6% e Hamon 6.3%. Sarà dunque ballottaggio tra il giovane fondatore di En Marche! e la leader del Front National, appuntamento alle urne il 7 di maggio. Sfida che sembra favorire il primo, sia secondo i primi sondaggi effettuati sia dopo che Hamon e Fillon hanno dichiarato di votare per lui contro Marine Le Pen. L’unico tra i principali candidati a non aver dato indicazioni di voto è stato Melenchon, scelta dovuta da un lato al fatto che entrambi i contendenti del ballottaggio sono agli antipodi rispetto al suo movimento e dall’altro al timore che una scelta di campo lo possa fortemente penalizzare alle legislative di giugno. Ora però, placate le emozioni del post-voto, è tempo di analizzare i risultati e vedere come se la sono cavata i diversi candidati rispetto a pronostici ed aspettative in questo primo round della corsa all’Eliseo.

_95761439_french_election_624_vwithre

Emmanuel Macron: il grande vincitore di questo primo turno è indubbiamente lui. Non solo per il primo posto ottenuto alla prima elezione in cui si sia mai candidato, quanto soprattutto per lo straordinario percorso fatto in meno di un anno. Lo scorso agosto Macron si dimise da ministro per dedicarsi al suo progetto politico ed alzino la mano quanti credevano realmente all’epoca che potesse fare strada: scommettere sull’Europa in un Paese tradizionalmente nazionalista, per di più senza alcun partito in grado di sostenerlo, non sembrava certo una mossa vincente. E invece lo è stata, complici pure le tante spinte ricevute dalla fortuna: Fillon travolto dallo scandalo che non rinuncia alla corsa, Hamon che vince le primarie socialiste ed il grande vuoto che si apre al centro. Vuoto conquistato anche grazie ad una narrativa riformista che ha fatto presa su quella Francia delusa, ma non priva di speranza, stanca della politica tradizionale, ma non disposta a cadere nell’estremismo e che alla fine si è recata alle urne in massa (8,5 milioni) a votare questo giovane outsider figlio della classe media. Insomma, in attesa del ballottaggio, Chapeau!.

Marine Le Pen: impossibile non considerarla tra i vincitori essendo arrivata al ballottaggio. La sua però resta una vittoria tutt’altro che larga: doveva essere la sua elezione ed invece il Front National non riesce a diventare il primo partito di Francia. Non raggiunge il sogno del 30%, ma neanche la reale speranza del 25%. Resta comunque un risultato storico: oltre 7 milioni di voti e oltre la metà dei dipartimenti. Si tratta in gran parte di consenso proveniente dai centri rurali e dai piccoli comuni, ma dimostra ancora un volta come la retorica ultra-nazionalista abbia un appeal sempre più crescente nel disagio della Francia profonda, lontana dalle metropoli cosmopolite. Sicuramente un buon risultato, ma sembra insufficiente per poter confidare nel secondo turno: i voti di alcuni transfughi di Fillon (in particolare quelli di Sens-Commun), gli elettori del sovranista Dupont-Aignan (4.7%) ed alcuni anti-europei di Melenchon appaiono troppo pochi per sperare nel miracolo, specialmente per un partito ancora molto odiato in diverse zone della Francia.

Francois Fillon: bene ma non benissimo o male ma non malissimo? Nonostante gli scandali giudiziari il candidato repubblicano regge il terzo posto contro la remuntada trionfale di Melenchon, anche se lo scarto è di appena 100.000 voti. Resta però sotto la soglia psicologica del 20% e non gli riesce un recupero, quello sulla Le Pen, del quale sembrava essersi convinto pure lui negli ultimi giorni. Un sguardo alla mappa elettorale mostra tutto il declino dei gollisti: solo cinque dipartimenti per quella che era una delle due forze dominanti della Quinta Repubblica francese. Tiene nei centri urbani, anche se dietro a Macron, ma crolla il consenso dei contadini, storica roccaforte elettorale repubblicana, a favore del Front National. Unica consolazione per Fillon è l’aver più che doppiato (il triplo dei consensi) l’altro partito tradizionale, quello socialista, ma non basta a trasformare in una mezza vittoria quella che alla fine resta una sconfitta.

Jean-Luc Melenchon: successo se confrontato con l’inizio della campagna, disastro se si considera invece l’impennata finale. Il leader di La France insoumise ottiene un consenso quasi doppio rispetto alle scorse presidenziali (si era fermato all’11,1%) e insidia molto da vicino il repubblicano Fillon, prospettiva impossibile a soli venti giorni dal voto. Non va però oltre il quarto posto e non riesce non solo a raggiungere un ballottaggio in cui forse sperava, ma neppure ad arrivare al fatidico 20%, risultato che con la crescita delle ultime due settimane sembrava alla sua portata. In compenso la sua sinistra radicale fa letteralmente a pezzi quella socialista, dimostrando che non tutti gli operai delusi dai loro esponenti tradizionali scelgono la destra nazionalista. La strada per Jean-Luc resta in salita: ora dovrà salvare il salvabile alle legislative, ma la sensazione è che questo sia l’apice della sua avventura politica.

Benoît Hamon: una Caporetto, percentuali più basse di una belga doppio malto. Risultato impietoso per il partito uscito vincitore la scorsa volta, mai così pochi voti nella storia ai socialisti che sembrano aver sbagliato tutto, ma proprio tutto, in questa campagna elettorale. Già fortemente penalizzato dalla presidenza più impopolare di sempre, indebolito dal mancato sostegno dell’ala centrista del partito, quella di Valls, che lo diserta per votare Macron, Hamon arriva al quinto posto con un misero terzo dei voti dei due candidati che lo precedono. A rendere il tutto ancor più bruciante, viene sconfitto pesantemente sia dagli storici rivali repubblicani che dalla sinistra radicale e non vince in nessun dipartimento. Peggio di così non poteva andare, adesso comincia la fase più dura per i socialisti: riformare completamente il partito o scomparire dalla scena politica francese.

C-IXcl7XgAE13r0

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...