I Voldemort della burocrazia

Leggo I signori del tempo perso di Giavazzi e Barbieri  e mi viene voglia di aprire una biblioteca liberale solo per tenerne cinquanta copie. Rendo l’idea di quanto mi è piaciuto? La sinossi è semplice: il testo racconta lo strapotere dei grandi burocrati, per intenderci, quelli con cui raramente avrete a che fare, le dinamiche di corruzione e inefficienza, la perdita di potere della politica – amplificata dalla vittoria del NO al Referendum del 4 dicembre. Nel rileggere i tentativi di riforma del Governo Renzi sono tornato renziano – almeno Matteo, in fondo, ci ha provato.

Per noi liberali i concetti espressi sono piuttosto chiari e, unica nota dolente, le soluzioni proposte non sono sufficientemente sviluppate – probabilmente non ci credono nemmeno gli autori che l’Italia possa diventare un paese di common law, ed è difficile dar loro torto. Continua a leggere “I Voldemort della burocrazia”

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Macron vs. Le Pen e la fine della divisione destra-sinistra

Tra poco più di un mese, il 23 aprile, inizieranno le elezioni francesi. Si tratta di un evento di portata storica non solo per il particolare contesto politico europeo e globale in cui questa sfida elettorale si svolgerà, ma soprattutto perchè per la prima volta nella storia della quinta repubblica francese (iniziata il 5 ottobre 1958) i due partiti che si sono alternati alla guida della République faranno da spettatori non paganti. Né i gollisti né i socialisti hanno infatti alcuna ragionevole speranza di vedere i propri candidati raggiungere il secondo turno e, sebbene la corsa all’Eliseo preveda ben 11 partecipanti, la gara di fatto è solo tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il distacco che i due hanno sugli altri candidati, secondo gli ultimi sondaggi (entrambi attorno al 26%, con Fillon che non arriverebbe neppure al 20%), appare incolmabile a meno di notevoli sorprese dell’ultimo minuto. A sfidarsi nel secondo turno non saranno dunque destra e sinistra, ma populismo estremista e centrismo riformista. Continua a leggere “Macron vs. Le Pen e la fine della divisione destra-sinistra”

Ve lo confesso: Sono stato al Lingotto e mi è piaciuto.

C’è crisi. Se un tempo il PD ci girava l’assegno mensile per lavorare come troll su Facebook, ora pretende anche che l’ormai scarna somma sia accompagnata da reportage sulle più rilevanti attività piddine. Così il sottoscritto, fresco di consegna tesi e non ancora avvezzo all’imminente aria vacanziera, si è ritrovato catapultato al Lingotto di Torino a seguire la tre giorni di convention renziana.

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