Ritorno al protezionismo, la strada da evitare

Uno dei primi atti ufficiali compiuti da Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti d’America è stata la firma del decreto che ritira definitivamente gli USA dal TTP, l’accordo di libero scambio nell’area del Pacifico. Non solo si tratta di una decisione ben poco lungimirante, dato che i Paesi del Sud Est Asiatico vogliono integrarsi economicamente e se Washington non è disponibile ad indicare la via essi potrebbero facilmente rivolgere lo sguardo verso Pechino, ma anche di una grande rottura con la storia degli USA. Lo stato che più di ogni altro, non solo durante la presidenza di Obama, aveva rappresentato l’alfiere del libero commercio globale ha deciso per una drastica inversione di marcia verso un modello protezionista. Continua a leggere “Ritorno al protezionismo, la strada da evitare”

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Fenomenologia del Re Leone (ovvero del perché i Millenials non contano nulla)

La trasposizione disneyana dell’Amleto è uno dei tanti capolavori che hanno segnato la nostra vita. La tragedia della morte e la colpa presunta di un figlio che fugge nel deserto lasciandosi il passato alle spalle è solo la scintilla di una storia di depressione, abbandono, nichilismo da cui l’Io ruggente del leone riemerge e torna per prendersi ciò che è suo di diritto: la Rupe dei Re. Continua a leggere “Fenomenologia del Re Leone (ovvero del perché i Millenials non contano nulla)”

Della bontà dell’uninominale

Gli studiosi di economia politica hanno identificato quattro proprietà fondamentali che una funzione di scelta collettiva, d’ora in poi legge elettorale, dovrebbe garantire.

  • La democraticità è presente allorchè non vi è mai un individuo il cui candidato preferito risulti il vincitore in tutti i casi possibili.
  • Il dominio universale è tale se la legge elettorale riesce a proclamare sempre un vincitore.
  • L’efficienza paretiana si verifica supponendo che, se tra vari candidati c’è uno che tutti gli elettori preferiscono a un altro, la legge elettorale fornisce a quest’ultimo minore rappresentanza del primo.
  • L’indipendenza delle alternative irrilevanti (in breve, IIA) è un concetto complesso rivolto a garantire l’assenza di voto strategico, cioè quella situazione in cui alcuni elettori non votano il loro candidato preferito, ma un terzo che ostacoli l’elezione di quello meno gradito.

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Non è lo stato il problema, ma la sua debolezza contro le rendite

Non penso capiti spesso di apprezzare, grazie a una vacanza, l’importanza del liberismo. Di solito si guardano bei panorami, ci si rilassa, si prendono piccole fregature, si scattano centinaia di foto, si mangia e si beve. Bene, io ho fatto tutte queste cose ma in più ho sofferto la pigrizia di chi ci ha accolto in questi giorni.

Sarà stata la location, molto particolare, e il momento dell’anno: sono stato in Liguria, nelle Cinque Terre, tra Natale e Capodanno. I più vanno in montagna, a me piace il mare, non so sciare ed ero stufo della nebbia. Che cosa ho osservato? Mettiamo che abbiate esigenze alimentari particolari (halal, kosher, vegane, crudiste…) e vi muoviate in alta stagione: contrariamente alle attese (siamo tra Natale e Capodanno!), troverete aperti pochi ristoranti e vi dovrete accontentare, in alcuni casi, di nutrirvi con il pane e i contorni, evitando qualunque portata principale. Tutto chiude entro le 21.30, ci può stare, sono piccoli paesi, meno bello che chi apra riscaldi i 4 salti in padella o usi il pesto del supermercato: d’altronde solo il turista ingenuo si aspetta pesto di qualità nella terra che lo ha inventato. Muoversi è agevole su pulmini che non prevedono spazio per le valigie, alle Cinque Terre non vanno turisti, ma operai; famose infatti le fabbriche di limoni. Naturalmente si paga tutto in contanti, come esplica questo cartello:

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