House of ONU: come Guterres è diventato Segretario Generale

Articolo di Leonardo Stiz

 

L’Onu ha un nuovo Segretario Generale

E’ deciso: il successore di Ban Ki-Moon al Palazzo di Vetro sarà il portoghese Antonio Guterres. L’ex Primo Ministro di Lisbona (1995 – 2002) e Alto Commissario per i rifugiati (2005 – 2015) è stato annunciato ieri come candidato favorito da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e verrà nominato per acclamazione dall’Assemblea Generale.

Facciamo un passo indietro. Le disposizioni che disciplinano l’elezione del Segretario Generale dell’Onu si riducono al solo articolo 97 della Carta delle Nazioni Unite, che si limita a provvedere che il numero uno dell’Organizzazione viene nominato dall’Assemblea Generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza. L’assenza di ulteriori indicazioni o dettagli ha fatto sì che tale processo si sia sempre svolto in maniera poco trasparente: il candidato viene sostanzialmente scelto a porte chiuse dal Consiglio secondo logiche volte a non scontentare nessuno dei membri permanenti, che infatti possono esprimere il veto sui soggetti a loro non graditi. Una volta ricevuti almeno 9 voti favorevoli su 15, inclusi quelli di tutti e 5 i suddetti membri, il candidato in oggetto diventa il raccomandato dal Consiglio. La palla passerà dunque all’Assemblea Generale, che dovrà ratificare la scelta nominandolo formalmente con un voto a maggioranza semplice. Non è mai successo che l’organo plenario non seguisse le indicazioni del Consiglio di Sicurezza.

Queste elezioni tuttavia si sono svolte, per la prima volta, in maniera in parte diversa. A seguito di numerose critiche nei confronti del sistema poco democratico e trasparente si sono mobilitati alcuni soggetti importanti, tra cui il presidente dell’Assemblea Generale e Ban Ki-Moon stesso, per modificare il procedimento all’insegna di una maggior condivisione e pubblicità. Gli Stati membri sono stati invitati a presentare le loro candidature ufficiali, e i candidati di spicco hanno tenuto dei dibattiti aperti in Assemblea, dove hanno spiegato i loro programmi e discusso su diversi temi cardine. In merito allo Stato che esprime il Segretario Generale, vi sono delle regole non scritte ma piuttosto granitiche che prevedono un meccanismo di rotazione territoriale tra i gruppi geografici in cui sono suddivisi i Paesi membri. Secondo tali regole, era previsione diffusa che, dopo la volta del gruppo asiatico, fosse il turno di un Segretario espressione del gruppo di Paesi est europei. I candidati illustri, che hanno partecipato ai dibattiti, non mancavano: Irina Bokova, bielorussa e capo dell’Unesco, Kristalina Georgieva, Vice Presidente della Commissione Europea, Vuk Jeremic, Ministro degli Esteri serbo e ex Presidente dell’Assemblea Generale, Danilo Turk, ex presidente sloveno e ambasciatore al’Onu e altri. Ulteriori candidati di punta erano l’ex Ministro degli Esteri neozelandese e dirigente Onu Helen Clark e il Ministro degli Esteri argentino, Susana Malcorra. Guterres, che all’inizio non era considerato un candidato forte, aveva tuttavia dato un’ottima impressione durante i dibattiti per via del suo carisma, delle sue idee e della sua esperienza da attivista per i rifugiati.

Durante l’estate si sono tenuti 5 straw polls, votazioni preliminari sui vari candidati da parte del Consiglio di Sicurezza. Nel corso di queste è subito apparso come, contrariamente alle aspettative, non c’era accordo sulle candidature est europee. Fattori come le tensioni tra Usa e Russia per la questione Ucraina e dettagli della storia personale di alcuni soggetti hanno fatto sì che fossero espresse consistenti resistenze sulla maggior parte dei favoriti. Fin da subito sono andati bene l’outsider Guterres e l’ex Presidente sloveno Turk, il quale però ha visto scendere da 11 a 5 i voti di sostegno nel corso dei vari polls. Guterres è stato l’unico ad aver sempre avuto il voto positivo di tutti i membri permanenti, fino al 5 ottobre quando, con 13 voti favorevoli, 0 contrari e 2 neutri, è stato designato come prossimo Segretario Generale da parte del Consiglio di Sicurezza.

Una buona notizia? Si, probabilmente. La crisi dei rifugiati è uno dei problemi mondiali più pressanti, e un Segretario con rilevanti esperienze in quell’ambito è un messaggio incoraggiante. Guterres ha un buon carisma e una lunga esperienza istituzionale, fattori che fanno ben sperare in una buona performance come mediatore mondiale. Tuttavia la sua elezione è stata una sorpresa. Si tratta del secondo candidato di fila espressione di un Paese alleato di Washington, che fino a poco fa aveva inoltre la Presidenza della Commissione Europea (l’Europa spingeva infatti per l’attuale Vice Presidente della Commissione). Si è poi rivelata un’occasione persa per eleggere una donna, eventualità fortemente sostenuta da numerose voci a livello istituzionale e internazionale. Guterres inizierà il suo primo mandato quinquennale il 1 gennaio 2017, sostituendo Ban Ki-Moon. Il quale, pare, tornerà in Corea del Sud con l’intenzione di candidarsi alla Presidenza del Paese.

 

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