Raggi, non piangere: è la Politica, bellezza

Dopo appena 2 mesi di vita, la neonata giunta Raggi abortisce 5 membri “di peso”: capo di gabinetto, assessore al bilancio, ad e dg dell’Atac, l’amministratore unico di Ama. Cinque, come le stelle che il Movimento grillino si appunta sullo stemma: dopo la Casa delle Libertà di berlusconiana memoria, ecco l’Hilton dell’Onestà.

La sindaca (sic) cerca di giustificarsi davanti agli elettori. Noi siamo TRASPARENTI-dalla-parte-di-CITTADINI-tutti-contro-di-noi-POTERIFORTI-#pacchiafinita… Poi però il grammelot purificatore s’interrompe, strozzato dal pianto irrefrenabile della Raggi.

Negli ultimi anni è già successo che un potente sfogasse in pubblico la propria emotività. Come dimenticare i lucciconi post-finanziaria della Fornero? O i singhiozzi di Lady Pesc Mogherini per le vittime di Bruxelles? In quei casi, i più hanno giudicato benevolmente la breccia apertasi nella maschera di circostanza del potere, bollando ogni sorta di riserva come “sessista”. Poi ci ha pensato Obama a eliminare le barriere di genere: le lacrime non hanno sesso, e pare persino portino voti.

Ma la storia, si sa, ama ripetersi in farsa.

Raggi & Co. si sono presentati ai romani come gli alfieri di un utopistico civismo primordiale, frontalmente contrapposto alla vecchia Politica. Parafrasando Rousseau, nello stato di natura grillino esisterebbe un mitologico “buon italiano” che, non appena entra in contratto con la Politica, diviene cinico e baro (non a caso, Rousseau è il nome della piattaforma informatica utilizzata dalla Casaleggio & Associati). Da qui il paradosso grillino: voler scendere in Politica senza “fare” Politica. Via allora la parola(ccia) “partito”, l’involucro si fa “movimento”, mentre gli onorevoli diventano “cittadini” come ai bei tempi del terrore.

Sottinteso: la Buona Politica altro non è che essere onesti e in buona fede. Le “competenze”, in caso di necessità, verranno attinte dalla Società Civile: un bravo ingegnere all’edilizia, un bravo medico alla sanità e così via. E qui casca l’asino.

Come ogni neolaureato ben sa, in sede di colloquio d’assunzione le aziende testano principalmente abilità “intangibili”, irriducibili a mero nozionismo: le cosiddette soft-skills. La Politica, secondo mestiere più antico del mondo così simile al primo (© Ronald Reagan), è essa stessa un enorme compendio di soft-skills. Richiede predisposizione al dialogo e alla mediazione, decisionismo, flessibilità, comprensione delle dinamiche del potere e dell’humus socio-culturale di riferimento. Il Buon Politico non s’improvvisa in quattro e quattr’otto proprio perché tali abilità sfruttano economie d’esperienza di medio-lungo periodo.

Così, i grillini romani tanto ricordano quei poveri cristiani gettati in pasto ai leoni. Eppure Cristo li aveva avvertiti: siate semplici come colombe, sì. Ma prudenti come serpenti. Siamo a Roma, perbacco. Via Merulana dista appena 3 km dal Campidoglio e la maledizione del pasticciaccio gaddiano incombe pesante.

Di fronte alla calata dei descamidos a 5 stelle, potete giurarci, mandarini della burocrazia, palazzinari e monnezzari d’accatto è da un po’ che si leccano i baffi. Sanno che tutto cambierà perché nulla cambi: perché nel regno di gattopardi, iene, sciacalletti e pecore tutti continueranno a credersi il sale della terra.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...