O la Riforma o tutti accoppati

Confesso che sono un seguace di Jack Kerouac. Sebbene la vita m’abbia imborghesito sino a trasformarmi nello speculare di un beat (bancario, tendenza Magritte), “l’importante è andare” è un adagio che più volte cerco di fare mio. Se poi ti capita di vivere nel Paese della Controriforma senza Riforma (vedi Trento e Lutero), allora diventa un grido di dolore, più che di battaglia.

Veniamo ai giorni nostri. L’esimio archeologo normalista Prof. Salvatore Settis sostiene che l’autorevolezza di una Costituzione dipende dalla sua intangibilità. Detta così pare una boutade, cui si potrebbe obiettare: Viva Verdi e lo Statuto Albertino! Ma la teogonia dei “Padri della Patria”, tanto cara ai fautori del NO, non afferma proprio lo stesso concetto? Tradotto: Quelli erano saggi e bravi, noi siamo stolti e corrotti: in una parola, irriformabili. Da qui alla “Costituzione più bella del mondo”, quindi intangibile (a meno di voler “sfregiare la Gioconda”) il passo è breve. Continua a leggere “O la Riforma o tutti accoppati”

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La fisionomia di una riforma (prima parte)

Sul sito Giurisprudenzapenale.it (al link qui riportato: http://www.giurisprudenzapenale.com/2016/09/27/referendum-costituzionale-4-dicembre-2016-intervista-doppia-roberto-bin-ugo-de-siervo/) e’ stata pubblicata, in settimana, una lunga e approfondita intervista al prof. Roberto Bin. Questa ha ad oggetto le principali ragioni a favore del Si al prossimo referendum costituzionale del 4 dicembre.

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Intervista col mediano

Oggi ci è venuto a trovare Valerio Rossi, 45 anni, elettore mediano. L’importanza di Valerio non ve la sto a raccontare; la letteratura economica e politica brulica di teoremi e congetture su di lui. Valerio, è, in sostanza, colui che votando ha le maggiori possibilità di influenzare un’elezione, l’offerta politica dei partiti e quindi la politica italiana in generale. Comprendere cosa pensi della società italiana e mondiale è quindi di grande importanza per noi tutti. Da qui nasce la nostra intervista.

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Raggi, non piangere: è la Politica, bellezza

Dopo appena 2 mesi di vita, la neonata giunta Raggi abortisce 5 membri “di peso”: capo di gabinetto, assessore al bilancio, ad e dg dell’Atac, l’amministratore unico di Ama. Cinque, come le stelle che il Movimento grillino si appunta sullo stemma: dopo la Casa delle Libertà di berlusconiana memoria, ecco l’Hilton dell’Onestà. Continua a leggere “Raggi, non piangere: è la Politica, bellezza”

#FertilityDay, che problema c’è?

Premessa.

Ho letto la prima pagina del “Piano Nazionale per la Fertilità redatto dal Ministero della Salute. È scritto con un lessico angusto, esprime concetti ormai superati dal sentimento comune. Va però detto che a capo del suddetto ministero non c’è (purtroppo) Marco Pannella, ma una ministra, Beatrice Lorenzin, facente parte di un partito microscopico che si rivolge ad un elettorato fortemente ancorato ai valori cattolici.

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