Sei critiche alla riforma della Costituzione che sono delle “cagate pazzesche”

In questo articolo non vi voglio convincere della correttezza delle modifiche approvate alla Costituzione recentemente. Mi serve un po’ di tempo per studiare la materia ed informarmi: non sono un sostenitore acritico. Però penso sia utile sgombrare il campo da argomenti stupidi per concentrarsi su quelli più validi.

Si poteva fare meglio

Anche la legge Cirinnà. Ma oggi abbiamo il riconoscimento delle unioni tra cittadini dello stesso sesso davanti allo Stato. Dopo più di dieci anni di tentativi. Un percorso che si potrà arricchire e migliorare nel tempo, ma che in tanto sana una grave mancanza. Parimenti per la riforma costituzionale. Saggezza popolare sostiene che l’ottimo è nemico del bene, e, nell’attuale scenario politico, probabilmente era difficile fare di meglio. Perché, vi chiederete? Perché probabilmente i piccoli partiti hanno interesse a evitare riforme troppo a favore della governabilità, perché più di metà dell’attuale elettorato è attratto da movimenti populisti che amano la confusione e la paralisi.

Nella vita ambire a fidanzarsi con la più bella del reame è un’ottima formula per la castità e per un posto tra i single più inaciditi. Provare per credere.

tuttipazzipermary

Non si fanno le leggi con Berlusconi

La riforma costituzionale è stata iniziata con Silvio Berlusconi dopo il patto “del Nazareno” del 18 gennaio del 2014; in seguito all’elezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, gennaio 2015, Berlusconi fa venire meno il suo sostegno alla Riforma – motivo per cui si vota il referendum confermativo.  

Fino a prova contraria, Silvio Berlusconi ha vinto tre competizioni elettorali in maniera regolare. Sono arrivati a votare Forza Italia 15 milioni di italiani (nel 2001). Nonostante l’esistenza di un chiaro conflitto di interessi, bisogna riconoscere che l’Italia è rimasta democratica e mai è stata fatta una dittatura “azzurra”. I giudici hanno potuto indagare a più riprese contro il Presidente del Consiglio, si poteva liberamente manifestare nelle strade, scrivere satira. Che Silvio Berlusconi abbia commesso dei reati è stato riconosciuto dalla magistratura, ma, a meno di aspettare ancora qualche anno per assistere al completo dissolvimento di Forza Italia, con chi si facevano le riforme nel frattempo?

In secondo luogo, la Costituzione va riformata con un’ampia e trasversale maggioranza parlamentare: quindi era impossibile farlo senza appoggiarsi alla compagine che in vent’anni è stata al governo, da sola o in co-abitazione, per 11 anni.

bertolasoberlusconi_9

 

I riformatori non sono all’altezza dei Padri costituenti

Probabilmente la società italiana non è all’altezza dei partigiani né dell’esercito regolare che combatté al fianco degli alleati. Probabilmente la classe politica è meno colta, meno capace di costruire narrazioni del futuro perché la società non gliele chiede più. Pensare di essere gli ultimi rappresentanti di un periodo d’oro, gli unici depositari della buona politica, è un ottimo modo per non riformare nulla: perché difficilmente gli italiani arriveranno mai al vostro elevato livello. E allora, l’alternativa qual è? Una dittatura illuminata dei costituzionalisti anti-Renzi? Oppure bisogna ricominciare a parlare agli italiani (tutti, anche quelli che non vi piacciono), senza giudicare in maniera troppo snob il modo in cui si esprimono? Se c’è da fare un percorso di crescita, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e provare a farlo tutti insieme. D’altronde, circostanze eccezionali favoriscono l’emergere di persone eccezionali. Vogliamo un’altra guerra per selezionare i migliori dirigenti?

 

Ma puoi riformare la Costituzione “più bella del mondo”?

E’ vero, a leggerla la nostra Costituzione non è affatto male. Immagino che ognuno di voi abbia letto, per confronto, almeno una decina di altre costituzioni (francese, tedesca, statunitense, spagnola ecc) per poter dire che è la più bella. Ah non l’avete fatto? Non è che siamo vittime di un complesso, tutto italiano, per cui ce la raccontiamo in mancanza di alcun riscontro oggettivo – per tirarci su il morale? Tipo “italiani brava gente”, poi ci scopriamo razzisti, per capirci.  

Se la democrazia italiana è di bassa qualità, e la giustizia lentissima, forse qualche responsabilità l’ha anche il dettato costituzionale, non solo il modo in cui è stato tradotto nei codici. Io non accuso di certo i Padri costituenti: il periodo storico richiedeva buona parte delle scelte compiute. Ci ritroviamo in un periodo storico comparabile? Non mi pare. Il fascismo è un rischio della nostra debole democrazia, fondamentale è capire che cosa lo alimenta: un governo più stabile può creare maggiore fiducia nei cittadini nei confronti della politica ed evitare il caos – terreno di cultura ideale delle dittature. E’ probabile, o almeno va preso in considerazione. Poi se avete due minuti vi rileggete la storia della Repubblica di Weimar [https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Weimar ] e del suo ottimo sistema elettorale.

 

Voto no per dare un segnale al Governo Renzi!

Ok. Respirate. Si parla di Costituzione, della carta su cui si fondano le nostre leggi. Tecnicamente si chiama “fonte del diritto”. Non si merita un voto di pancia, ma un confronto ragionato. Quanti no di pancia abbiamo dato negli anni? Con il referendum sull’acqua (remunerazione del capitale investito) abbiamo ottenuto un blocco degli investimenti e la rete distributiva… fa acqua. Avete detto anni fa NO! alla riforma pensionistica? Bene se siete pensionati, meno bene se siete giovani precari. Certo, i 3 milioni di manifestanti portati a Roma dalla Cgil si sono sentiti eroici all’epoca. E oggi?  Oggi che i propri figli sono precari e disoccupati, e lo Stato ha bisogno di risorse, sono ancora convinti di essere stati dalla parte del giusto?

Ci abbiamo guadagnato qualcosa dai no di pancia?

renzie_sparaballe

I giudici sono più esperti nelle leggi, quindi voto quello che dicono loro

La Costituzione è anche politica, è scritta in maniera chiara e comprensibile, affinché la possa capire la maggioranza dei cittadini; non è solo una questione di giurisprudenza, quindi, dato che determina le regole del gioco per tutti. La giurisprudenza è materia delicata, applicata dai magistrati ma studiata anche da centinaia di professori universitari. Scoprirete che ci sono autorevoli voci a favore e altrettanto autorevoli contro: negli ultimi mesi che ci mancano proveremo a capire le loro argomentazioni.

I giudici senza dubbio passano concorsi impegnativi e meritano perciò tutto il nostro rispetto quando si esprimono. Se però proviamo ad affrontare la materia a un livello logico-argomentativo, le argomentazioni ex auctoritate (“lo dice uno importante, quindi è vero”) non valgono di più, anzi, talvolta sono utilizzate per nascondere carenze. Vogliamo pensare poi che i giudici non abbiano alcun interesse diretto? Non saranno una casta, ma hanno da difendere l’attuale status quo: contrari alla divisione delle carriere, a criteri di merito nel proprio avanzamento – al momento solo per anzianità. Ogni occasione è buona per ricordare il loro peso al legislatore e cercare delle negoziazioni. Negli anni, tanti magistrati hanno fatto un salto mortale nella politica. Il celebre Antonio Di Pietro, lo sfortunato Antonino Ingroia, il combattivo Luigi de Magistris. Insomma, proviamo a non schierarci per faticare di meno, stiamo parlando del nostro futuro. 

ingroia-partigiani-della-costituzione-510

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...