E alla fine ha vinto Erdoğan

L’immagine più significativa di questa lunga notte turca è indubbiamente quella del presidente Erdoğan che lancia un appello alla popolazione da un telefonino, mentre si trova a bordo dell’aereo presidenziale. Questo quadro, e proprio il fatto che il legittimo presidente della Turchia si trovasse costretto a chiamare a raccolta il popolo contro i golpisti con mezzi di fortuna, sembrava decretare la vittoria dei militari e la deposizione del governo dell’AKP. Le voci di un Erdoğan in fuga, rifiutato dalla Germania e dal Regno Unito, e alla ricerca di asilo all’estero per sfuggire alla cattura si moltiplicavano e sembrava ormai sancita la fine della sua avventura politica.

E invece una grossa fetta della popolazione turca ha risposto all’appello, l’aereo presidenziale è potuto atterrare ad Istanbul ed Erdoğan ha ripreso il suo posto di presidente mentre proprio in queste ore i golpisti stanno venendo arrestati.
Eppure poche ore prima il presidente sembrava un uomo ormai sconfitto, mentre i militari apparentemente controllavano la Turchia.
Allora come si spiega il fallimento del golpe?

In primo luogo la partecipazione al colpo di stato non è stata particolarmente ampia, neppure all’interno dell’esercito. Se i golpisti si sono mossi con efficacia almeno inizialmente ad Istanbul ed Ankara, riuscendo a bloccare ponti ed aeroporti, non avevano sufficienti forze per occupare tutti gli obiettivi sensibili in poco tempo. In particolare le sedi dell’informazione sono fondamentali quando si tratta di compiere un golpe ed il ritardo da parte dei militari nell’impossessarsene ha permesso ad Erdoğan di lanciare un ultimo, disperato, ma efficacissimo messaggio alla popolazione.
Inoltre diversi settori dell’esercito non hanno partecipato alla sommossa, la Marina si è dichiarata contraria e diversi esponenti di Esercito ed Aviazione hanno condannato l’azione, contribuendo ad isolare la fazione golpista. A ciò si sono aggiunte le parole di Obama e di altri leader mondiali, che dichiarando il loro appoggio al governo turco hanno scoraggiato i tanti ufficiali tentati di unirsi al golpe dal farlo.

Se il seguito dei golpisti tra i militari era limitato, ancora più ridotto lo era quello politico. Sin dalle fasi più concitate del tentativo di colpo di stato i leader delle forze di opposizione hanno espresso la loro contrarietà al golpe, definito subito come illegittimo ed esecrabile. Proprio il rifiuto del golpe da parte dell’opposizione laica, la più vicina ai colonnelli kemalisti, ha impedito che l’operazione assumesse le tinte dello scontro religioso tra la Turchia islamica e quella secolare. I golpisti quindi si sono ritrovati privi anche di qualunque supporto politico, indispensabile per ottenere una vittoria.

L’errore più grave dei colonnelli è stato però quello di non aver fatto i conti con il grande consenso di Erdoğan tra la popolazione turca. Nonostante le molte critiche sul suo operato e le accuse di brogli nelle elezioni questa notte si è visto che il popolo turco lo sostiene largamente, o che comunque non è disposto ad accettare ancora interferenze dell’apparato militare nella politica nazionale.
Infine la natura illegale stessa di un’azione come un colpo di stato, anche se compiuta dai suoi autori in nome della democrazia, ha permesso al presidente turco di appellarsi ai valori del diritto e della democrazia contro i golpisti, ottenendo il sostegno anche di chi vorrebbe la fine del suo potere, ma solo tramite le urne.

Le uniche due certezze di questa notte sono vincitori e sconfitti: da un lato Erdoğan, che si può presentare come il difensore della volontà popolare e dall’altro i militari golpisti, che dopo aver fallito non possono aspettarsi alcuna pietà.
Difficile però dire cosa succederà ora in Turchia, probabilmente seguiranno purghe pesanti tra i ranghi dei militari ed un’ampia repressione nei quadri di comando contro i sostenitori del golpe. La situazione politica resta invece estremamente oscura, anche se la maggioranza dei partiti, schierandosi contro il colpo di stato, ha dimostrato il rifiuto di voler tornare al periodo in cui l’esercito era l’ago della bilancia della politica turca.

La differenza l’ha infatti fatta la popolazione, poco importa se a favore di Erdoğan o contro, che vuole una Turchia democratica, dove il futuro del Paese si decida alle urne e non nelle caserme. La Turchia non è più quella di venti o trenta anni fa, quando il popolo era solo uno spettatore nella lotta politica. Erdoğan lo ha compreso, i militari no.

Annunci

7 pensieri su “E alla fine ha vinto Erdoğan

  1. Hai perfettamente ragione: l’immagine che hai messo in cima al post è destinata ad entrare nei libri di Storia, perché dimostra l’immenso potere della tecnologia. Senza la possibilità di fare una videochiamata Erdogan non avrebbe avuto alcun modo di aizzare la popolazione contro i golpisti, e quindi si sarebbe creato un pericoloso precedente per le democrazie occidentali (a prescindere dalle valutazioni sull’operato di Erdogan). Colgo l’occasione per segnalarti quest’altro interessante post sull’accaduto: https://realismoribelle.wordpress.com/2016/07/16/il-fallimento-di-un-colpo-di-stato/.

    Mi piace

    1. Alberto Rizzi

      Grazie, interessante il parallelismo con l’attentato a Hitler del 1944: la comunicazione spesso può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Hitler è riuscito a far sapere che era vivo ed Erdogan a chiamare il popolo turco nelle piazze.
      Concordo sul fatto che, a prescindere dalle opinioni su Erdogan, il presidente legittimo della Turchia è lui, e un colpo di stato difficilmente avrebbe aiutato democrazia e stabilità nella regione.

      Mi piace

      1. Alberto Rizzi

        Bel film, l’ho visto qualche tempo fa e mi era piaciuto: mostra bene come non ci siano mai buoni o cattivi, ma, soprattutto in politica, sia tutto molti sfumato.

        Mi piace

  2. Pingback: Oltre la Siria, le guerre dimenticate – Liberali da Strapazzo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...