Le bugie che ci confortano

“Capisci che la situazione è grave quando ti ritrovi a sperare che siano stati i nazisti” (Spinoza.it). C’è del tragico e del vero in una battuta di una riga, ed è la speranza che tutti noi nutriamo di poter reinserire il caos che investe l’Europa nei vecchi, cari schemi della politica nostrana. Pazzi, depressi, nazisti. Nazisti soprattutto.

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Là dove i golpe non sono il male assoluto

L’esercito, in Turchia, ha una funzione strana.

Non si occupa solo di difendere il Paese dalle minacce militari, difende anche il Paese da sé stesso. Più di una volta, infatti, i militari turchi hanno preso il potere per porre rimedio a situazioni di gravi crisi, economica e politica, o di accentramento del potere e riforme illiberali ed eccessivamente islamiste. E questo è il dato interessante: difendevano le riforme messe in atto dal fondatore della moderna nazione turca e suo primo presidente, Mustafa Kemal Ataturk. Non cercavano di prendere il potere per sé, sul modello delle famigerate dittature sudamericane degli anni della guerra fredda; infatti, dopo ciascuno dei tre colpi di Stato (1960, 1971, 1980) il controllo della nazione è stato restituito ai civili nell’arco di un paio d’anni, se non meno.

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E alla fine ha vinto Erdoğan

L’immagine più significativa di questa lunga notte turca è indubbiamente quella del presidente Erdoğan che lancia un appello alla popolazione da un telefonino, mentre si trova a bordo dell’aereo presidenziale. Questo quadro, e proprio il fatto che il legittimo presidente della Turchia si trovasse costretto a chiamare a raccolta il popolo contro i golpisti con mezzi di fortuna, sembrava decretare la vittoria dei militari e la deposizione del governo dell’AKP. Le voci di un Erdoğan in fuga, rifiutato dalla Germania e dal Regno Unito, e alla ricerca di asilo all’estero per sfuggire alla cattura si moltiplicavano e sembrava ormai sancita la fine della sua avventura politica.

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Rassegnarci per vincere

Il vile attentato di ieri sera ci ha portati in una nuova fase della lotta con il terrorismo islamista?

Se dopo i fatti di Madrid, Londra, Parigi potevamo asserire, più o meno convintamente che il problema era la mancanza di coordinamento delle intelligence europee, e che con maggiore controllo e collaborazione questi attentati potevano essere fermati, questa volta non è più così.

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