E tu. Sei abbastanza antifascista?

Anche quest’anno ho partecipato e parteciperò alle celebrazioni della più importante festa del nostro paese, il compleanno della democrazia e della libertà, il 25 Aprile.

Trovo tuttavia curioso, come le celebrazioni di questo avvenimento, che alla fine fu quello che rese possibile l’esistenza di un amplio spettro ideologico che potesse partecipare alla vita politica italiana, sia sempre di più appannaggio di una sola parte identitaria: la sinistra-sinistra.

Ora, il fatto che il 25 aprile possa essere una festa più “sentita” da una parte della popolazione piuttosto che un altro è cosa capibile. Alla fine il fascismo era una brutale dittatura di destra e reazionaria, inutile nasconderlo. E che quindi lo scontro della guerra civile del 1943-1945 venga spesso declinato con la dialettica politica attuale, rendendo il 25 aprile stesso più vicino alle sensibilità di un’area piuttosto che dell’altra non mi sorprende particolarmente.

Ciò che invece trovo meno accettabile, sia come il 25 aprile, da festa comune a quell’area grande e variegata ascrivibile alla “sinistra” diventi sempre più presa in ostaggio da una fetta di sinistra minoritaria, in una gara crescente a chi è il più puro e quindi più idoneo a celebrarla. E così che una persona di sinistra come il sottoscritto, si sente spesso a disagio a sentire discorsi, durante queste celebrazioni, che attribuiscono in toto le colpe degli attuali scenari geo-politici mondiali agli interessi storici occidentali. O a frasi riconducibili al filone: “il capitalismo (o le banche) sono il nuovo fascismo”.

In questa lotta senza quartiere al Sono più Antifascista Io, ci sono alcune categorie che si meritano la Palma d’Oro in quanto a spocchia e fastidiosità.

  • I primi sono ovviamente i pacifisti. Facilmente riconoscibili dalle loro bandiere arcobaleno, sono quelli per cui la soluzione a ogni problema del mondo sia sempre e solo La Pace. Il che sarebbe anche condivisibile, non fosse che per arrivare alla pace stessa sono convinti che ogni tipo di conflitto mirato a porre termine a un conflitto in atto sia a priori ingiustificato e ingiustificabile. Ora immaginate se Roosevelt, Stalin e i partigiani stessi avessero ragionato come loro; che bel 25 aprile che staremmo festeggiando.

 

  • A Milano, ma scommetto anche in altri posti, questi spesso si accompagnano con gli antisemiti di piazza San Babila. Fenomenali nel manifestare per i diritti di uno stato che non esisteva e al momento ancora non esiste, contro uno stato, Israele, che all’epoca della resistenza non c’era. Al culmine della loro ignoranza sono sempre in prima fila a fischiare la Brigata Ebraica, rei di avere nel simbolo la bandiera che sarebbe diventata l’emblema del terribile stato sionista. Dimentichi però che quel simbolo il nazismo l’ha combattuto davvero. Il nazismo, ideologia non troppo dissimile, in materia di antisemitismo, da alcuni movimenti pan-arabi amici dei manifestanti stessi. L’eterno ritorno insomma, e una gran confusione.

 

  • I partiti della sinistra radicale. Ogni 25 aprile tirano fuori dalla naftalina le bandiere rosse. Le sventolano oggi, le sventolano il primo maggio, le ripongono nel cassetto fino all’anno venturo. Fischi al PD e Renzi in generale, bevuta finale con discorsone del quanto siamo fighi e bravi, chissà perché abbiamo più anni che voti, compresa nel prezzo.

 

  • I moralizzatori. Categoria che in realtà esiste durante tutto l’anno, con capostipiti Rodotà, Saviano e compagnia cantante, si riversa nelle piazze il 25 aprile, auto-attribuendosi i valori della resistenza, della democrazia, e dell’etica in generale. In questo ampliamente aiutati dall’ANPI (quelli che esprimono grandi preoccupazione di golpe a qualsiasi tentativo di cambiamento della costituzione), si differenziano dalla categoria precedente per la loro grande ars oratoria. In sostanza se non sei d’accordo con loro sei anti-democratico, servo del governo e ovviamente non rispetti la memoria della resistenza.

Va però ricordato che se possiamo permetterci di ascoltare le idee di tutte le categorie di cui sopra, e allo stesso tempo la possibilità di sbeffeggiarli senza incorrere in sanzione alcuna, ciò è proprio merito degli Alleati, della Resistenza e quindi del 25 Aprile.

Buona festa a tutti!

 

 

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