La Democrazia ha stufato

Nel non proprio esaltante dibattito politico italiano, va di moda, da qualche tempo a questa parte, opporsi a un provvedimento legislativo o un’azione di governo non perché non se ne condivide il contenuto o al più il metodo, ma perché esso è “antidemocratico”.

E così la riforma costituzionale è antidemocratica. L’Italicum pure. L’astensione sul referendum del 17 aprile non ne parliamo. Per il Cirinnà ci si è limitati a un più sobrio “Incostituzionale”.

Ma è nella settimana odierna che i cultori dell’anti-dem hanno dato il meglio di sé, in almeno due momenti.

Il primo è stato quando le opposizioni tutte, hanno decretato che il parlamento non poteva procedere con la discussione delle riforme costituzionali, in quanto il governo è “appeso a un filo” tra referendum e sfiducia di settimana prossima; e per ottenere ciò hanno anche provato a scomodare Mattarella e i presidenti di Camera e Senato.

Curioso il concetto di democrazia per costoro: un parlamento che legifera non è democratico. Chiedere a una persona singola di cambiare il calendario di un’assemblea popolare, invece, per qualche motivo, lo è. Un governo che propone la propria agenda no. Una minoranza alla quale basterebbe presentare una mozione per imporre la propria volontà sulla maggioranza, si. Mah.

Bellissimo poi il caso dei referendari a tutti i costi, per i quali, per i partigiani, la guerra la libertà etc, non sarebbe contemplabile l’idea di disertare le urne domenica prossima. Sempre in prima linea quando c’è da declamare la CostituzionepiùbelladelMondo (questo giro tutti a citare l’articolo 48 su una presunta obbligatorietà del voto, ma quante volte abbiamo sentito l’11 dell’Italia che ripudia la guerra?), ovviamente limitata alle sole parti che fanno loro comodo. Per esempio, il fatto che gli stessi padri costituenti di cui sopra, abbiano scritto l’articolo 75, inserendo un referendum abrogativo con quorum, passa del tutto in secondo piano.

Ciò che mi preoccupa, è che questi ragionamenti, così banali e lineari, non sono minimamente stati affrontati in maniera sufficiente nei giorni passati. E ho paura che a forza di argomentare l’opposizione a qualsiasi legge in questa maniera, faremo la fine del famoso pastore che urlava “Al lupo! Al lupo!” quando il lupo non c’era. E quando il lupo finalmente arrivò, nessuno si mosse per salvare il suo gregge perché ormai, non ci credeva più nessuno.

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