Ridateci i Bastardi Islamici!

All’indomani della strage di Parigi dello scorso novembre, il giornale “Libero” aveva titolato, con la consueta grazie e finezza che si addice al quotidiano milanese turbo-berlusconiano: “Bastardi Islamici”.

Questo fu forse il caso più eclatante di parole (il termine pensieri mi sembra un po’ eccesivo) che vennero espresse, il più delle volte senza dargli troppo peso, in quei giorni nefasti.

Era infatti il periodo in cui i populisti di tutta Europa si unirono per denunciare il fallimento di Schengen dell’Unione Europea, e sotto sotto, diciamolo pure, della Società Aperta in generale. Non fu un caso, che le figure di Salvini, Le Pen e altre facce note della destra nostrana, si prodigarono in grandi opere di sciacallaggio sul sangue delle vittime del Bataclan.

Non furono queste le uniche risposte a quegli avvenimenti; non poteva ovviamente mancare la sinistra del: tutti che pensano a Parigi ma nessuno a (metteteci qualsiasi paese dell’ex Terzo Mondo dove era successo qualche fatto di sangue). O meglio ancora, vennero risuscitate quelle teorie per le quali le colpe storiche dell’Occidente sono la vera causa del terrorismo e altre menate del genere.

Al contempo, in ambienti più moderati, si iniziò a ragionare su modelli di integrazione, su cosa volesse dire islam, e se gli attacchi di Parigi fossero un affronto ai nostri valori europei. Poche parole vennero spese su quale visione di Europa si intendeva perseguire (e qui, lasciatemelo dire, i migliori complimenti a Liberali da Strapazzo che da mesi si batte su questo tema).

Insomma tutte queste reazioni, dalle più pacate alle più sguaiate, passando dal terzomondismo spinto fino al reazionarismo 2.0 furono tutte figlie di un unico fenomeno: l’enormità e l’anormalità di quell’atroce evento.

Oggi, a ventiquattro ore dagli attentati di Bruxelles, le reazioni di cui sopra mi appaiono più smorte, ovattate. Nessuno si scandalizza più per un titolo analogo di “Libero”; la destra populista non batte più la propria grancassa nazionalista. Anche Salvini, sempre in prima fila quando si tratta di provocare, si è limitato a una tutto sommato innocua passeggiata per Bruxelles.

Ben lungi dal condividere alcuna delle idee espresse da questi individui, devo dire che il loro silenzio mi mette disagio. Come mi mette disagio il fatto che quella solidarietà mondiale, mostratasi all’indomani del 13 novembre, sia venuta meno in questo caso.

Ho paura che noi ci stiamo lentamente abituando a un clima di terrore, dove questi attentati non vengono più considerati eccezionali ma eventi che purtroppo accadono. Stiamo diventando una società nella quale fatti gravissimi di questa entità, fanno sì notizia, ma non hanno quel carattere di fatalismo che gli si addirebbe.

Questa non è l’Europa che voglio e che voglio per i miei figli. Io voglio davvero vivere in un Europa come quella descritta da Alberto ieri. In cui un sistema di intelligence centralizzato possa garantire la sicurezza dei cittadini dell’intero continente. In cui le frontiere rimangano aperte e le minoranze integrate.

È certamente un percorso lungo, impegnativo, e utopistico; ma il passo più sbagliato da fare sarebbe abituarsi a un clima di terrore. Questa si che sancirebbe la vittoria definitiva dell’ISIS e la morte della nostra Europa.

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7 pensieri su “Ridateci i Bastardi Islamici!

  1. GiovanniGa

    Ma questa è la trascrizione di un tema delle superiori?
    Con tanto di errori tra l’altro… Nell’ultimo paragrafo:

    “È certamente un percorso lungo, impegnativo, e utopistico; ma il passo più sbagliato da fare sarebbe abituarsi a un clima di terrore. Questa si che sancirebbe la vittoria definitiva dell’ISIS e la morte della nostra Europa.”

    Assistiamo ad un cambio di genere (Questa) e ad un bellissimo “si” pronome riflessivo.

    Non parliamo dello spessore del contenuto… tutto si basa sul fatto che la reazione a Bruxelles non è stata percepita come la reazione a Parigi e non si mette in dubbio nemmeno per un secondo che possa trattarsi di un problema di percezione dell’autore! In pratica, cosa c’è stato per Parigi che per Bruxelles mancava? “La destra populista non batte più la propria grancassa nazionalista” è un’affermazione falsa! E parlare di silenzio di Salvini mi sembra eccessivo.

    Se volete fare i liberali imparate da Travaglio, almeno a scrivere!

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    1. Daniele Rietti

      Gentile signor Giovanni,
      nel leggere il suo commento, avevo immaginato tutta una serie di citazioni, tirando in ballo Schopenhauer e l’Accademia della Crusca, per rispondere in tono ironico e faceto alla sua arroganza e sguaitezza (anche questo però basato sulla mia percezione). Poi
      sono arrivato all’ultima riga: “Se volete fare i liberali imparate da Travaglio”. Cioè non da Einaudi, o altri autorevoli esponenti del pensiero liberale nostrano, ma da Marco Travaglio! Un “giornalista” che vorrebbe ingabbiare chiunque al minimo sospetto. Nella speranza che un giorno qualcuno mi spieghi cosa abbia di liberale questo individuo, Le consiglio di continuare a leggere il Manettaro Quotidiano, visti anche i toni che Lei usa, sembra questa essere la sua sfera ideologica appartenenza.

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      1. GiovanniGa

        Al suo posto non minaccerei di citare la Crusca, quello potrei farlo io:
        http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/vademecum-sullaccento-indicarlo-pronunciarlo

        Schopenhauer lasciamolo riposare in pace, si è già rivoltato parecchio nella tomba e sventolare nomi altisonanti rende il suo modo di scrivere sempre più vicino allo stile dei temi di maturità.

        Sono contento che abbia accettato il mio consiglio di sorvolare sullo spessore del contenuto. Peccato che quel briciolo di credibilità guadagnato se lo sia bruciato citando Facci. Travaglio lo consigliavo perché i dichiara liberale e a differenza sua ha un’ottima proprietà di linguaggio.

        Io invece le consiglio di smetterla con le supposizioni azzardate, evidentemente non fanno per lei.

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      2. Daniele Rietti

        Io invece le consiglio una valeriana, perchè continuando a rivolgersi così a me non dimostra certamente la sua erudizione ma semplicemente la sua cafonaggine.Saluti.

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  2. Daniele Rietti

    Ma su cosa esattamente dovrei risponderLe? Non concorda con me che le reazioni a Bruxelles siano state diverse da quelle di Parigi. Bene, cosa posso dirLe? Se vogliamo parlare di percezioni direi che le nostre sono differenti, ce ne faremo una ragione. Sul fatto che Travaglio scriva meglio del sottoscritto, mi viene da dire che ci sarebbe da stupirsi del contrario, visto che lui il giornalista lo fa di mestiere, io mi diletto a tempo perduto con questo blog. (Quella del bio-vegan mi ha fatto ridere).

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  3. GiovanniGa

    Non esistono solo le percezioni. Se lei mi dovesse riportare delle statistiche che mostrano un notevole disinteresse mediatico verso i fatti di Bruxelles le darei subito ragione.
    Io attribuisco questa differenza percepita al fatto che la stessa notizia si è ripresentata più volte, quindi alla seconda, da bravi ascoltatori passivi, prestiamo meno attenzione. Le nostre fonti di informazione, meno passive, non sembrano veramente aver dedicato meno spazio alle stragi più recenti. In questo senso di travaglio apprezzo la tendenza a sostenere sempre le sue affermazioni con le opportune fonti.

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