Date a Vendola quel che è di Vendola

Il nostro Nichi delle Puglie si è accorto che forse il mercato potrebbe rispondere ai bisogni dei singoli individui, basta far incontrare domanda e offerta. Scoperta interessante, un po’ agé forse, e certamente giunta in un momento particolare della sua carriera politica. La conclusione.

Liberali da Strapazzo ha esordito la sua recherche du pensée perdu con un incontro dal titolo molto esplicativo: quali sono i limiti per il mercato? Da liberali veri, non gruppetti democratico-futuristi o turbo-liberisti, non ci siamo domandati se i limiti esistano, ma quali siano, perché di limiti, da quando l’uomo calpesta questa terra, se ne ha sempre avuto notevole abbondanza (e.g. la mela che non poteva essere mangiata previa cacciata dal Paradiso terrestre). Del resto senza limiti come sarebbe la vita dell’uomo? Il limite, ovvero restrizione della libertà individuale, è il risultato di un lento stratificarsi di regole, codici scritti e non scritti, credenze e convinzioni etiche che di riflesso generano le leggi che regolano la vita sociale.

Mi domando: l’utero può essere affittato? Ovvero: esiste un mercato per la gravidanza? Andiamo con ordine. Un mercato esiste se due soggetti liberi da vincoli pattuiscono un prezzo per un bene o un servizio; a questa libertà assoluta si contrappongono i vincoli di natura legale o etica (che a volte coincidono). In questo caso, Vendola e compagno hanno pattuito un prezzo per una gravidanza, e quindi per un bambino. No, non è un salto logico: il bene acquistato è proprio quello, il bambino.

Ammettiamo che non vi sia nulla di male. Se una coppia spinta da amore vuole comprare un bambino, perché dovrebbe essere fermata? Se sono d’accordo loro e la lei disposta, che problema c’è? Il bambino? Ma va là: sarà cresciuto da tanto amore, quindi è tutto risolto. Certo, si potrebbe notare che le madri surrogate provengono, per la maggior parte, da paesi poveri, perché nessuna donna benestante di un paese ricco e mediamente alla pari con i diritti tra i sessi accetterebbe di sopportare una gravidanza per un terzo. Così come si potrebbe notare che solamente chi ha denaro a disposizione può comprarsi un bambino. Oppure si potrebbe anche sottolineare la totale assenza di dibattito sull’argomento: noi lo amiamo, ergo abbiamo agito per il bene – e naturalmente chi critica è un fascista; ma noi perdoniamo queste boutade, tipiche dei liberali a giorni alterni.

Avrei qualche appunto da fare a Vendola: niente di particolare, solo qualche domanda puntigliosa di chi è interessato al tema. Quali sono, secondo lui, i limiti del mercato? Perché più volte nel corso della sua storia politica il nostro Nichi è stato molto chiaro: il mercato spersonalizza e distorce le relazione umane. Però, c’è un però: se si accetta che un essere umano possa essere comprato, tutto, di conseguenza, dovrebbe essere accettato come accordo in balia delle leggi di mercato, dalla vendita degli organi, all’utilizzo del proprio corpo, alla vendita della propria forza lavoro, che può essere dismessa in qualsiasi momento. Dov’è esattamente il limite? Lo stabilisce Vendola volta per volta?

Come diceva quell’individuo duemila anni fa, date a Cesare quel che è di Cesare e date a Vendola quel che è di Vendola.

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