Non, je ne suis pas pakistanais.

(Photo Reuters)

Nella settimanale lista delle “Cose irritanti reperibili su internet” le motivazioni sofiste e a-scientifiche dei comitati proponitori del referendum del 17 Aprile si guadagnano senza dubbio la prima posizione. Argomentazioni, per altro abilmente sbertucciate da Alessio in questo articolo.

La secondo piazza, invece, va a tutto quel filone di pensiero riassumibile con le seguenti quattro parole: “E allora il Pakistan?”

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Narnia: il No-Triv, la strega e l’armadio

Oltre le coltri spesse dei cappotti contenuti nell’armadio in cui si era nascosta, Lucy Pevensie si ritrovò in un bosco innevato illuminato dalla luce solitaria di un lampione che si ergeva nel centro di una radura. Lì, uscendo dall’oscurità del bosco, Lucy vide avvicinarsi uno strano essere, metà uomo e metà capretto. Continua a leggere “Narnia: il No-Triv, la strega e l’armadio”

Ridateci i Bastardi Islamici!

All’indomani della strage di Parigi dello scorso novembre, il giornale “Libero” aveva titolato, con la consueta grazie e finezza che si addice al quotidiano milanese turbo-berlusconiano: “Bastardi Islamici”.

Questo fu forse il caso più eclatante di parole (il termine pensieri mi sembra un po’ eccesivo) che vennero espresse, il più delle volte senza dargli troppo peso, in quei giorni nefasti.

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L’ora di collaborare, per davvero

Le reazioni ai drammatici attentati di questa mattina a Bruxelles seguiranno la solita strada dei loro predecessori in Francia: Facebook si riempirà di post preconfezionati che esprimono disperazione e compariranno le consuete bandiere sulle foto profilo. Dopo un paio di giorni il giusto cordoglio lascerà spazio all’indignazione, indignazione che verrà sfruttata in modo più o meno populista da molti leader politici del continente. Arriveranno poi da parte dei governi le solite misure di sicurezza postume ed improvvisate, disposte da ciascun Paese come preferisce, giusto per dare l’impressione di essere vigili contro la minaccia terroristica.
Quello che purtroppo non segue mai questi tragici eventi è una riflessione su ciò che si potrebbe fare a livello comunitario per prevenire questi attacchi. Continua a leggere “L’ora di collaborare, per davvero”

Quel sogno proibito chiamato Kurdistan

Tra le tante guerre che vengono combattute in Medio Oriente, tra fondamentalismi religiosi e freddi calcoli geopolitici, ce n’è una che viene combattuta in nome della libertà. Si tratta della guerra dei curdi per realizzare un sogno vecchio di secoli, ma che gli è stato sempre negato. Un sogno proibito, ma per il quale hanno versato sudore, lacrime e sangue.
Il sogno di un Kurdistan libero.

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Democracia sudamericana

“Ma in Venezuela c’è la democrazia, lo giuro”, “Lo scandalo Petrobras è una montatura dei poteri forti della finanza internazionale” “Nestor Kirchner era un eroe anticapitalista, un secondo Peron”

Io, personalmente, queste frasi le ho sentite tutte. A onor del vero, ho anche letto su Facebook deliranti post che sostenevano che il tenore di vita nordcoreano sia migliore del nostro grazie al “socialismo reale”. Ma tralasciando quest’ultimo sproloquio Continua a leggere “Democracia sudamericana”

Draghi, l’eroe solitario

Forse un giorno questa crisi finirà. Forse un giorno torneremo davvero a crescere in modo sostenuto. Forse un giorno la deflazione sarà solo un lontano ricordo. Forse un giorno potremo raccontare di come l’Europa si trovò in balia della tempesta finanziaria e di come un uomo riuscì a salvarla e riportarla sulla rotta della ripresa. Quest’uomo è Mario Draghi, un eroe che però non ha potuto contare sull’aiuto dei capi di governo europei, che lo hanno sempre lasciato solo davanti al pericolo. Continua a leggere “Draghi, l’eroe solitario”