Notizie dalla fine del mondo: Bad Bank, Juncker, il Pentagono che acquista capre


Questa settimana si parla di Bad Bank, rapporti tra Renzi e vertici UE, statistiche truccate da Oxfam. Bonus track: gli Usa spendono 6 milioni di dollari per acquistare capre, gli scacchi allontanano da Dio e rendono infedeli.


Bad Bank. In Italia ciclicamente si ritorna a parlare del veicolo bancario per i crediti in sofferenza del sistema italiano. Qualche approfondimento sul tema, insieme ad una soluzione creativa: permettere agli obbligazionisti di entrare nel capitale delle banche a rischio, guadagnando tempo e rafforzandone il bilancio. La manovra andrebbe a diluire le quote di controllo dei precedenti azionisti, quindi l’opposizione politica delle fondazioni bancarie si oppone da sempre a questo rimedio.
Più facile credere a qualche teoria del complotto, come dimostra La Stampa in un pessimo esempio di giornalismo economico. Rimediano Mario Seminerio per Sole24Ore e Fabrizio Patti per Linkiesta
La soluzione alla crisi finanziaria? Bad Bank o morte, Marcello Esposito su Linkiesta
Un «grande swap» per le banche, Carlo Alberto Carnevale Maffè e Franco Debenedetti su Sole24Ore
Il crollo di Mps deciso a tavolino da tre fondi speculativi americani, Gianluca Paolucci su La Stampa
Chi ha incastrato Monte dei Paschi?, Fabrizio Patti su Linkiesta
Chi complotta veramente contro le banche italiane?, Mario Seminerio su Econopoly Sole24Ore

BONUS 1. Capre da sei milioni di dollari in Afghanistan. Ecco quanto avrebbe speso il Pentagono per nove esemplari di pregiate capre bionde italiane. E non si tratta di un film:
Quelle nove capre da 6 milioni di dollari che imbarazzano il Pentagono, Paolo Mastrolilli per La Stampa

Mercati Finanziari. Continua l’approfondimento sul rischio delle politiche monetarie espansive e quella che potrebbe configurarsi come lo scoppio di una incredibile bolla finanziaria. I paesi emergenti hanno contratto enorme debito in dollaro, ed ora sono in difficoltà per il ribasso del petrolio. Allo stesso modo le obbligazioni spazzatura legate al settore petrolifero detenute dalle Banche Usa superano i 300 miliardi di dollari. Inoltre la Cina continua coi problemi di liquidità. Sembrerebbe la tempesta perfetta, ma come ci ricorda un articolo di Mark Gilbert, per un operatore economico è normale accentuare le tendenze negative, visto che questo processo costituisce un ottimo sistema di prevenzione dagli shock. Qualche segnale di speranza arriva anche dal World Economic Forum di Davos, ma i problemi di fondo restano:
New Credit Junkies, Gillian Tett su Foreign Policy
The dead hand of debt , the Economist
Fed and Greece Could Defy the 2016 Bears, Mark Gilbert su Bloomberg
World faces wave of epic debt defaults, fears central bank veteran, Ambrose Evans-Pritchard su The Telegraph
The Fed Fought the World and the World Won, Justin Lahart su WSJ
Relax. We are not heading for a global meltdown, Ivana Kottasova per CNN
The bear necessities, The Economist
China’s Slowdown and Asia’s Economy, Shang-Jin Wei su Project Syndicate
Euro e yen in rialzo, si corre ai ripari, su Insider Pro

BONUS 2. In Iran e Arabia Saudita il gioco degli scacchi è fuori legge. Lo sceicco Abdulaziz al-Sheikh ci spiega come gli scacchi allontanino i fedeli dalla preghiera. Insieme alla musica.
Chess forbidden in Islam, rules Saudi mufti, but issue not black and white, Kareem Shaheen su The Guardian

Sceicco scacchi
Lo sceicco Abdulaziz al-Sheikh: gli scacchi nuocciono gravemente alla salute

 

Relazioni Italia-UE. Dopo l’articolo del nostro Leonardo Veneziani sulla querelle Renzi-Junker, analizziamo i possibili scenari che potrebbero crearsi, in una questione che coinvolge immigrazione, shengen, bail-in, credibilità, opportunità politiche. Riportiamo anche l’articolo pubblicato da Renzi sul Guardian, in cui si spiega come la mancanza di un’idea comune di Europa abbia favorito il populismo europeo, principale avversario del premier sul territorio italiano.
Europe isn’t working for this generation, Matteo Renzi su The Guardian
Italia-Ue, perché il clima è cambiato?, sul Fatto Quotidiano
Ieri il debito, oggi le sofferenze: attento Renzi, rischi un nuovo 2011, Francesco Cancellato su Linkiesta
Aiuti di stato, una scomoda sentinella, Michele Polo su La Voce.info
Going South, Andrea Mammone su Foreign Affairs

Euro ed unione monetaria. Non può mancare questa settimana un approfondimento sullo stato dell’integrazione e gli squilibri all’interno dell’area euro:
A financial side to a macroeconomic story: macro imbalances and financial integration in the euro area, Silvia Merler per Bruegel

Elezioni ed ignoranza economica. L’ignoranza dei politici sul funzionamento dell’economia non risparmia i candidati alle primarie Usa.
Economic Myths of the Presidential Candidates, John Stossel su Reason

Flint, Michigan. Il fallimento della burocrazia governativa raccontato in una vicenda: parte della popolazione avvelenata dall’acqua del sistema idrico, con danni ambientali per milioni di dollari. La prevenzione avrebbe previsto un costo di soli 50.000 dollari annuali
Flint Lead Poisoning: The Anatomy of Government Failure, Shikha Dalmia su Reason

Oxfam trucca i conti. Il rapporto dell’Ong, sbandierato poi da giornali ed economisti, sostiene che 62 miliardari possiedano una ricchezza pari a quello del 50% della popolazione mondiale. Numeri manipolati ad arte per ottenere qualche titolo di giornale ad effetto. Ecco cosa succede quando si considera come metro di paragone il patrimonio meno i debiti: lavoratori cinesi più ricchi della classe media europea.
Wealth: Having It All and Wanting More, Comunicato Oxfam con paper di ricerca
Viva, viva, viva i 62 paperoni messi all’indice da Oxfam (col trucco), Luciano Capone sul Foglio
Oxfam’s global inequality statistics: don’t believe the anti-capitalist hype, Ryan Bourne per Institute of Economic Affairs

Guida semiseria sul World Economic Forum di Davos e sui temi caldi di Bruxelles tra sfide politiche e mercati globali.
Brussels Playbook, presented by EPP Group: Davos Digest, Ryan Heath su Politico

Russia. Se il 2015 ha segnato il ritorno in grande stile della Russia nelle questioni internazionali, il 2016 potrebbe segnare un ridimensionamento del suo ruolo geopolitico, dovuto in particolare alla dipendenza della sua economia dal prezzo del petrolio:
Fine dei giochi per Vladimir Putin?, Mattia Bernardo Bagnoli per Ansa
Uh oh, Putin: Nobody seems to trust your currency, Matt O’Brien su Washington Post

Italia:
Rivoluzione all’Inps: servizi via web e taglio dei costi, Repubblica
Le due strade del premier dopo il referendum, Francesco Verderami sul Corriere
Camera, l’esercito degli ex parlamentari difende il vitalizio: “E’ un diritto non un privilegio”, Antonio Pitoni sul Fatto Quotidiano

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