Di Cirinnà e medievalismo latente

Se esistono due parole che riescono a fare impallidire anche il più accanito parlamentarista e a fargli sperare che il governo ritorni all’era dei decreti legge a mitraglia di Monti, quelle sono diritti civili.

Pronunciarle, da parte di un membro della maggioranza o peggio ancora del governo, vuol dire gettare un sasso da 200 kg nel proverbiale stagno; vuol dire assistere al sollevarsi di un polverone che ricorda molto la mostruosa tempesta di sabbia di Mad Max (guardatelo, è un gran film).

Cattolici che cominciano a strepitare sulla difesa della famiglia tradizionale, il gender, i valori cristiani (Casini: 2 divorzi. I maligni dicono abbia messo incinta la colf), fascioleghisti che ripetono la lista di cui sopra cambiando solo “valori cristiani” con “valori nazionali”, esponenti estremisti delle associazioni LGBT che si scagliano contro “questo maledetto governo DC” perché il DDL in questione non contempla il matrimonio egualitario ma solo qualcosa di assolutamente identico con un nome diverso, e così via.

In mezzo al fuoco incrociato rimane il povero promotore della legge che si vede bersagliato da ogni posizione ideologica, politica e religiosa.

Come immagino si sia ormai capito, sto parlando del disegno di legge Cirinnà. Esso introduce un nuovo istituto giuridico, l’unione civile, pensata appositamente per le coppie omosessuali, e regola le convivenze di fatto, sia per omosessuali che per eterosessuali.

Le future unioni civili garantirebbero a una coppia gay sposata gli stessi diritti di una etero, a eccezione della possibilità di adozione. E qui cominciano i problemi. Nel Cirinnà, infatti, è prevista solamente la stepchild adoption, ossia l’adozione di eventuali figli naturali avuti dal partner. Con essa, però, si aprirebbe la possibilità per una coppia di usufruire all’estero della maternità surrogata, illegale in Italia (e su questo si potrebbe discutere). Stavano venendo ventilate fantasiose proposte, nelle aule parlamentari, per prevedere un qualche meccanismo ad hoc per eliminare questa possibilità, per esempio il divieto di adottare bambini nati dopo l’entrata in vigore del DDL, oppure sostituire l’adozione con un “affido rafforzato” (pasticcio giuridico di rara poesia). Più recentemente, però, la linea delle opposizioni e di una trentina di senatori PD è quella di stralciare la parte delle adozioni. Niente stepchild o morte.

La radicale opposizione alla stepchild, però, rivela qualcos’altro: c’è una volontà, ben radicata nella classe politica italiana, di negare con tutte le forze un diritto, quello di adottare, riconosciuto nella maggioranza dei Paesi occidentali. Infatti la stepchild renderebbe possibile l’adozione all’estero tramite vie assolutamente legali anche in Italia.

Il ritornello è “rimandiamo il capitolo bambini a una futura riforma del sistema delle adozioni”. Cosa vuol dire? Considerando la durata media di un governo italiano e la permanenza media di un disegno di legge in Parlamento, ancora una volta l’Italia perderà il treno della civiltà.

Ancora una volta, quelle forze oscure (anzi, oscure mica tanto) che per anni hanno bloccato qualunque conquista civile al grido di “i tempi non sono maturi”, stanno prevalendo. Ancora una volta, dimostreremo che siamo davvero cresciuti con una morale cattolica, come dice Little Tony. Ancora una volta, ci ritroviamo a dover risarcire al Vaticano la breccia di Porta Pia.

Ennò, checcazzo.

Ennò per tre motivi: uno, i tribunali si getterebbero come pescecani su una eventuale legge Cirinnà depotenziata perché, senza la possibilità di adottare, sarebbe tacciabile di discriminazione; due, perché la sanzioni che l’UE ha minacciato a luglio all’Italia, in relazione a una sentenza della Corte europea dei diritti umani, sarebbero ancora una spada di Damocle sulle nostre teste qualora la legge risultasse appunto discriminatoria; e tre, perché sempre più gente è esasperata. E’ esasperata dai politici pseudocattolici che cercano costantemente di creare cittadini di serie A e B in base a principi religiosi sventolati con orgoglio e assoluto contrasto rispetto al proprio stile di vita. E’ esasperata da questo oscurantismo civile che ci opprime come una cappa di fumo tossico.

E’ stanca, arrabbiata e insoddisfatta, insomma. E voi?

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